
L’Adria svuota l’infermeria e riparte così com’era.
BARI- L’Adria, per il terzo anno di fila, si appresta a disputare il campionato di serie C Regionale e sembra, che, questa volta, l’obiettivo della società sia quello di disputare una stagione importante, puntando ai vertici della classifica.
Infatti, mentre nel primo anno di vita la società (approdata a Bari in virtù della cessione –avvenuta solo a fine agosto- del titolo sportivo da parte del Monopoli al Gruppo Pallacanestro Bari) aveva costruito la squadra in fretta e furia, riuscendo comunque a conquistare abbastanza tranquillamente la salvezza e mentre in quello successivo, dopo una partenza molto positiva, una serie di infortuni e circostanza avverse costrinsero i biancoazzurri a lottare ancora una volta per la permanenza nella categoria, questa volta l’obiettivo dichiarato è, quanto meno, il raggiungimento dei play-off.
In tale ottica, non si è verificata la solita rivoluzione nel roster, ma, anzi, la squadra è sostanzialmente la stessa della stagione appena conclusa: sono stati confermati Dario e Davide Bruni, Domenico Chiumarulo, Danilo Lupelli, Giampaolo Orfino, e gli under Antonio Bianco, Davide De Lorenzo, Milos Markovic e Giuseppe Tarricone, ai cui si devono aggiungere Mario Sicolo (un gradito ritorno dopo un anno a Mola) ed alcuni baldanzosi under proveniente dall’accordo di collaborazione con il Corato.
Ci sono, inoltre, in corso alcune trattative che potrebbero portare al PalaCarrassi Andrea Bruni e l’under Gennaro De Feo, entrambi provenienti dal CUS.
L’unica novità di rilievo, allora, è rappresentata dal cambio di allenatore, in quanto Beppe Bernardi ha deciso di lasciare le redini della squadra e tornare a fare a tempo pieno il presidente, lasciando il bastone del comando nelle mani di coach Agostino Gaeta, promosso sul campo dopo la discreta stagione trascorsa alla guida della seconda squadra del gruppo, la Don Bosco (che ha conquistato la permanenza in serie D nei play-out).
Sulla carta la formazione sembra più che buona, e potrebbe diventare davvero ottima con l’innesto di Andrea Bruni, sempre che, però, la cattiva sorta smetta di accanirsi sui giocatori come è, purtroppo, accaduto l’anno scorso.
Ricordiamo, infatti, che Davide Bruni si infortunò seriamente al ginocchio nei minuti finali della partita contro il Mesagne (la prima in calendario), che lo mise fuori causa per l’intera stagione, che anche Lupelli è stato spesso vittima di infortuni vari, che Chiumarulo ha giocato l’intero girone di ritorno con una caviglia fuori uso, che Bianco ha dovuto lottare costantemente con un doloroso mal di schiena.
Con l’intera rosa a disposizione Gaeta avrà diverse soluzioni per mettere in campo il miglior quintetto che, in ogni caso, godrà sempre del vantaggio di essere tra i più alti della categoria, completo in ogni reparto e con il giusto mix di esperienza e gioventù.
In attesa dell’inizio del campionato (il 26 settembre, anche questa volta in casa con il Mesagne), l’Adria disputerà domenica 13 settembre un’amichevole al PalaCarrassi contro il Monopoli (che milita in C1), un test-match di buon livello che potrebbe dare importanti indicazioni al coach in prospettiva futura.
Pubblicato sul Quotidiano di Bari il 12 settembre 2009
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Aria nuova in casa CUS.
BARI- Il CUS è stata l’unica Società barese a muoversi, in ogni senso, nel corso di questa estate (per il resto abbastanza sonnacchiosa), cambiando proprio tutto, la forma societaria, l’allenatore e l’intero staff tecnico, il parco giocatori.
Preliminarmente c’è da evidenziare la creazione della S.S. Pallacanestro Bari che, in quanto Società a responsabilità limitata, consentirà un maggiore e migliore approccio con eventuali sponsor ed una più importante gestione delle risorse economiche.
Insomma, c’è stata una vera e propria rivoluzione in casa CUS e non potevamo esprimerci diversamente, in quanto gli universitari hanno deciso di intraprendere una strada radicalmente diversa rispetto a quella percorsa nel passato più o meno recente, non solo affidando la squadra a Marco Morganti , un allenatore inedito per la nostra regione, avvezzo ai campionati maggiori (con esperienze anche in LegaUno) e, per di più, vincente, come dimostrano le esperienze di Cagliari e Caserta, ma approntando un roster che vede l’ingresso di ben otto giocatori nuovi, per di più quasi tutti under o al primo anno da senjores, a conferma del fatto che la Dirigenza ha inteso puntare decisamente sulla linea verde per programmare il raggiungimento dell’obiettivo primario della S.S. Pallacanestro Bari, restituire a questa Città un posto di prestigio nel panorama cestistico nazionale.
