
(nella foto: Fabio Pascazio)
BARI- La Don Bosco doma il Manfredonia (o, meglio, il S. Giovanni Rotondo) al termina di una gara vissuta sul filo dell’equilibrio e risolta solo sul fischio della sirena ed ora, con i 4 punti conquistati nei primi tre turni, occupa una buona posizione (quarto posto) nella classifica del campionato di serie D.
La formazione di coach Lonoce, scesa in campo priva degli infortunati Lotito e Palmisano, ha disputato una prova convincente sul piano dell’impegno, positiva su quello tattico e in cui si sono viste cose interessanti sotto l’aspetto tecnico (molto bello un passaggio no-look all’indietro di Pascazio nel corso di un velocissimo contropiede); e proprio la prova del giovane Pascazio è stata la nota più lieta della serata, perché il ragazzo ha fatto vedere come si deve giocare a basket, con grande velocità, tecnica (dovrebbe solo migliorare la postura al momento del tiro) ed intelligenza, il tutto, comunque, sempre e solo al servizio della squadra e del compagno meglio piazzato, mai con la tentazione di fare la giocata fine a se stessa o, peggio, per il proprio tornaconto (vedi tabellino) personale.
Altri due biancorossi meritano la citazione: l’altro under Lorusso che, per l’assenza del play titolare Lotito, si è accollato la responsabilità di guidare la squadra ed è riuscito a superare bene la comprensibile emozione, mettendo ordine, guidando i compagni e segnando quando c’era da segnare, e Bruni, grande combattente dell’area pitturata, autore di 5 punti (con un gioco di 2+1) nei concitati minuti finali, cioè quando gli ospiti stavano cercando di far saltare il banco mettendo sul tavolo il loro peso e la loro cattiveria (in senso puramente sportivo).
La sfida è stata, come detto, molto equilibrata, con i locali che hanno mostrato un gioco a tratti spumeggiante ed il Manfredonia che, sornione, era sempre lì grazie all’esperienza dei vari Stilla, Monacis e Mastroluca.
I viaggianti, consci della maggior velocità dei biancorossi, hanno sempre difeso a zona nella prima metà parte della gara, conclusasi sul 36-33.
Alla ripresa delle ostilità i blù optano per una box-and-one (su Pascazio) e qualche risultato si vede, sono ora i dauni a mettere il muso avanti; viene fuori ora Maietta che, alternando soluzioni da lontano a quelle dalla media, fa muovere il punteggio.
Nell’ultimo quarto i biancorossi dimostrano di avere cuore e forza di volontà, si riportano in testa e vanno anche sul +7; a 3’30” dalla fine gli ospiti passano al fallo sistematico ed al pressing a tutto campo.
Ne risente la Don Bosco che pur non riuscendo a rallentare i ritmi di gioco, si trova ancora sul +1 quando Manfredonia, a 14” dalla fine imbastisce l’ultimo attacco; la difesa a uomo dei baresi, fortunatamente, ancora una volta si dimostra valida, ed impedisce l’ultimo tiro agli avversari, costretti ad alzare bandiera bianca.
DON BOSCO BARI – MANFREDONIA: 79-78 (17-16; 36-33; 53-58; 79-78).
DON BOSCO BARI (all. Lonoce) 7: Lorusso 16, Bruni 5, Pascazio 18, Maietta 19, Scardicchio 6, Bellino 8, Ancona 7, Scavo, Aragno, De Matteis.
MANFREDONIA (all. ) 78: Stilla 24, Monacis 20, Ferrara 14, Mastroluca 10, Radeglio 5, D’Amico 4, Cirella 1, Savino, Scarano, Biancofiore.
Arbitri: Vitanostra e Porcelli di Corato.
BARI- Dopo tre partite i Bulls si ritrovano ad occupare l’ultima poltrona del campionato di serie D in compagnia dei cugini Cestistica e Rainbow, tutti ancora a 0 punti.
Ancora una volta i tori sono riusciti a perdere una partita che era tranquillamente alla loro portata, vanificando negli ultimi 180” una rimonta a cui erano stati costretti dall’ormai solita, scellerata, sconcertante parte centrale della gara.
Ma andiamo con ordine, alla palla a due la difesa a zona ospite mette già in difficoltà la manovra barese, che stenta a liberare l’uomo al tiro, il punteggio resta basso, solo Battafarano trova una buona continuità realizzativa e nelle fila daune Ciccone si dimostra praticamente immarcabile quando entra nell’area pitturata; al temine dei primi 10’ regna la parità (16-16).
