BASKET/Serie C. Adria – Invicta Brindisi: 77-68 

(nella foto: Domenico Chiumarulo)

Primi due punti per i biancoblù


BARI- Arriva finalmente la prima vittoria dell’Adria nel campionato di serie C Regionale, giunta a scapito dell’Invicta Brindisi, una formazione molto giovane ed inesperta che pare rispecchiare un po’ quanto previsto in estate, e cioè che quest’anno la carenza di risorse economiche avrebbe costretto molte società ad allestire roster poco competitivi, composti di giovani di belle speranze, quindi destinati a disputare una sorta di campionato a parte, dedicato unicamente alla ricerca della salvezza.

La formazione barese, comunque, ha dovuto faticare forse più del necessario per aver ragione degli ospiti, visto che solo nell’ultimo quarto è riuscita a far prevalere la propria evidente supremazia tecnica e ad involarsi verso la vittoria.
Comunque, come avevamo detto in sede di presentazione della giornata, l’unica cosa che interessava era cancellare lo 0 dalla classifica senza badare a come sarebbe venuto il successo (sarebbe stato il benvenuto anche un +1 al terzo tempo supplementare).

Ancora una volta l’uomo in più in casa barese è stato il montenegrino Vukovic che, oltre a realizzare l’ormai consueto trentello (34 punti al suo attivo questa volta), ha dettato i tempi di gioco a tutta la squadra che si è prontamente messa ad assecondarlo, riconoscendo in lui il suo leader.

La partita è stata equilibrata per i primi 30’, addirittura nel secondo quarto si è vista in campo solo la squadra salentina, e la sua corsa è stata frenata solo dai canestri di Vukovic; all’intervallo lungo i viaggianti erano in vantaggio (+1) ed anche nella terza frazione, che ha visto i locali chiudere sul +5, non è che facesse presagire una vittoria facile.

Negli ultimi 10’, però, coach Gaeta decide di passare alla difesa a zona ed allora la musica cambia completamente spartito, perchè l’Invicta perde il filo del ragionamento offensivo ed i biancoblù ne approfittano per rubare palla ed andare in contropiede; vanno a nozze allora i soliti Chiumarulo (glaciale dalla lunetta) e Bianco che portano il vantaggio barese a distanza di sicurezza (+14).

Brindisi prova col pressing ed il fallo sistematico ad accorciare le distanze ma ormai la sfida è saldamente nelle mani del Bari che non si lascia sfuggire l’occasione per chiudere in bellezza la serata e festeggiare con il pubblico la prima vittoria della stagione.

ADRIA BARI – INVICTA PRINDISI: 77-68 (16-12; 35-36; 51-46; 77-68).

ADRIA BARI (all. Gaeta) 77: Vukovic 34, Dar. Bruni 2, Chiumarulo 16, Lupelli 4, Dav. Bruni 6, Sicolo 3, Tarricone, De Feo 2, Orfino 2, Bianco 8.

INVICTA BRINDISI (all. Cozzoli) 68: Caliandro 3, Morrone 17, Gnini 4, D’Avanzo 11, Castellitto 10, Rizzo, Cristofaro 13, Cozzoli 6, Botrugno 2, Monna 2.

Arbitri: Marchese e Fracella di Nardò.

(Pubblicato sul Quotidiano di Bari il 12 ottobre 2009)


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BASKET/CUS-Catania 65-78; Capo d’Orlando-Pink 49-52 

(nella foto: Luca De Bellis)


Il CUS affonda ancora in casa



BARI- Nel campionato di serie B, seconda sconfitta casalinga consecutiva per il CUS, costretto ad inseguire il Catania per quasi tutta la gara, giungendo a subire sino al -18, riducendo appena il gap solo sul finire quando ha chiuso la gara sul -13.

Appare evidente la crisi di questa squadra che proprio non riesce a trovare il modo di vincere una partita (ed è da notare che la situazione è iniziata in questo modo, senza mutare, sin dal precampionato).

Oltretutto, il fatto che gli universitari non abbiano ancora trovato uno sponsor rende la situazione ancor più problematica, in quanto, come è noto a tutti, l’Università mette a disposizione l’impianto, sostiene i costi federali del campionato (iscrizione, tasse gara, rimborso spese agli ufficiali di campo) nonché quelli delle trasferte ma non provvede al pagamento degli stipendi dello staff tecnico e dei giocatori, che sono a carico della Nuova Pallacanestro Bari; ebbene, senza introiti pubblicitari, le casse non si riempiono e tra un po’ (se non è già avvenuto) potrebbe esserci difficoltà nell’orare gli impegni con i giocatori, con conseguenze facilmente immaginabili sotto ogni profilo.