Della formazione che lo scorso anno ha conquistato la permanenza in serie B Dilettanti restano, dunque, solo il play Luca De Bellis , le ali Domenico Barozzi e Francesco Conti e la guardia Cristian Vernillo ; fa un po’ specie dovere annotare l’assenza nelle fila biancorosse dello storico capitano Luca Ciocca che, speriamo, possa riuscire ad accasarsi in qualche altra buona squadra.
Prima di presentare i volti nuovi bisogna annunciare l’approdo in prima squadra (dopo il quadriennio trascorso tra le giovanili e la seconda squadra universitaria in serie D) del diciannovenne montenegrino Stevan Lazovic , giocatore di grandissima classe che ora è chiamato a dimostrare per intero il suo talento; se riuscirà a mettere da parte alcuni difetti “comportamentali” dei suoi primi quattro anni baresi, il ragazzo potrebbe davvero esplodere e utilizzare il palazzetto del Lungomare Starita come trampolino di lancio per raggiungere approdi di ben altri spessore ed importanza.
Vediamo, infine, di conoscere i nuovi arrivi: i play Marco Santambrogio (under proveniente da Varese di C1), Luca Doati (da Fossombrone in A Dilettanti), la guardia Diego De Giovanni (da Valenza in B Dilettanti), i lunghi Luca Colombo (da Firenze in A Dilettanti), Lorenzo Simeoni (altro under, da Palestrina in A Dilettanti), Marco Mossi (ancora un under, da Valenza in B Dilettanti), ai quali si deve aggiungere l’acquisto dell’ultima ora, il gigante barese Lillo Cafagno , alla sua prima esperienza nella categoria ma che ha sulle spalle parecchi anni di militanza in serie C2 e D.
Fare un pronostico sul tipo di campionato che saprà disputare il CUS, dunque, appare alquanto difficile, ma la svolta che la Società ha voluto dare appare evidente e, conseguentemente, non può che farci essere ottimisti, specie se si pensa non solo al brevissimo termine ma si guarda lontano, perché con una formazione tanto giovane si può finalmente pensare ad una programmazione che porti Bari nel gotha della pallacanestro nazionale.
(pubblicato sul Quotidiano di Bari il 4 settembre 2009)
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Il nuovo Consiglio Comunale non si è ancora insediato e già si stanno verificando i primi ribaltoni , con consiglieri che, in barba a tutti i cittadini che li hanno votati scrivendo ben chiaro il loro nome sulle schede elettorali, hanno già cambiato partito e orientamento politico, saltando bellamente da una barca ad un’altra.
Mi riferisco a quanto riportato oggi da Barilive , secondo cui Vito Lacoppola , risultato primo degli eletti nelle file della Puglia prima di tutto , avrebbe deciso di abbandonare il partito del Ministro Fitto per entrare a far parte di Io Sud , la formazione politica creata da Adriana Poli Bortone.
Ebbene, credo che noi cittadini dovremmo protestare fortemente nei confronti di questo modo di fare, perchè ci sentiamo presi in giro da chi ci chiede il voto per una parrocchia e, il giorno dopo lo spoglio, decide di spostarsi con il suo bel carico di preferenze, in un’altra.
Mi chiedo, ma come mai questi signori si accorgono di aver sbagliato schieramento appena 7 giorni dopo il ballottaggio ?
Perché non se ne accorgono prima?
E perché, una volta resisi conto dell’errore, non si fanno da parte recitando il mea culpa ?
Perché i vari partiti accettano di accogliere questi transfughi di scarsa coerenza e nessuna fede politica, sapendo che, alla prima occasione, saranno pronti a cambiare nuovamente bandiera ( nelle precedenti consigliature se ne son visti alcuni che hanno fatto due, tre volte il salto della quaglia !)?
Non me ne voglia il futuro consigliere Lacoppola, non è una questione personale (ricordo il disagio, o meglio, l’indignazone che provai nel sapere che Divella, il giorno dopo la sua mancata riconferma alla presidenza della Provincia di Bari, sembrava stesse per passare nelle fila del centro-destra) ma io ritengo ( e so di non essere, fortunatamente, il solo ) che ci siano valori ben più importanti da rispettare , diversi dal tenersi ben stretto un posto in consiglio, sia pur conquistato con un largo suffragio; questi valori riguardano la COERENZA del credo politico, il RISPETTO dell’elettorato (perché se è vero che il candidato ha ottenuto numerosissime preferenze, è altrettanto vero che quegli elettori lo hanno sostenuto perché apparteneva a quel determinato partito), la DIGNITA’ di ottemperare ad un impegno preso con se stesso, con un partito, con gli italiani.