Nel secondo quarto i Bulls diventano irriconoscibili, proprio non riescono ad attaccare, coach Maffia alterna i due play a sua disposizione ma senza risultato; ora è Bari a mettersi a zona, ma Ciccone (ancora lui!) la punisce dalla linea dei 6,25 e Basso la perfora dalla linea di fonda.
La barca inizia ad affondare, solo Battafarano continua a segnare, imitato da Esposito che pare avere ritrovato la mano, ma si va all’intervallo sul -7.
Nella terza frazione la formazione barese si perde completamente, incapace di frenare le sfuriate dei vari Basso, Ciccone, Carrillo, solo Esposito riesce a realizzare ed il vantaggio foggiano tocca quota 20, sino a quando Mongelli mette a segno la tripla che sembra scuotere i Bulls, nonostante il tabellone segni 42-59.
L’inizio dell’ultimo quarto è veemente, ancora due bombe e tre tiri liberi (fallo sul tiro da tre) di Mongelli, altri due canestri da sotto e cinque tiri dalla lunetta di Esposito riportano i tori in partita ed il divario ora è di soli 7 punti quando mancano 3’ al fischio della sirena e Bari può iniziare un’ulteriore azione offensiva.
Quando l’inerzia era tutta per i locali, quando la rimonta stava per perfezionarsi, quando si sentiva nell’aria odor di vittoria, ecco venir fuori tutta l’inesperienza dei Bulls che perdono banalmente una, due, tre volte la palla a metà campo e si disuniscono.
Il CUS, invece, è squadra tosta e marpiona, pressa sui play maker baresi che vanno in bambola e, con un paio di palloni recuperati, riporta il vantaggio in doppia cifra; la partita è finita, i tori crollano psicologicamente e la sirena fischia sancendo il risultato finale: 69-84.
BULLS BARI – CUS FOGGIA: 69-84 (16-16; 29-36; 42-59; 69-54).
BULLS BARI (all. Maffia) 69: Lucarelli, Daddiego 5, Battafarano 19, Mongelli 15, Aldini, Panebianco 4, Piccolino 2, Antonelli 2, Prunotto, Esposito 22.
CUS FOGGIA (all.) 84: Chiappinelli 1, Papeo, Mattella 1, Basso 27, Di Gregorio 6, Carrillo 16, Macchiarola L., Macchiarola D. 4, Vero, Ciccone 29.
Arbitri: Acella di Corato e Lorusso di Conversano.
(Articoli pubblicati sul Quotidiano di Bari il 14 ottobre 2009)
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( 2.7 / 6 )
(nella foto: Domenico Chiumarulo)
BARI- Arriva finalmente la prima vittoria dell’Adria nel campionato di serie C Regionale, giunta a scapito dell’Invicta Brindisi, una formazione molto giovane ed inesperta che pare rispecchiare un po’ quanto previsto in estate, e cioè che quest’anno la carenza di risorse economiche avrebbe costretto molte società ad allestire roster poco competitivi, composti di giovani di belle speranze, quindi destinati a disputare una sorta di campionato a parte, dedicato unicamente alla ricerca della salvezza.
La formazione barese, comunque, ha dovuto faticare forse più del necessario per aver ragione degli ospiti, visto che solo nell’ultimo quarto è riuscita a far prevalere la propria evidente supremazia tecnica e ad involarsi verso la vittoria.
Comunque, come avevamo detto in sede di presentazione della giornata, l’unica cosa che interessava era cancellare lo 0 dalla classifica senza badare a come sarebbe venuto il successo (sarebbe stato il benvenuto anche un +1 al terzo tempo supplementare).
Ancora una volta l’uomo in più in casa barese è stato il montenegrino Vukovic che, oltre a realizzare l’ormai consueto trentello (34 punti al suo attivo questa volta), ha dettato i tempi di gioco a tutta la squadra che si è prontamente messa ad assecondarlo, riconoscendo in lui il suo leader.
La partita è stata equilibrata per i primi 30’, addirittura nel secondo quarto si è vista in campo solo la squadra salentina, e la sua corsa è stata frenata solo dai canestri di Vukovic; all’intervallo lungo i viaggianti erano in vantaggio (+1) ed anche nella terza frazione, che ha visto i locali chiudere sul +5, non è che facesse presagire una vittoria facile.