Che la situazione economica cominci a pesare viene confermata dalla voce sempre più ricorrente che circola nei corridoi secondo cui la Cestistica (la seconda squadra della NPB) starebbe per ritirarsi dal campionato di serie D a causa della mancanza di risorse finanziarie; se così fosse, sarebbe un pericolosissimo campanello d’allarme per il CUS e, comunque, una profonda ferita per tutto il movimento cestistico locale.

Vanno un po’ meglio le cose in casa Pink, visto che le ragazze sono riuscite ad espugnare il campo di Capo d’Orlando, così riscattandosi dalla pesantissima sconfitta subita al PalaCarassi per mano del Campobasso nella gara d’esordio el campionato di serie B femminile.

Le bianco rosa hanno dato prova d’orgoglio e di grande carattere perché, al termine di un viaggio davvero massacrante, sono scese sul parquet siciliano scrollandosi di dosso i fantasmi della gara d’esordio, cogliendo un successo che potrebbe risultare determinante per il loro futuro.

(Pubblicato sul Quotidiano di Bari il 12 ottobre 2009)


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BASKET/Serie D. S. SEVERO - RAINBOW VALENZANO: 60-54 

(nella foto: Terenzio Lomoro)

4’ di buio costringono la Rainbow alla resa


BARI- La matricola Rainbow Valenzano non sfrutta la ghiotta occasione di andare a far visita ad una delle avversarie che, alla vigilia, veniva presentate tra le più abbordabili del girone per cogliere i primi punti della sua storia nel campionato di serie D, sciupando in quattro incredibili minuti tutto quanto di buono era riuscita a fare sino a quel momento.

Pare incredibile che i baresi si siano fatti sfuggire dalle mani una partita che, per lungo tempo, avevano avuto saldamente in pugno, viaggiando spesso con un buon margine di vantaggio (anche 10 punti).
Alla palla a due coach Macellaio schiera il quintetto composto da Lomoro, D’attoma, Campanile, Roca e Palladino; la partenza è buona ed il primo quarto si chiude con i viaggianti sul +7.

Nella seconda frazione i locali riescono a registrare meglio la difesa e, sfruttando i numerosi errori da sotto degli avversari (che sbagliano anche qualche contropiede di troppo), riescono a ribaltare la situazione ed il punteggio, all’intervallo, è a loro favorevole (+2).

Negli spogliatoi, evidentemente, coach Macellaio striglia a dovere i suoi che rientrano in campo con spirito combattivo e riprendono in mano le redini del gioco; ora l’inerzia della gara è tutta per la DT, che arriva a toccare il massimo vantaggio (+10).

Mancano solo 4’ al fischio della sirena e gli ospiti cominciano ad intravvedere il traguardo quando, improvvisamente ed imprevedibilmente, si spegne la luce, ed ora è il S. Severo a menare la danza.

Bastano 2’ ai locali per agguantare il pareggio; poi, negli ultimi due giri di lancetta, mettono al tappeto un avversario ormai incapace di reagire e la frittata è servita: la partita termina sul punteggio di 60-54.

A fine gara coach Macellaio appariva incredulo per come la Rainbow aveva potuto perdere una gara che sembrava già vinta (così come ammetteranno gli stessi avversari).

DIAMOND S.SEVERO – DT RAINBOW VALENZANO: 60-54.

DIAMOND S. SEVERO (all. ) 60: Mirando 5, Manfredi 9, Legge
ri 2, Conte 9, Sacco, Guerrieri 8, Casciani 4, Totaro 7, Ciavarella 6, Tartaglione 10.

DT RAINBOW VALENZANO (all. Macellaio) 54: Palladino 6, Mele, Roca 2, Lomoro 20, Bjelobrkovic, Campanile 7, Traversa, D’attoma 10, De Palma 2, Vincotto.

Arbitri: Acella e Bucci di Corato.

Pubblicato sul Quotidiano di Bari l'8 ottobre 2009

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BASKET/Serie D. Santeramo - Bulls: 86-76 @@@ Apricena - Don Bosco: 99-70 



Buona prova, ma i Tori rimangono a secco


BARI- Seconda battuta d’arresto consecutiva per i Bulls, costretti ad arrendersi ad un Santeramo molto forte, sicuramente candidato a lottare per il vertice.

