Arx - Brindisi: 56-50
BARI- I ragazzi del Faro sfruttano il fattore campo e, vincendo una sofferta, emozionante, esaltante gara 2 dei play-off, approdano trionfalmente in serie D.
La tribuna del PalaS.Girolamo è stracolma, molti sono i giocatori baresi venuti a tifare per i biancoblù e per omaggiare coach Di Turi (peccato per l’assolutamente ingiustificabile assenza di tutti i dirigente delle altre società baresi), il presidente Giannoccaro è seduto al tavolo, la musica in perfetto stile NBA durante il riscaldamento fa capire che sta per avere inizio un evento memorabile.
Alla palla a due i locali sembrano contratti e sono costretti a subire il maggior tasso tecnico dei brindisini (Santacesarea, D’Alessi I. e Rotondo hanno calcato parquet delle categorie superiori) che prendono un leggero vantaggio, contenuto da una tripla di Morelli e dalle incursioni di Cipriani; dopo 5’ due bombe consecutive salentine creano il gap sul quale si chiude il primo quarto: 12-18.
Nella seconda frazione non cambia il film della partita, con il Ferrini che con giocate di buona qualità allunga nel punteggio mentre i locali –che continuano a difendere sempre a uomo con grande aggressività- vivono un momento di grave difficoltà offensiva, durante il quale il canestro sembra irraggiungibile; coach Di Turi fa rifiatare Favia e manda in campo Sicolo, poi Ivona per Rizzo, la musica non cambia ed arriva l’intervallo lungo con un preoccupante -13.
Alla ripresa delle ostilità l’Arx fa subito capire, con un paio di canestri consecutivi, di credere ancora nella vittoria ed il clima si fa subito incandescente; la rimonta sta appena iniziando quando Favia finisce a terra dopo un contatto, si teme per la sua caviglia ed è costretto a uscire, sostituito da Sicolo che non lo fa rimpiangere.
De Lello e Morelli segnano punti pesantissimi, così come Cipriani che lotta come un leone (un paio di palloni vaganti lo vedono lottare steso per terra che pare un gladiatore); sono momenti di grande eccitazione, la difesa è ora impenetrabile, un parziale di 18-8 riporta l’Arx in partita all’ultimo mini-intervallo (42-45).
Inizia il quarto decisivo, subito i baresi vanno in lunetta: 1/2 ed è 43-45; ora l’impresa è a portata di mano ma l’emozione fa brutti scherzi, perché per ben tre volte i biancoblù hanno il possesso per il pareggio che, però, non arriva.
La difesa regge benissimo, ormai D’Alessio I. è tenuto a bada dai piccoli (è rientrato anche Favia), mentre l’età è una vera e propria condanna per Santacesarea e Rotondo che sono in chiaro debito d’ossigeno.
Improvvisamente, la partita prende la sua svolta definitiva grazie a Capasso che diventa una furia incontenibile, effettua una penetrazione a ricciolo per segnare il canestro della parità, passano pochi secondi e va realizzare lo splendido canestro del +2 barese e nell’azione successiva viene fermato fallosamente mentre va in sottomano, quindi va in lunetta e segna 1/2, fissando il punteggio sul 48-45; il PalaS.Giacomo è in tripudio, ogni azione viene sostenuta dal tifo sempre più caldo.
Il Brindisi prova a spendere le ultime energie per tornare in partita ma i ragazzi del Faro sono bravissimi a gestire la palla, De Lello intercetta due palloni decisivi, Favia dirige senza correre rischi, Morelli ritrova il tiro dalla lunga ed il sorriso, Cipriani continua a ringhiare su tutti i brindisi che gli passano vicino, Capasso è in completa tranche agonistica e sprona a mille compagni e pubblico.
Mancano 45” e l’Arx è sul +6, Brindisi tira dalla linea dei 6,25 ma sbaglia, i baresi dovrebbero gelare il pallone, giocare al limite dei 24”, invece giocano veloce e sbagliano un passaggio, dando la possibilità agli ospiti di provarci ancora; il Ferrini, però, è alle corde e non segna più, questa volta i biancoblù mantengono la calma ed il possesso della palla sino al fischio della sirena che sancisce il trionfo sul campo, il trionfo sul campionato e la conquista di una meritata serie D.