Negli ultimi 10’, però, coach Gaeta decide di passare alla difesa a zona ed allora la musica cambia completamente spartito, perchè l’Invicta perde il filo del ragionamento offensivo ed i biancoblù ne approfittano per rubare palla ed andare in contropiede; vanno a nozze allora i soliti Chiumarulo (glaciale dalla lunetta) e Bianco che portano il vantaggio barese a distanza di sicurezza (+14).
Brindisi prova col pressing ed il fallo sistematico ad accorciare le distanze ma ormai la sfida è saldamente nelle mani del Bari che non si lascia sfuggire l’occasione per chiudere in bellezza la serata e festeggiare con il pubblico la prima vittoria della stagione.
ADRIA BARI – INVICTA PRINDISI: 77-68 (16-12; 35-36; 51-46; 77-68).
ADRIA BARI (all. Gaeta) 77: Vukovic 34, Dar. Bruni 2, Chiumarulo 16, Lupelli 4, Dav. Bruni 6, Sicolo 3, Tarricone, De Feo 2, Orfino 2, Bianco 8.
INVICTA BRINDISI (all. Cozzoli) 68: Caliandro 3, Morrone 17, Gnini 4, D’Avanzo 11, Castellitto 10, Rizzo, Cristofaro 13, Cozzoli 6, Botrugno 2, Monna 2.
Arbitri: Marchese e Fracella di Nardò.
(Pubblicato sul Quotidiano di Bari il 12 ottobre 2009)
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( 3 / 10 )
(nella foto: Luca De Bellis)
BARI- Nel campionato di serie B, seconda sconfitta casalinga consecutiva per il CUS, costretto ad inseguire il Catania per quasi tutta la gara, giungendo a subire sino al -18, riducendo appena il gap solo sul finire quando ha chiuso la gara sul -13.
Appare evidente la crisi di questa squadra che proprio non riesce a trovare il modo di vincere una partita (ed è da notare che la situazione è iniziata in questo modo, senza mutare, sin dal precampionato).
Oltretutto, il fatto che gli universitari non abbiano ancora trovato uno sponsor rende la situazione ancor più problematica, in quanto, come è noto a tutti, l’Università mette a disposizione l’impianto, sostiene i costi federali del campionato (iscrizione, tasse gara, rimborso spese agli ufficiali di campo) nonché quelli delle trasferte ma non provvede al pagamento degli stipendi dello staff tecnico e dei giocatori, che sono a carico della Nuova Pallacanestro Bari; ebbene, senza introiti pubblicitari, le casse non si riempiono e tra un po’ (se non è già avvenuto) potrebbe esserci difficoltà nell’orare gli impegni con i giocatori, con conseguenze facilmente immaginabili sotto ogni profilo.
Che la situazione economica cominci a pesare viene confermata dalla voce sempre più ricorrente che circola nei corridoi secondo cui la Cestistica (la seconda squadra della NPB) starebbe per ritirarsi dal campionato di serie D a causa della mancanza di risorse finanziarie; se così fosse, sarebbe un pericolosissimo campanello d’allarme per il CUS e, comunque, una profonda ferita per tutto il movimento cestistico locale.
Vanno un po’ meglio le cose in casa Pink, visto che le ragazze sono riuscite ad espugnare il campo di Capo d’Orlando, così riscattandosi dalla pesantissima sconfitta subita al PalaCarassi per mano del Campobasso nella gara d’esordio el campionato di serie B femminile.
Le bianco rosa hanno dato prova d’orgoglio e di grande carattere perché, al termine di un viaggio davvero massacrante, sono scese sul parquet siciliano scrollandosi di dosso i fantasmi della gara d’esordio, cogliendo un successo che potrebbe risultare determinante per il loro futuro.
(Pubblicato sul Quotidiano di Bari il 12 ottobre 2009)
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( 3 / 10 )
(nella foto: Terenzio Lomoro)
BARI- La matricola Rainbow Valenzano non sfrutta la ghiotta occasione di andare a far visita ad una delle avversarie che, alla vigilia, veniva presentate tra le più abbordabili del girone per cogliere i primi punti della sua storia nel campionato di serie D, sciupando in quattro incredibili minuti tutto quanto di buono era riuscita a fare sino a quel momento.
