BASKET/Promozione: conclusa la prima fase. 



Angiulli e Arx ai play-off





BARI- Si è conclusa come meglio non poteva la prima fase del campionato di Promozione: infatti, alle spalle dello schiacciasassi Cerignola (24 vittorie su 24 gare disputate), promosso direttamente in serie D, si sono piazzate l’Angiulli e l’Arx che, quindi, hanno conquistato il diritto a partecipare ai play-off, dove contenderanno la promozione alla categoria superiore, rispettivamente, al Rutigliano ed al Ferrini Brindisi.

Quindi, si può ben dire che la stagione delle due formazioni baresi è stata davvero esaltante, pregna di sfide dall’alto contenuto tecnico ed agonistico, spesso coronate dal bel gioco, con vittorie colte non solo davanti al pubblico amico ma anche in palazzetti (come Trani o Foggia) che storicamente hanno regalato molto poco ai visitatori di turno.

L’ottimo piazzamento al termine della regular season è il frutto di una combinazione di elementi tutti molto significativi: i giocatori che si sono messi a completa disposizione per cogliere un obiettivo non certo facile, le dirigenze ed i due allenatori, Zotti per l’Angiulli e Di Turi per l’Arx, capaci di dare un senso tattico anche nei momenti più difficili, quando la smania di recuperare rischiava di prendere il sopravvento.

Ora non resta che affrontare l’ultimo ostacolo, il più difficile ma anche quello che potrebbe dare le maggiori soddisfazioni.

I play-off che si stanno avvicinando si disputeranno in un unico turno al meglio delle tre gare, per cui la vincente di ciascuno scontro diretto l’anno prossimo parteciperà al campionato di serie D.

L’Angiulli se la dovrà vedere con il Rutigliano, sapendo di avere il vantaggio di poter disputare al tensostatico La Sala l’eventuale partita di spareggio; i giocatori agli ordini di Zotti giocheranno non solo per la gloria personale ma per riportare la Società in una categoria più consona al proprio blasone ed alla propria storia.

L’Arx (nella foto), avrà un impegno un po’ più ostico perché, oltre ad avere lo svantaggio della terza partita in trasferta, è noto che le squadre brindisi sono sempre ossi duri da affrontare e non regalano mai niente a nessuno.

L’ora della verità, comunque, è ormai prossima (sabato 22 maggio si disputerà gara, il 30 maggio gara 2, mentre il 6 giugno l’eventuale gara 3), per cui non resta che dire in bocca al lupo ed aspettare fiduciosi il verdetto dei campi.

Pubblicato sul Quotidiano di Bari il 20 maggio 2010


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Calciopoli: la strana difesa di Moggi 



“Sì, ho sbagliato, ma in tanti hanno tentato di farlo”




BARI- Nel processo, denominato Calciopoli, che si sta tenendo dinanzi al Tribunale di Napoli il maggiore imputato, Luciano Moggi, ha scelto una linea difensiva che, francamente, appare tecnicamente molto poco produttiva se non addirittura controproducente (nel senso che potrebbe determinare la presentazione di denunce per calunnia nei suoi confronti).

In sostanza cosa dice l’imputato: Sì, è vero ho sbagliato, ma in tanti hanno tentato di fare quello che io stavo facendo; quindi, se tutti hanno commesso un reato, perché devo pagarne le conseguenze solo io?

Ebbene, questo tipo di difesa non crediamo che possa portare da nessuna parte, perché l’imputato, se vuole essere assolto, deve provare di non aver commesso il reato ascrittogli, ma dalle sua scelte processuali questa prova non viene in nessun modo evidenziata.

Moggi tende a far credere che altri, ed i dirigenti dell’Inter in particolare, abbiano tentato di avere dei benefici attraverso contatti con il designatore degli arbitri.

A parte il fatto che, come da tutti già immediatamente rilevato, non c’è corrispondenza tra le affermazioni di Moggi e la reale trascrizione della telefonata da questi indicata, ci pare che ben diversa sia la posizione soggettiva di Facchetti e di Moggi: il Presidente dell’Inter, ove mai le affermazioni dell’imputato dovessero essere esatte, avrebbe semplicemente richiesto l’arbitraggio di Collina, del miglior arbitro al mondo, non di uno qualunque pronto a prostrarsi ai piedi del potente di turno!