Inizia ora la festa, lo spumante scorre sul campo, tutti i giocatori indossano una maglia che porta sul retro i nominativi dell’intero roster, spunta anche un cartello con la scritta “grazie D cuore pierino” (ndr: pierino è coach Di Turi).
ARX BARI – FERRINI BRINDISI: 56-50 (12-18; 24-37; 42-45; 56-50).
ARX BARI (all. Di Turi) 56: Favia 5, Capasso 11, Mastrodonato, Ivona 5, Armenise, Morelli 13, De Lello 4, Cipriani 10, Sicolo 3, Rizzo 5.
FERRINI BRINDISI (all. Trabacca) 50: Santacesarea 9, D’Alessio I. 8, Cesi A. 3, Roma 2, Cesi M., Colella 4, Campagnoli 10, Spinosa, D’Alessio C. 7, Rotondo 6.
Arbitri: Lucarella e Posa di Taranto.
Pubblicato sul Quotidiano di Bari l’1 giugno 2010
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( 3.1 / 29 )
BARI- Si è conclusa come meglio non poteva la prima fase del campionato di Promozione: infatti, alle spalle dello schiacciasassi Cerignola (24 vittorie su 24 gare disputate), promosso direttamente in serie D, si sono piazzate l’Angiulli e l’Arx che, quindi, hanno conquistato il diritto a partecipare ai play-off, dove contenderanno la promozione alla categoria superiore, rispettivamente, al Rutigliano ed al Ferrini Brindisi.
Quindi, si può ben dire che la stagione delle due formazioni baresi è stata davvero esaltante, pregna di sfide dall’alto contenuto tecnico ed agonistico, spesso coronate dal bel gioco, con vittorie colte non solo davanti al pubblico amico ma anche in palazzetti (come Trani o Foggia) che storicamente hanno regalato molto poco ai visitatori di turno.
L’ottimo piazzamento al termine della regular season è il frutto di una combinazione di elementi tutti molto significativi: i giocatori che si sono messi a completa disposizione per cogliere un obiettivo non certo facile, le dirigenze ed i due allenatori, Zotti per l’Angiulli e Di Turi per l’Arx, capaci di dare un senso tattico anche nei momenti più difficili, quando la smania di recuperare rischiava di prendere il sopravvento.
Ora non resta che affrontare l’ultimo ostacolo, il più difficile ma anche quello che potrebbe dare le maggiori soddisfazioni.
I play-off che si stanno avvicinando si disputeranno in un unico turno al meglio delle tre gare, per cui la vincente di ciascuno scontro diretto l’anno prossimo parteciperà al campionato di serie D.
L’Angiulli se la dovrà vedere con il Rutigliano, sapendo di avere il vantaggio di poter disputare al tensostatico La Sala l’eventuale partita di spareggio; i giocatori agli ordini di Zotti giocheranno non solo per la gloria personale ma per riportare la Società in una categoria più consona al proprio blasone ed alla propria storia.
L’Arx (nella foto), avrà un impegno un po’ più ostico perché, oltre ad avere lo svantaggio della terza partita in trasferta, è noto che le squadre brindisi sono sempre ossi duri da affrontare e non regalano mai niente a nessuno.
L’ora della verità, comunque, è ormai prossima (sabato 22 maggio si disputerà gara, il 30 maggio gara 2, mentre il 6 giugno l’eventuale gara 3), per cui non resta che dire in bocca al lupo ed aspettare fiduciosi il verdetto dei campi.
Pubblicato sul Quotidiano di Bari il 20 maggio 2010
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( 2.9 / 26 )
BARI- Nel processo, denominato Calciopoli, che si sta tenendo dinanzi al Tribunale di Napoli il maggiore imputato, Luciano Moggi, ha scelto una linea difensiva che, francamente, appare tecnicamente molto poco produttiva se non addirittura controproducente (nel senso che potrebbe determinare la presentazione di denunce per calunnia nei suoi confronti).
In sostanza cosa dice l’imputato: Sì, è vero ho sbagliato, ma in tanti hanno tentato di fare quello che io stavo facendo; quindi, se tutti hanno commesso un reato, perché devo pagarne le conseguenze solo io?
