BASKET/Serie C. Mens Sana Mesagne – Adria Bari: 84-93 

(nella foto: Dario Bruni)


Bella prova dell’Adria, autoritaria e corsara a Mesagne



BARI- Seconda vittoria consecutiva per l’Adria che, con questa meritata vittoria sul parquet di Mesagne, sponda Mens Sana, continua la sua risalita verso quelle posizioni di vertice che sembrano essere più confacenti alle proprie possibilità; ora si trova a quota 4, alle spalle del terzetto di testa, composto da S. Vito dei Normanni, Fortis Mesagne e Juve Trani, che viaggia a punteggio pieno con 8 punti, e del Barletta buon quarto con 6 punti al proprio attivo.

La formazione barese già domenica prossima potrà far vedere di che pasta è fatta, se confermerà di aver iniziato a carburare dopo un inizio un po’ stentato, in quanto di scena al PalaCarrassi sarà il San Vito, o se dovrà ridimensionare le sue ambizioni; in sostanza, allora, il test-match contro una delle capolista sarà come una sorta di prova della verità per i biancoblù.

Venendo alla partita di sabato, c’è da dire che la sfida sulla carta non si presentava affatto facile per i baresi, in quanto la Mens Sana in casa non regala nulla a nessuno, ma l’Adria ha saputo affrontarla nel modo giusto e con grande autorità; con sagacia inizialmente ha fatto sfogare gli avversari per poi salire prepotentemente in cattedra e chiudere il discorso in proprio favore.

L’inizio della gara è stato subito favorevole ai padroni di casa, che, grazie alle buone iniziative degli esterni, riescono a prendere in mano le redini dell’incontro, costruendo un vantaggio che parrebbe risultare già determinante ai fini del risultato finale: +13 al primo mini-intervallo.

Ma coach Gaeta rivoluziona le carte in tavola, i suoi ragazzi rispondono a dovere e piazzano il contro-break (6-14) che li riporta in partita; si scatenano Vukovic e Chiumarulo, Dario Bruni trova canestri importanti dalla media e dalla lunga ed ora è Bari a menare la danza: 42-46 all’intervallo lungo.

Non cambia la musica nel terzo quarto, allora i locali passano alla difesa a zona, ma l’Adria continua a realizzare con buona continuità; +6 per i viaggianti.

Negli ultimi 10’ Mesagne prova a ribaltare la situazione, ma la formazione barese tiene bene il campo, i suoi cecchini continuano a bersagliare il canestro dal perimetro, il tempo ormai passa velocemente sino al fischio della sirena, che giunge con il vantaggio esterno ormai consolidato: +9.

MENS SANA MESAGNE - ADRIA BARI: 84-93 (28-15; 42-46; 60-66; 84-93).

MENS SANA MESAGNE (all. Amatori) 84: Carriero A., Carriero C. n.e., Rubino 23, De Maria 27, Scalera 9, Ventruto 16, Canepa, Risolo 9, Dipietrangelo n.e., Capodieci.

ADRIA BARI (all. Gaeta) 93: Vukovic 20, Dar. Bruni 21, Chiumarulo 16, Lupelli 12, Dav. Bruni 12, Sicolo 9, Tarricone, De Feo 4, Orfino 2, Bianco 4.

Arbitri: Matarazzo di Taranto e Di Sisto di Nardò.

(Pubblicato sul Quotidiano di Bari il 19 ottobre 2009)


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BASKET/Bisceglie – CUS: 72-65 @@@ Pink – Latina: 66-44 

(nella foto: Valeria Gomes)

I due volti della serie B: bene le Pink, male, anzi, malissimo il CUS



BARI- Le massime espressioni cestistiche locali hanno vissuta un fine settimana diametralmente opposto: le Pink hanno messo in tasca la seconda vittoria –consecutiva- della stagione, che le porta ad occupare il terzo posto nella classifica del campionato di serie B femminile, mente, in quello equivalente maschile, il CUS subisce la terza sconfitta su tre gare disputate ed ora occupa (mestamente e da solo) l’ultimo posto della graduatoria.