Due sono state le armi principali del Murgiabasket: il continuo sfruttamento di una serie di blocchi (MPS docet!) che produce una girandola di cambi di marcatura e quindi permette di trovare l’uomo libero al tiro ed una aggressività difensiva che produce il raddoppio sui portatori di palla che, quindi, trovano enormi difficoltà ad orchestrare l’azione d’attacco, costretta ad essere lenta e prevedibile.

Sulla sponda barese, appare evidente che da un lato sarebbe necessario velocizzare l’applicazione degli schemi offensivi (troppo spesso disattesi) e dall’altro, in difesa, vorremmo vedere più aiuti e poi il “cucù” al posto del cambio sistematico.

Prima di commentare la gara, però, ci pare giusto evidenziare le nostre perplessità sulla regolarità del campo di gioco murgiano, perchè è assolutamente impossibile effettuare la rimessa all’altezza delle due panchine o del tavolo degli ufficiali di campo, distanti non più di 40 cm. dalla linea laterale; ed infatti si verifica che, quando il gioco deve riprendere da quella posizione, i locali maliziosamente pressano il “rimettente” coprendogli visuale ed angolo di passaggio, e così lo costringono molto spesso a sbagliare la rimessa.

L’inizio della partita è scoppiettante, con i padroni di casa che spingono forte e conquistano un piccolo vantaggio, ma gli ospiti non stanno a guardare e rispondono per le rime; Panebianco sfrutta bene la sua velocità, Esposito si fa valere sotto canestro ed i Bulls mettono il muso avanti.

L’unico neo viene dalla situazione dei falli dei lunghi (nei primi 10’ Esposito, Piccolino ed Antonelli ne hanno già commessi due a testa), comunque, il primo quarto termina sul 22-24.

Come già accaduto con l’Apricena, nella seconda frazione cala leggermente l’intensità barese, che determina una sterilità offensiva; poi, grazie alla regia ordinata di Vasco, ai canestri da sotto di Panebianco, al buon lavoro dei lunghi e ad una bomba scagliata da circa 7 metri da Mongelli sul fischio della sirena, il risultato torna praticamente in equilibrio (43-41 all’intervallo).

Alla ripresa delle ostilità non cambia lo spartito, le due contendenti continuano a giocare con grande ritmo e determinazione (62-59 all’ultimo mini-intervallo).

Inizia l’ultimo quarto, i Bulls litigano nuovamente con il canestro e ne approfitta il Santeramo per allungare (+12), castigando la zona 2-3 dei tori, che tornano alla difesa individuale e provano a ricucire lo strappo; però ormai i locali sentono vicina la vittoria e non demordono ed allora neanche due triple consecutive di Mongelli servono a riaprire la partita, che si chiude con un -10, che, però, non rende merito all’equilibrio regnato in campo durante quasi tutta la sfida.

MURGIA SANTERAMO - BULLS BARI: 86-76 (22-24; 43-41; 62-59; 86-76).

MURGIA SANTERAMO (all. Polucci) 86: Verrone 24, Di Fonzo, Di Toma 2, Musci, De Santis 19, Girardi 14, Porfido 16, Stano 8, Decempirale 2, Silletti 1.

BULLS BARI (all. Maffia) 76: Lucarelli, Daddiego 5, Battafarano 1, Mongelli 21, Aldini, Panebianco 21, Piccolino 4, Antonelli 2, Esposito 11, Vasco 11.

Arbitri: Lorusso di Altamura e Ferrari di Cellamare.


La Don Bosco costretta ad arrendersi all’Apricena

BARI- Una Don Bosco largamente rimaneggiata causa l’indisponibilità dell’intero pacchetto dei lunghi (Palmisano, Bruni, Vero e Scardicchio per vari motivi hanno dovuto dare forfait) è costretta ad arrendersi all’Apricena che, comunque, conferma di essere una delle formazioni più forti del girone.

Comunque, il punteggio finale non deve far pensare ad una debacle dei biancorossi che, anzi, hanno fatto per intero la loro parte, restando sempre in partita ed arrendendosi solo nell’ultimo quarto.

C’è da dire, poi, che la squadra barese è stata oltremodo sfortunata in quanto, oltre agli assenti già ricordati, si è ritrovata quasi subito con Lotito a mezzo servizio a causa di uno stiramento, per cui non poteva fare molto di più, visto anche che in lista c’erano, a parte il play e Bellino, unicamente gli under 17 e 19.