Pare incredibile che i baresi si siano fatti sfuggire dalle mani una partita che, per lungo tempo, avevano avuto saldamente in pugno, viaggiando spesso con un buon margine di vantaggio (anche 10 punti).
Alla palla a due coach Macellaio schiera il quintetto composto da Lomoro, D’attoma, Campanile, Roca e Palladino; la partenza è buona ed il primo quarto si chiude con i viaggianti sul +7.
Nella seconda frazione i locali riescono a registrare meglio la difesa e, sfruttando i numerosi errori da sotto degli avversari (che sbagliano anche qualche contropiede di troppo), riescono a ribaltare la situazione ed il punteggio, all’intervallo, è a loro favorevole (+2).
Negli spogliatoi, evidentemente, coach Macellaio striglia a dovere i suoi che rientrano in campo con spirito combattivo e riprendono in mano le redini del gioco; ora l’inerzia della gara è tutta per la DT, che arriva a toccare il massimo vantaggio (+10).
Mancano solo 4’ al fischio della sirena e gli ospiti cominciano ad intravvedere il traguardo quando, improvvisamente ed imprevedibilmente, si spegne la luce, ed ora è il S. Severo a menare la danza.
Bastano 2’ ai locali per agguantare il pareggio; poi, negli ultimi due giri di lancetta, mettono al tappeto un avversario ormai incapace di reagire e la frittata è servita: la partita termina sul punteggio di 60-54.
A fine gara coach Macellaio appariva incredulo per come la Rainbow aveva potuto perdere una gara che sembrava già vinta (così come ammetteranno gli stessi avversari).
DIAMOND S.SEVERO – DT RAINBOW VALENZANO: 60-54.
DIAMOND S. SEVERO (all. ) 60: Mirando 5, Manfredi 9, Legge
ri 2, Conte 9, Sacco, Guerrieri 8, Casciani 4, Totaro 7, Ciavarella 6, Tartaglione 10.
DT RAINBOW VALENZANO (all. Macellaio) 54: Palladino 6, Mele, Roca 2, Lomoro 20, Bjelobrkovic, Campanile 7, Traversa, D’attoma 10, De Palma 2, Vincotto.
Arbitri: Acella e Bucci di Corato.
Pubblicato sul Quotidiano di Bari l'8 ottobre 2009
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( 3 / 5 )BARI- Seconda battuta d’arresto consecutiva per i Bulls, costretti ad arrendersi ad un Santeramo molto forte, sicuramente candidato a lottare per il vertice.
Due sono state le armi principali del Murgiabasket: il continuo sfruttamento di una serie di blocchi (MPS docet!) che produce una girandola di cambi di marcatura e quindi permette di trovare l’uomo libero al tiro ed una aggressività difensiva che produce il raddoppio sui portatori di palla che, quindi, trovano enormi difficoltà ad orchestrare l’azione d’attacco, costretta ad essere lenta e prevedibile.
Sulla sponda barese, appare evidente che da un lato sarebbe necessario velocizzare l’applicazione degli schemi offensivi (troppo spesso disattesi) e dall’altro, in difesa, vorremmo vedere più aiuti e poi il “cucù” al posto del cambio sistematico.
Prima di commentare la gara, però, ci pare giusto evidenziare le nostre perplessità sulla regolarità del campo di gioco murgiano, perchè è assolutamente impossibile effettuare la rimessa all’altezza delle due panchine o del tavolo degli ufficiali di campo, distanti non più di 40 cm. dalla linea laterale; ed infatti si verifica che, quando il gioco deve riprendere da quella posizione, i locali maliziosamente pressano il “rimettente” coprendogli visuale ed angolo di passaggio, e così lo costringono molto spesso a sbagliare la rimessa.
L’inizio della partita è scoppiettante, con i padroni di casa che spingono forte e conquistano un piccolo vantaggio, ma gli ospiti non stanno a guardare e rispondono per le rime; Panebianco sfrutta bene la sua velocità, Esposito si fa valere sotto canestro ed i Bulls mettono il muso avanti.
L’unico neo viene dalla situazione dei falli dei lunghi (nei primi 10’ Esposito, Piccolino ed Antonelli ne hanno già commessi due a testa), comunque, il primo quarto termina sul 22-24.