Ebbene, questo tipo di difesa non crediamo che possa portare da nessuna parte, perché l’imputato, se vuole essere assolto, deve provare di non aver commesso il reato ascrittogli, ma dalle sua scelte processuali questa prova non viene in nessun modo evidenziata.
Moggi tende a far credere che altri, ed i dirigenti dell’Inter in particolare, abbiano tentato di avere dei benefici attraverso contatti con il designatore degli arbitri.
A parte il fatto che, come da tutti già immediatamente rilevato, non c’è corrispondenza tra le affermazioni di Moggi e la reale trascrizione della telefonata da questi indicata, ci pare che ben diversa sia la posizione soggettiva di Facchetti e di Moggi: il Presidente dell’Inter, ove mai le affermazioni dell’imputato dovessero essere esatte, avrebbe semplicemente richiesto l’arbitraggio di Collina, del miglior arbitro al mondo, non di uno qualunque pronto a prostrarsi ai piedi del potente di turno!
Moggi, invece, ha cercato di ottenere arbitri partigiani nelle partite della Juve e pro-bianconeri in quelle delle dirette concorrenti per lo scudetto; ha sequestrato l’arbitro Paparesta, reo di aver “sfavorito” la squadra torinese, di modo che per il futuro sapesse bene come comportarsi; ha commesso tutta una serie di attività completamente estranee al concetto di lealtà sportiva che hanno costretto la Federazione a punire la squadra più titolata d’Italia, comminando infine una sanzione concordata proprio con la Juventus, che ha proposto ed ottenuto, per così dire, una sorta di patteggiamento (che le è valso ad evitare una sanzione ben più pesante di quella poi effettivamente scontata).
Ma, tornando agli effetti che le nuove trascrizione delle intercettazioni potranno avere sul processo, riteniamo che non ce ne saranno (ripetiamo, queste intercettazioni non possono essere utilizzate come esimenti di un comportamento eventualmente ritenuto criminoso) o che, al massimo, nella peggiore delle ipotesi (che, comunque, riteniamo alquanto improbabile vista la inconsistenza delle affermazioni riscontrate), potrebbero convincere il Pubblico Ministero a trasmettere gli atti alla Procura al fine di verificare la opportunità di aprire un altro fascicolo (per altro reato) a carico di terzi soggetti estranei al procedimento in corso.
Quindi, qual è l’obiettivo della strategia dell’imputato Moggi?
Voler sollevare un polverone, con la speranza di creare turbamento nell’animo del Giudice?
Voler creare una sorta di sollevazione popolare per affermare (Berlusconi docet) che la Magistratura non ha il potere di sovvertire quello che il popolo ha stabilito (l’assoluzione di Moggi perché egli ha agito –comunque meglio e con migliori risultati degli altri- così come tutti i dirigenti delle altre squadre avrebbero voluto)?
Non lo sappiamo, ma è certo che la strategia scelta processualmente appare quanto meno strana, non cercando in alcun modo quello che nei film polizieschi veniva chiamato l’alibi (l'alibi è l'"altro luogo" in cui si trovava un individuo nel momento in cui avviene il delitto di cui è sospettato).
Fatto stà che l’imputato Moggi i primi risultati li ha già ottenuti: tutti i media sono tornati ad occuparsi di lui come ai tempi in cui teneva ben stretto nel pungo il mondo del calcio italiano e la tifoseria juventina si è ricompattata nella richiesta di togliere lo scudetto all’Inter.
Crediamo che tutto, infine, si risolverà con la giusta condanna dell’imputato perché siamo certi che il Giudice Maria Teresa Casoria saprà ben riconoscere (e, quindi, sanzionare) le effettive responsabilità di Moggi (e ricordiamo che oggetto d’indagine sono solo le attività più recenti, in quanto quelle precedenti sono ormai da tempo prescritte).
(Pubblicato sul Quotidiano di Bari il 15 aprile 2010)
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( 2.9 / 19 )
(nella foto: Domenico Chiumarulo)
BARI- Che la pallacanestro barese stia vivendo un momento di estrema modestia viene confermato dal fatto che le nostre squadre di vertice hanno già concluso la propria stagione già a fine marzo: infatti il CUS ha chiuso all’ultimo posto in serie B dilettanti, restando escluso dalla fase ad orologio e “conquistando” la salvezza solo in virtù della radiazione che ha colpito il Siracusa, mentre le Pink hanno vinto il gironcino a cinque valido per la permanenza nel campionato di serie B/eccellenza femminile.