Buona la prova delle biancorosa che, chiamate a riscattare la deludente prestazione della gara casalinga d’esordio (quando furono pesantemente battute dal Civitavecchia), hanno effettivamente fatto pace con il proprio pubblico giocando una partita intensa e puntigliosa, presa in pugno dall’inizio e mai mollata.

Ricordiamo che la formazione barese è leggermente diversa da quella della passata stagione, con partenze anche di un certo spessore (Bellarte, Carluccio, Di Gregorio) bilanciate da arrivi altrettanto importanti (Gomes –ritornata alla base dopo un anno- e Caressa), per cui è abbastanza naturale che ci voglia del tempo perché si crei la giusta amalgama.

Comunque, si comincia a vedere, evidentemente, la mano di coach Valenzano negli schemi che le baresi ora utilizzano con migliore efficacia, ed ora non resta che attendere gli sviluppi del campionato per vedere se le Pink riusciranno ad esserne protagoniste anche questa volta.

La situazione degli universitari, invece, inizia davvero a preoccupare anche perché corrono il rischio di trovarsi ancora a quota 0 al termine di questa settimana che prevede lo svolgimento del recupero della partita non disputata a Patti e la sfida in trasferta in quel di Reggio Calabria; altri due stop e tutti i programmi di inizio stagione potranno tranquillamente andare a farsi benedire.

La sensazione, purtroppo, è che coach Morganti non sia ancora riuscito a costruire una squadra, ma che mandi in campo un quintetto composto da giocatori di buone qualità e belle speranze e nulla più.

Certo, sono quasi tutti molto giovani, provengono tutti da società diverse tra loro (quindi si conoscevano poco ed in alcuni casi non si conoscevano affatto) e, per di più, non avendo mai giocato nel girone meridionale della serie B, non sono avvezzi ad affrontare avversarie molto dotate tecnicamente ma anche molto grintose ed aggressive, ma, resta il fatto che il calendario non aspetta e che retrocedere nell’anno in cui solo una squadra scenderà in serie C sarebbe un peccato molto grave, imperdonabile.


(Pubblicato sul quotidiano di Bari il 19 ottobre 2009)


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BASKET/Presentazione delle gare del week-end 

(nella foto: Valerio Lonoce)


Calendari fatti con i piedi.
Senza partite il movimento va a rotoli



BARI- Nel week-end che sta iniziando solo una partita di basket si giocherà a Bari, quella tra le Pink ed il Latina, valevole per il campionato di serie B femminile, mentre tutte le altre nostre formazioni saranno impegnate in trasferta.

A questo proposito ci chiediamo, ma a cosa stavano pensando in Federazione al momento della stesura dei calendari?

Non si sono resi conto i dirigenti federali che, facendo giocare quasi tutte le squadra baresi o in casa o in trasferta, in sostanza dimenticandosi di applicare la regola dell’alternanza tra squadre della stessa Città, si impedisce al pubblico di assistere a tante partite, e quindi si castra lo sviluppo di un movimento che già di per sé è molto esiguo!

Veniamo, però, alle gare; le biancorosa, dopo la vittoriosa escursione in quel di Capo d’Orlando, sono ora chiamate a riappropriarsi del PalaCarassi, espugnato a mani basse dal Campobasso nella sfida di esordio e coach Valenzano non vorrà certo lasciarsi sfuggire l’occasione per prendere i primi due punti casalinghi.

Per quanto riguarda il settore maschile, notiamo che si apre domani un trittico da capogiro per il CUS (serie B), impegnato in rapida successione a Bisceglie, a Patti (per il recupero della gara del secondo turno) e a Reggio Calabria: se al termine di questo tour de force gli universitari dovessero trovarsi ancora a 0 punti si aprirebbero tristi presagi per il loro futuro.