Quindi, anche in una sconfitta abbastanza pesante (-29 al fischio finale) si possono scoprire alcuni aspetti positivi, come il fatto che i ragazzini agli ordini di coach Lonoce abbiano saputo tenere bene il campo per più di tre quarti di gara (-13 al termine della terza frazione), che Maietta (anche questa volta oltre quota 20) abbia saputo ripetere l’ottima performance in fase di realizzazione prodotta nel primo turno del campionato, che gli esordienti hanno superato bene l’emozione, giocando tutti senza risparmio.

In conclusione, l’Apricena, ha sfruttato appieno il vantaggio di non avere avversari di stazza sotto canestro, così come si è avvalsa a piene mani dell’esperienza dei suoi giocatori, conquistando meritatamente i due punti e confermandosi a giusta ragione in vetta alla classifica; per la Don Bosco, invece, quella in terra dauna è stata una tappa interlocutoria in attesa di riprendere la marcia, magari già domenica prossima (quando i ranghi saranno nuovamente compatti) al PalaCarrassi contro il Manfredonia.

APRICENA - DON BOSCO BARI: 99-70 (17-19; 48-34; 72-59; 99-70).

APRICENA (all. Magnifico) 99: Petruzzellis 7, Giuliani 2, Zecchino 20, Alvisi 9, Ferramosca 11, Urbano 7, Cicculli 14, De Letteris 16, Milani 7, Verderame 6.

DON BOSCO BARI (all. Lonoce) 70: Lotito 6, De Mola, Ancona 8, Maietta 23, Lorusso 2, Castaldo 8, Pascazio 9, Bellino 13, Angelillo.

Arbitri: Tavaglione di S. Severo e Lanotte di Cerignola.


Articoli pubblicati sul Quotidiano di Bari il 7 ottobre 2009


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BASKET/La domenica nera delle nostre squadre 



Pesanti sconfitte per Pink e Adria



BARI- In una delle domeniche più nere degli ultimi anni, che ha visto tutte le nostre squadre (ad eccezione del CUS, che, però, non ha giocato a Patti in quanto la partita è stata rinviata a causa dell’alluvione che ha colpito la Sicilia negli ultimi giorni) soccombere –e quasi sempre con passivi mortificanti- al cospetto delle rispettive avversarie.

Affronteremo domani, come di consueto, l’analisi delle squadre che partecipano al campionato di serie D, per cui oggi non ci resta che occuparci delle Pink e dell’Adria.

Le biancorosa hanno affrontato la prima partita della stagione nel campionato di serie B femminile ospitando al PalaCarrassi il Campobasso; l’esordio non poteva essere più shoccante, un 50-91 che umilia fortemente le ragazze di coach Valenzano e lancia preoccupanti segnali per il futuro.

Ricordiamo che negli ultimi tre anni le Pink hanno sempre vinto la prima fase, arrivando in testa al proprio girone, quindi arrivando sempre a disputare i play-off per la promozione in serie A2, superando costantemente il primo turno; non vogliamo pensare che il buon giorno si vede al mattino, perché se così fosse, dovremmo aspettarci solo dolori.

Speriamo che il risultato di sabato scorso sia solo un passo falso e che la squadra sappia rialzarsi immediatamente.

Anche l’Adria ha terminato le sue fatiche domenicali con la sconfitta subita a Ceglie (90-76), che fa il paio con quella del primo turno, venuta in casa per mano della Cedam Mesagne.

Fa specie vedere ancora ferma al palo, a 0 punti, una formazione che può schierare giocatori come Vukovic o Chiumarulo (due bocche da fuoco, capaci di segnare almeno 40 punti a partita), come Dario e Davide Bruni (una coppia di lunghi in grado di giocare sia da 4 che da 5, sempre con ottimi risultati).

Ora coach Gaeta dovrà assolutamente cogliere la prima vittoria nel prossimo turno casalingo contro l’Invicta Brindici, in una sfida che rappresenta quasi l’ultima spiaggia, perché le avversarie non si fermano certo ad aspettare il risveglio dei biancoblu e non sarebbe certo piacevole vedere allontanarsi le prime posizioni, quelle valide per l’accesso ai play-off (l’obiettivo minimo dichiarato dalla società del presidente Bernardi).

Insomma, concludendo, i campionati sono tutti ancora alle battute iniziali, ma, almeno per quello che abbiamo potuto vedere sino ad ora, pare che ancora una volta la stagione delle formazioni baresi sarà avara di grandi soddisfazioni.

Speriamo di sbagliarci.


Pubblicato sul Quotidiano di Bari il 6 ottobre 2009

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