Da rimarcare la mediocrità del campionato degli Universitari, capaci di conquistare la miseria di 10 punti, con un roster senza futuro e, quel che è peggio, privo di giocatori baresi, in contrasto con quello che era stato il trand dei recenti anni migliori, quelli che hanno portato pubblico ed entusiasmo al Lungomare Starita, quando in campo scendeva un manipolo di atleti locali (Ciocca, i fratelli De Feo, Chiumarulo, Ambruoso, Favia, Cancellieri) che faceva da traino a tutto il movimento giovanile (che, invece, a conseguenza della attuale politica cussina, è praticamente svanito, dissolto).
E la crisi viene confermata anche dai miseri risultati colti dalle tre formazioni baresi che partecipano al campionato di serie D: a quattro turni dal termine della stagione, i due posti destinati alla retrocessione sono già matematicamente occupati da due di queste squadre; al momento paiono destinate a scendere di categoria i Bulls e la Cestistica, ma la Don Don Bosco, che attualmente ha quattro punti in più delle cugine (ferme a quota 6!) non può certamente dormire sonni tranquilli, anche perché sono ancora da disputare proprio gli scontri diretti tra le tre concorrenti.
Insomma saranno tre derby da brivido ma con la consapevolezza che, alla fine, se ne salverà solo una.
Veniamo ora alle uniche note liete della stagione.
L’Adria, quando mancano quattro giornate al termine della regular season, ha già conquistato il diritto a partecipare ai play-off che regaleranno una promozione alla serie C Dilettanti (l’altro posto è già stato conquistato dallo Juve Trani).
Per la formazione di coach Gaeta l’opportunità è davvero ghiotta, anche perché la squadra ha disputato un ottimo campionato, dimostrando di saper superare anche le avversità più importanti, come il grave infortunio che ha colpito Chiumarulo (stagione finita per lui).
Tutti i tifosi baresi baresi sono pronti ad assiepare il PalaCarrassi nella speranza di poter assistere all’unico risultato in grado di riequilibrare la brutta stagione del basket barese: il salto nell’ultimo campionato nazionale della società del presidente Bernardi.
Anche l’Arx sta vivendo una bella stagione da protagonista nel campionato di Promozione, dove attualmente occupa il secondo posto alle spalle del fortissimo Cerignola; mancano sei gare al termine della prima parte del campionato e, quindi, il discorso è ancora aperto ma non è detto che i ragazzi del Faro non possano continuare a fare bene.
Ed ancora l’Arx fa la sua bella figura nel campionato di Prima Divisione, anche qui occupando meritatamente la seconda piazza, appena dietro il Mola; non riesce, invece, ad imitarne le gesta ed i risultati lo Japigia, terza forza del Gruppo Pallacanestro Bari (che comprende anche Adria e Don Bosco), costretto ad occupare le posizioni di coda dello stesso girone.
(pubblicato sul Quotidiano di Bari il 10 aprile 2010)
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( 3 / 25 )
Caro Mimmo Guido, ho letto appeno su Barilive un tuo intervento sulla situazione della Giunta; concordo quando affermi che l'Italia dei Valori non ne è rappresentata, ma non comprendo affatto il tuo interessamento in difesa della lista civica Moderati per Emiliano (come se questa non sappia tutelarsi da sola), come se non sapessimo che, sino a quando non si scioglierà il nodo della presenza al suo interno del nostro consigliere regionale Olivieri, si pone tra l'IdV e questa lista un grave ed imbarazzante problema stante quella che ritengo la incompatibilità derivante dalla presenza del predetto in entrambe le formazioni politiche.
Certo, Olivieri, come trionfalmente -e giustamente- comunica proprio sul sito dei Moderati per Emiliano, ha ricevuto ben 14.695 voti nell'ultima consultazione regionale, ma ciò non significa che egli non DEBBA scegliere chiaramente da che parte stare e che, addirittuta, il Commissario Cittadino dell'Italia dei Valori debba assumersi l'onere di intervenire anche in difesa di altre forze politiche all'interno della difficile dialettica interna alla Giunta in occasione di un più che probabile rimpasto.
In attesa di conoscere da te i motivi di questo tuo intervento, ti abbraccio.
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