Moggi, invece, ha cercato di ottenere arbitri partigiani nelle partite della Juve e pro-bianconeri in quelle delle dirette concorrenti per lo scudetto; ha sequestrato l’arbitro Paparesta, reo di aver “sfavorito” la squadra torinese, di modo che per il futuro sapesse bene come comportarsi; ha commesso tutta una serie di attività completamente estranee al concetto di lealtà sportiva che hanno costretto la Federazione a punire la squadra più titolata d’Italia, comminando infine una sanzione concordata proprio con la Juventus, che ha proposto ed ottenuto, per così dire, una sorta di patteggiamento (che le è valso ad evitare una sanzione ben più pesante di quella poi effettivamente scontata).

Ma, tornando agli effetti che le nuove trascrizione delle intercettazioni potranno avere sul processo, riteniamo che non ce ne saranno (ripetiamo, queste intercettazioni non possono essere utilizzate come esimenti di un comportamento eventualmente ritenuto criminoso) o che, al massimo, nella peggiore delle ipotesi (che, comunque, riteniamo alquanto improbabile vista la inconsistenza delle affermazioni riscontrate), potrebbero convincere il Pubblico Ministero a trasmettere gli atti alla Procura al fine di verificare la opportunità di aprire un altro fascicolo (per altro reato) a carico di terzi soggetti estranei al procedimento in corso.

Quindi, qual è l’obiettivo della strategia dell’imputato Moggi?

Voler sollevare un polverone, con la speranza di creare turbamento nell’animo del Giudice?

Voler creare una sorta di sollevazione popolare per affermare (Berlusconi docet) che la Magistratura non ha il potere di sovvertire quello che il popolo ha stabilito (l’assoluzione di Moggi perché egli ha agito –comunque meglio e con migliori risultati degli altri- così come tutti i dirigenti delle altre squadre avrebbero voluto)?

Non lo sappiamo, ma è certo che la strategia scelta processualmente appare quanto meno strana, non cercando in alcun modo quello che nei film polizieschi veniva chiamato l’alibi (l'alibi è l'"altro luogo" in cui si trovava un individuo nel momento in cui avviene il delitto di cui è sospettato).

Fatto stà che l’imputato Moggi i primi risultati li ha già ottenuti: tutti i media sono tornati ad occuparsi di lui come ai tempi in cui teneva ben stretto nel pungo il mondo del calcio italiano e la tifoseria juventina si è ricompattata nella richiesta di togliere lo scudetto all’Inter.

Crediamo che tutto, infine, si risolverà con la giusta condanna dell’imputato perché siamo certi che il Giudice Maria Teresa Casoria saprà ben riconoscere (e, quindi, sanzionare) le effettive responsabilità di Moggi (e ricordiamo che oggetto d’indagine sono solo le attività più recenti, in quanto quelle precedenti sono ormai da tempo prescritte).

(Pubblicato sul Quotidiano di Bari il 15 aprile 2010)


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BASKET/ Siamo appena ad aprile ma tutto (o quasi) è stato già deciso 

(nella foto: Domenico Chiumarulo)


Solo l’Adria può continuare a sperare



BARI- Che la pallacanestro barese stia vivendo un momento di estrema modestia viene confermato dal fatto che le nostre squadre di vertice hanno già concluso la propria stagione già a fine marzo: infatti il CUS ha chiuso all’ultimo posto in serie B dilettanti, restando escluso dalla fase ad orologio e “conquistando” la salvezza solo in virtù della radiazione che ha colpito il Siracusa, mentre le Pink hanno vinto il gironcino a cinque valido per la permanenza nel campionato di serie B/eccellenza femminile.

Da rimarcare la mediocrità del campionato degli Universitari, capaci di conquistare la miseria di 10 punti, con un roster senza futuro e, quel che è peggio, privo di giocatori baresi, in contrasto con quello che era stato il trand dei recenti anni migliori, quelli che hanno portato pubblico ed entusiasmo al Lungomare Starita, quando in campo scendeva un manipolo di atleti locali (Ciocca, i fratelli De Feo, Chiumarulo, Ambruoso, Favia, Cancellieri) che faceva da traino a tutto il movimento giovanile (che, invece, a conseguenza della attuale politica cussina, è praticamente svanito, dissolto).

E la crisi viene confermata anche dai miseri risultati colti dalle tre formazioni baresi che partecipano al campionato di serie D: a quattro turni dal termine della stagione, i due posti destinati alla retrocessione sono già matematicamente occupati da due di queste squadre; al momento paiono destinate a scendere di categoria i Bulls e la Cestistica, ma la Don Don Bosco, che attualmente ha quattro punti in più delle cugine (ferme a quota 6!) non può certamente dormire sonni tranquilli, anche perché sono ancora da disputare proprio gli scontri diretti tra le tre concorrenti.
Insomma saranno tre derby da brivido ma con la consapevolezza che, alla fine, se ne salverà solo una.