Come già accaduto con l’Apricena, nella seconda frazione cala leggermente l’intensità barese, che determina una sterilità offensiva; poi, grazie alla regia ordinata di Vasco, ai canestri da sotto di Panebianco, al buon lavoro dei lunghi e ad una bomba scagliata da circa 7 metri da Mongelli sul fischio della sirena, il risultato torna praticamente in equilibrio (43-41 all’intervallo).
Alla ripresa delle ostilità non cambia lo spartito, le due contendenti continuano a giocare con grande ritmo e determinazione (62-59 all’ultimo mini-intervallo).
Inizia l’ultimo quarto, i Bulls litigano nuovamente con il canestro e ne approfitta il Santeramo per allungare (+12), castigando la zona 2-3 dei tori, che tornano alla difesa individuale e provano a ricucire lo strappo; però ormai i locali sentono vicina la vittoria e non demordono ed allora neanche due triple consecutive di Mongelli servono a riaprire la partita, che si chiude con un -10, che, però, non rende merito all’equilibrio regnato in campo durante quasi tutta la sfida.
MURGIA SANTERAMO - BULLS BARI: 86-76 (22-24; 43-41; 62-59; 86-76).
MURGIA SANTERAMO (all. Polucci) 86: Verrone 24, Di Fonzo, Di Toma 2, Musci, De Santis 19, Girardi 14, Porfido 16, Stano 8, Decempirale 2, Silletti 1.
BULLS BARI (all. Maffia) 76: Lucarelli, Daddiego 5, Battafarano 1, Mongelli 21, Aldini, Panebianco 21, Piccolino 4, Antonelli 2, Esposito 11, Vasco 11.
Arbitri: Lorusso di Altamura e Ferrari di Cellamare.
BARI- Una Don Bosco largamente rimaneggiata causa l’indisponibilità dell’intero pacchetto dei lunghi (Palmisano, Bruni, Vero e Scardicchio per vari motivi hanno dovuto dare forfait) è costretta ad arrendersi all’Apricena che, comunque, conferma di essere una delle formazioni più forti del girone.
Comunque, il punteggio finale non deve far pensare ad una debacle dei biancorossi che, anzi, hanno fatto per intero la loro parte, restando sempre in partita ed arrendendosi solo nell’ultimo quarto.
C’è da dire, poi, che la squadra barese è stata oltremodo sfortunata in quanto, oltre agli assenti già ricordati, si è ritrovata quasi subito con Lotito a mezzo servizio a causa di uno stiramento, per cui non poteva fare molto di più, visto anche che in lista c’erano, a parte il play e Bellino, unicamente gli under 17 e 19.
Quindi, anche in una sconfitta abbastanza pesante (-29 al fischio finale) si possono scoprire alcuni aspetti positivi, come il fatto che i ragazzini agli ordini di coach Lonoce abbiano saputo tenere bene il campo per più di tre quarti di gara (-13 al termine della terza frazione), che Maietta (anche questa volta oltre quota 20) abbia saputo ripetere l’ottima performance in fase di realizzazione prodotta nel primo turno del campionato, che gli esordienti hanno superato bene l’emozione, giocando tutti senza risparmio.
In conclusione, l’Apricena, ha sfruttato appieno il vantaggio di non avere avversari di stazza sotto canestro, così come si è avvalsa a piene mani dell’esperienza dei suoi giocatori, conquistando meritatamente i due punti e confermandosi a giusta ragione in vetta alla classifica; per la Don Bosco, invece, quella in terra dauna è stata una tappa interlocutoria in attesa di riprendere la marcia, magari già domenica prossima (quando i ranghi saranno nuovamente compatti) al PalaCarrassi contro il Manfredonia.
APRICENA - DON BOSCO BARI: 99-70 (17-19; 48-34; 72-59; 99-70).
APRICENA (all. Magnifico) 99: Petruzzellis 7, Giuliani 2, Zecchino 20, Alvisi 9, Ferramosca 11, Urbano 7, Cicculli 14, De Letteris 16, Milani 7, Verderame 6.
DON BOSCO BARI (all. Lonoce) 70: Lotito 6, De Mola, Ancona 8, Maietta 23, Lorusso 2, Castaldo 8, Pascazio 9, Bellino 13, Angelillo.
Arbitri: Tavaglione di S. Severo e Lanotte di Cerignola.
Articoli pubblicati sul Quotidiano di Bari il 7 ottobre 2009
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( 3.3 / 6 )
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