In serie C l’Adria si recherà a Mesagne per tentare di confermare quanto di buono si è visto contro l’Invicta Brindisi, potendo contare sull’eccezionale stato di forma del suo trascinatore Vukovic.

In serie D, l’impegno sulla carta più abbordabile pare quello che vedrà opposti i Bulls al S. Severo (che, però, negli ultimi due turni ha saputo cogliere altrettante vittorie); molto più pericolose, invece, paiono le trasferte che vedranno impegnate la Cestistica ad Apricena, la Don Bosco a Foggia e la Rainbow a S.Giovanni Rotondo (dove gioca il Manfredonia).

In ogni caso tutte, a parte la Don Bosco, hanno necessità vitale di vincere per lasciare l’ultima, scomoda, posizione in classifica, da loro occupata sin dall’inizio del torneo.

serie B: Bisceglie - CUS BARI (domenica)

serie B fem.: PINK SPORT TIME BARI – Latina (sabato, ore 18.00, PalaCarrassi)

serie C: Mesagne - TECNOMEDICA ADRIA BARI (domenica)

serie D: Apricena – CESTISTICA BARI (domenica)
Foggia – DON BOSCO BARI(sabato)
Manfredonia – RAINBOW VALENZANO (domenica)
S. Severo – BULLS BARI (sabato)

(Pubblicato sul Quotidiano di Bari il 17 ottobre 2009)

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BASKET/Serie D. RAINBOW VALENZANO-TERLIZZI: 60-62 dts 

(nella foto: Davide Traversa)


Salta l’illuminazione del Palazzetto e si spegne anche la Rainbow



BARI- Anche il terzo turno del campionato di serie D si conclude mestamente per la Rainnow Valenzano, che non riesce ancora a cogliere il primo successo della sua storia in questa categoria.

Certo, l’impegno di sabato scorso non era dei più facili, perché il Terlizzi è una squadra di buon livello e non è un caso se guida la classifica a punteggio pieno in compagnia del Santeramo e del Lucera, ma c’era la speranza di spezzare l’incantesimo ed, in effetti, la vittoria è stata proprio lì per essere colta ma poi, proprio sul più bello, è nuovamente sfumata.

La partita, comunque, è stata avvincente e si è conclusa solo al termine dell’overtime, che, per come si è sviluppato, ha rischiato di far saltare le coronarie ai cuori più deboli.

Dopo un inizio ricco di errori (il primo canestro arriva solo dopo 3’ di gioco), il Terlizzi inizia a macinare il suo gioco ed a portarsi avanti, sia pur di poco, nel punteggio, che, però, rimane abbastanza basso: 7-12 alla fine del primo quarto.

Nella seconda frazione in campo c’è solo la squadra ospite ed, infatti, il divario si allarga sino al +14 dell’intervallo lungo.

Negli spogliatoi coach Macellaio suona la carica ai suoi ragazzi che rientrano sul parquet più determinati; arriva, come naturale conseguenza, il break che li riporta in partita (-4) all’ultimo stop tecnico.

L’inseguimento continua inesorabile nell’ultimo quarto, e la parità arriva quando manca solo un giro di lancette al fischio della sirena.

L’inerzia ora è tutta per il Valenzano ma il Fato pare essergli contrario, perché un improvviso guasto all’impianto di illuminazione lascia il Palazzetto al buio per 15 lunghi, interminabili minuti; la tensione cresce e ne faranno le spese i padroni di casa.

Finalmente si riprende, la Diana T cerca di mettere le mani sull’incontro ma i viaggianti, con un sussulto d’orgoglio resistono e si va all’overtime.

Il supplementare parte nei migliori dei modi per i locali, che vanno a canestro con una tripla di Lomoro ed un tiro libero di D’Attoma; il Terlizzi si rifà sotto e regna allora l’equilibrio che, però, proprio sul finire di gara, viene rotto in favore dei viaggianti, che si dimostrano più freddi e precisi dalla linea della carità.

DIANA T VALENZANO – TERLIZZI: 60-62 (7-12; 22-36; 40-44; 52-52; 60-62).