Ed allora io propongo di batterci per far sì che chi viene eletto in un partito non possa (quindi gli venga vietato per legge) nel corso del suo mandato passarne in un altro , per cui, in caso di intervenuta divergenza di idee con la lista di appartenenza, non possa fare altro che dimettersi dall’incarico di parlamentare, consigliere, ecc.
Nel frattempo, sarà mia cura tenere e pubblicare un elenco aggiornato degli eletti in queste ultime elezioni amministrative che avranno cambiato partito politico, perché, almeno, il loro comportamento non resti ignoto agli elettori .
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( 3.1 / 37 )
BARI- Luglio è ormai alle porte ma dalle parti delle società di basket non si vede muover foglia, come a dire che anche per il prossimo anno non ci saranno buone nuove per il popolo degli appassionati baresi.
Certo, ci sono (e ci sono state) anche alcune concause –anche abbastanza evidenti ed importanti-, come la solita, cronica, mancanza di soldi da investire in un progetto importante, stante la anch’essa cronica assenza di imprenditori capaci di intervenire nel mondo dello sport, o come lo svolgimento delle elezioni amministrative che hanno visto scendere in campo in prima persona un buon numero di addetti alla pallacanestro locale (purtroppo, però, tutti rimandati a casa con le pive nel sacco ed anche qui ci sarebbe da fare una bella analisi sul perché di questo generalizzato e costante insuccesso) che, quindi, hanno avuto ben altro di cui occuparsi negli ultimi due-tre mesi.
Non è da tralasciare, poi, la pre-riforma dei campionati che, in attesa della rivoluzione che verrà messa in pratica dalla stagione 2010/2011, prevede per il prossimo anno una considerevole diminuzione delle retrocessioni in ciascun campionato, che, unita alla circostanza che tutte le squadre baresi, in caso di caduta nella categoria inferiore, godranno del diritto al ripescaggio, porta un po’ tutte le dirigenze a stringere i cordoni della borsa e a muoversi sul mercato solo per lo stretto indispensabile.
Per capire la situazione, basta guardare quanto potrebbe accadere in serie D: poiché, schierando per tutto il campionato almeno 8 giocatori nati dal 1987 in poi viene meno l’obbligo di disputare due campionati giovanili, è probabile che molte formazioni sceglieranno proprio questa linea di condotta, sapendo che la salvezza potrebbe essere comunque conquistata (di riffa o di raffa) sul campo o, eventualmente, con un più che probabile ripescaggio.
E allora, ci si dirà, benissimo, sarà finalmente il modo per vedere giocare (e non stare a riscaldare la panchina, messi in lista obbligatoriamente solo perché under) i nostri ragazzi più giovani e promettenti, con la speranza che possano costituire la linfa delle squadre per il futuro.
Certo, potrebbe accadere, ma resta il fatto che le società non faranno questa scelta con quest’obiettivo, non perché stanno cercando di dare spazio ai vivai o di creare un nuovo di tipo di mentalità, ma faranno giocare i giovani solo perché costrette da contingenze economiche, quindi pronte a tornare sui propri passi (mettendo in squadra cariatidi, trentenni o quarantenni senza più voglia, con niente da dare e ancor meno da insegnare ai compagni più giovani, spesso egoisti con smanie da prima donna) non appena avranno in cassa quei pochi spiccioli che servono ad illudersi di essere diventati grandi.
Volendo essere ottimisti a tutti i costi, cercando di vedere il bicchiere mezzo pieno, non ci resta che sperare che, nonostante tutto e tutti (in primis le varie dirigenze), da una situazione come quella che ci si prospetta, con una probabile caduta verso il basso del livello dei vari campionati, riesca a venir fuori un nuovo modo di costruire le squadre, magari con un buon numero di giovani che, toltasi da dosso l’ingombrante presenza dei soliti senatori abituati a contratti che prevedono, tra l’altro, un cospicuo numero di minuti da passare sul parquet, possano riuscire a farsi notare e a diventare la base di partenza per il basket di domani.
(pubblicato sul Quotidiano di Bari il 25 giugno 2009)
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Nanze o Corse granne de Bare neste
vecine o mare ca fasce resperà,
tutte a chesta chiazze du pesce puete acchià,
chiene de vangaredde e gende oneste.
Iomene dritte e ciuccie de fatiche:
ci venne robbe e spedeche o mercate,
ci spenne da sti negozie andiche
u sape de non iesse bezzerate.
La dì du mercate, dò tutte stà:
pesce, panine, cipodde, scarpune
e tande vosce sapene schamà;
Chessa chiazze iè proprie du frestjire
ca dò vene a spenne, e ce stà desciune,
mbrime iaccbie pane, fermagge e mjire.
La 'chiazza do pesce è una poesia scritta in gioventù da mio padre, pubblicata, come tante altre sue opere, sul periodico satirico locale Papiol.
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