DIANA T VALENZANO (all. Macellaio) 60: Palladino 7, Iacovelli n.e., Mele, Roca 2, Lomoro 10, Bjelobrkovic 3, Campanile 5, Traversa 2, D’Attoma 21, Vincotto 5.

TERLIZZI (all. De Nicolo) 62: Blasi n.e., Musto 10, Maselli 9, Piscopo 5, Mangano 5, Altieri, Tarricone 14, Cannillo 2, De Chirico, Rinaldi 17.

Arbitri: Lorusso e L’Abbate di Conversano.

(Pubblicato sul Quotidiano di Bari il 15 ottobre 2009)


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BASKET/Serie D. Don Bosco – Manfredonia: 79-78 @@@ Bulls - Foggia: 69-84 

(nella foto: Fabio Pascazio)


Seconda vittoria casalinga per la Don Bosco



BARI- La Don Bosco doma il Manfredonia (o, meglio, il S. Giovanni Rotondo) al termina di una gara vissuta sul filo dell’equilibrio e risolta solo sul fischio della sirena ed ora, con i 4 punti conquistati nei primi tre turni, occupa una buona posizione (quarto posto) nella classifica del campionato di serie D.

La formazione di coach Lonoce, scesa in campo priva degli infortunati Lotito e Palmisano, ha disputato una prova convincente sul piano dell’impegno, positiva su quello tattico e in cui si sono viste cose interessanti sotto l’aspetto tecnico (molto bello un passaggio no-look all’indietro di Pascazio nel corso di un velocissimo contropiede); e proprio la prova del giovane Pascazio è stata la nota più lieta della serata, perché il ragazzo ha fatto vedere come si deve giocare a basket, con grande velocità, tecnica (dovrebbe solo migliorare la postura al momento del tiro) ed intelligenza, il tutto, comunque, sempre e solo al servizio della squadra e del compagno meglio piazzato, mai con la tentazione di fare la giocata fine a se stessa o, peggio, per il proprio tornaconto (vedi tabellino) personale.

Altri due biancorossi meritano la citazione: l’altro under Lorusso che, per l’assenza del play titolare Lotito, si è accollato la responsabilità di guidare la squadra ed è riuscito a superare bene la comprensibile emozione, mettendo ordine, guidando i compagni e segnando quando c’era da segnare, e Bruni, grande combattente dell’area pitturata, autore di 5 punti (con un gioco di 2+1) nei concitati minuti finali, cioè quando gli ospiti stavano cercando di far saltare il banco mettendo sul tavolo il loro peso e la loro cattiveria (in senso puramente sportivo).

La sfida è stata, come detto, molto equilibrata, con i locali che hanno mostrato un gioco a tratti spumeggiante ed il Manfredonia che, sornione, era sempre lì grazie all’esperienza dei vari Stilla, Monacis e Mastroluca.

I viaggianti, consci della maggior velocità dei biancorossi, hanno sempre difeso a zona nella prima metà parte della gara, conclusasi sul 36-33.

Alla ripresa delle ostilità i blù optano per una box-and-one (su Pascazio) e qualche risultato si vede, sono ora i dauni a mettere il muso avanti; viene fuori ora Maietta che, alternando soluzioni da lontano a quelle dalla media, fa muovere il punteggio.

Nell’ultimo quarto i biancorossi dimostrano di avere cuore e forza di volontà, si riportano in testa e vanno anche sul +7; a 3’30” dalla fine gli ospiti passano al fallo sistematico ed al pressing a tutto campo.

Ne risente la Don Bosco che pur non riuscendo a rallentare i ritmi di gioco, si trova ancora sul +1 quando Manfredonia, a 14” dalla fine imbastisce l’ultimo attacco; la difesa a uomo dei baresi, fortunatamente, ancora una volta si dimostra valida, ed impedisce l’ultimo tiro agli avversari, costretti ad alzare bandiera bianca.

DON BOSCO BARI – MANFREDONIA: 79-78 (17-16; 36-33; 53-58; 79-78).

DON BOSCO BARI (all. Lonoce) 7: Lorusso 16, Bruni 5, Pascazio 18, Maietta 19, Scardicchio 6, Bellino 8, Ancona 7, Scavo, Aragno, De Matteis.

MANFREDONIA (all. ) 78: Stilla 24, Monacis 20, Ferrara 14, Mastroluca 10, Radeglio 5, D’Amico 4, Cirella 1, Savino, Scarano, Biancofiore.

Arbitri: Vitanostra e Porcelli di Corato.



I bulls non convincono


BARI- Dopo tre partite i Bulls si ritrovano ad occupare l’ultima poltrona del campionato di serie D in compagnia dei cugini Cestistica e Rainbow, tutti ancora a 0 punti.

Ancora una volta i tori sono riusciti a perdere una partita che era tranquillamente alla loro portata, vanificando negli ultimi 180” una rimonta a cui erano stati costretti dall’ormai solita, scellerata, sconcertante parte centrale della gara.

Ma andiamo con ordine, alla palla a due la difesa a zona ospite mette già in difficoltà la manovra barese, che stenta a liberare l’uomo al tiro, il punteggio resta basso, solo Battafarano trova una buona continuità realizzativa e nelle fila daune Ciccone si dimostra praticamente immarcabile quando entra nell’area pitturata; al temine dei primi 10’ regna la parità (16-16).

Nel secondo quarto i Bulls diventano irriconoscibili, proprio non riescono ad attaccare, coach Maffia alterna i due play a sua disposizione ma senza risultato; ora è Bari a mettersi a zona, ma Ciccone (ancora lui!) la punisce dalla linea dei 6,25 e Basso la perfora dalla linea di fonda.

La barca inizia ad affondare, solo Battafarano continua a segnare, imitato da Esposito che pare avere ritrovato la mano, ma si va all’intervallo sul -7.

Nella terza frazione la formazione barese si perde completamente, incapace di frenare le sfuriate dei vari Basso, Ciccone, Carrillo, solo Esposito riesce a realizzare ed il vantaggio foggiano tocca quota 20, sino a quando Mongelli mette a segno la tripla che sembra scuotere i Bulls, nonostante il tabellone segni 42-59.

L’inizio dell’ultimo quarto è veemente, ancora due bombe e tre tiri liberi (fallo sul tiro da tre) di Mongelli, altri due canestri da sotto e cinque tiri dalla lunetta di Esposito riportano i tori in partita ed il divario ora è di soli 7 punti quando mancano 3’ al fischio della sirena e Bari può iniziare un’ulteriore azione offensiva.

Quando l’inerzia era tutta per i locali, quando la rimonta stava per perfezionarsi, quando si sentiva nell’aria odor di vittoria, ecco venir fuori tutta l’inesperienza dei Bulls che perdono banalmente una, due, tre volte la palla a metà campo e si disuniscono.

Il CUS, invece, è squadra tosta e marpiona, pressa sui play maker baresi che vanno in bambola e, con un paio di palloni recuperati, riporta il vantaggio in doppia cifra; la partita è finita, i tori crollano psicologicamente e la sirena fischia sancendo il risultato finale: 69-84.

BULLS BARI – CUS FOGGIA: 69-84 (16-16; 29-36; 42-59; 69-54).

BULLS BARI (all. Maffia) 69: Lucarelli, Daddiego 5, Battafarano 19, Mongelli 15, Aldini, Panebianco 4, Piccolino 2, Antonelli 2, Prunotto, Esposito 22.

CUS FOGGIA (all.) 84: Chiappinelli 1, Papeo, Mattella 1, Basso 27, Di Gregorio 6, Carrillo 16, Macchiarola L., Macchiarola D. 4, Vero, Ciccone 29.

Arbitri: Acella di Corato e Lorusso di Conversano.

(Articoli pubblicati sul Quotidiano di Bari il 14 ottobre 2009)


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