Veniamo ora alle uniche note liete della stagione.

L’Adria, quando mancano quattro giornate al termine della regular season, ha già conquistato il diritto a partecipare ai play-off che regaleranno una promozione alla serie C Dilettanti (l’altro posto è già stato conquistato dallo Juve Trani).

Per la formazione di coach Gaeta l’opportunità è davvero ghiotta, anche perché la squadra ha disputato un ottimo campionato, dimostrando di saper superare anche le avversità più importanti, come il grave infortunio che ha colpito Chiumarulo (stagione finita per lui).

Tutti i tifosi baresi baresi sono pronti ad assiepare il PalaCarrassi nella speranza di poter assistere all’unico risultato in grado di riequilibrare la brutta stagione del basket barese: il salto nell’ultimo campionato nazionale della società del presidente Bernardi.

Anche l’Arx sta vivendo una bella stagione da protagonista nel campionato di Promozione, dove attualmente occupa il secondo posto alle spalle del fortissimo Cerignola; mancano sei gare al termine della prima parte del campionato e, quindi, il discorso è ancora aperto ma non è detto che i ragazzi del Faro non possano continuare a fare bene.

Ed ancora l’Arx fa la sua bella figura nel campionato di Prima Divisione, anche qui occupando meritatamente la seconda piazza, appena dietro il Mola; non riesce, invece, ad imitarne le gesta ed i risultati lo Japigia, terza forza del Gruppo Pallacanestro Bari (che comprende anche Adria e Don Bosco), costretto ad occupare le posizioni di coda dello stesso girone.

(pubblicato sul Quotidiano di Bari il 10 aprile 2010)


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Lettera al Commisario Cittadino dell'Italia dei Valori 


E' arrivata l'ora di iniziare a fare chiarezza


Caro Mimmo Guido, ho letto appeno su Barilive un tuo intervento sulla situazione della Giunta; concordo quando affermi che l'Italia dei Valori non ne è rappresentata, ma non comprendo affatto il tuo interessamento in difesa della lista civica Moderati per Emiliano (come se questa non sappia tutelarsi da sola), come se non sapessimo che, sino a quando non si scioglierà il nodo della presenza al suo interno del nostro consigliere regionale Olivieri, si pone tra l'IdV e questa lista un grave ed imbarazzante problema stante quella che ritengo la incompatibilità derivante dalla presenza del predetto in entrambe le formazioni politiche.

Certo, Olivieri, come trionfalmente -e giustamente- comunica proprio sul sito dei Moderati per Emiliano, ha ricevuto ben 14.695 voti nell'ultima consultazione regionale, ma ciò non significa che egli non DEBBA scegliere chiaramente da che parte stare e che, addirittuta, il Commissario Cittadino dell'Italia dei Valori debba assumersi l'onere di intervenire anche in difesa di altre forze politiche all'interno della difficile dialettica interna alla Giunta in occasione di un più che probabile rimpasto.

In attesa di conoscere da te i motivi di questo tuo intervento, ti abbraccio.

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Complimenti ed auguri a Lorenzo Nicastro 



Pensieri post-elettorali




Sono terminati gli scrutini di questa ennesima consultazione elettorale e cerco di fare un’analisi del risultato, sotto ogni punto di vista.

L’Italia dei Valori ha ottenuto 127.865 voti su base regionale, pari al 6%, mentre nelle circoscrizione elettorale di Bari e Provincia ha ottenuto 49.433 voti, pari all’8%; di questi 49.433 voti ben 14.695 sono andati a Giacomo Olivieri, seguito –ma non a ruota- dal secondo più suffragato Lorenzo Nicassio (persona onesta e che stimo profondamente, a cui rinnovo di cuore i miei complimenti per l’ottimo risultato e gli auguri di buon lavoro negli incarichi che si appresta a ricoprire) con 4.044.

La prima considerazione, abbastanza evidente, è che l’IdV ha conseguito l’ottimo risultato nel barese esclusivamente in virtù dell’exploit di Olivieri (che, comunque, era prevedibile, visto che lo stesso puntava esplicitamente al raggiungimento delle 20.000 preferenze) e che, senza questo bottino, si sarebbe allineato al risultato conseguito nelle altre province (6%).

La prova del nove riviene dal fatto che Nicastro, capolista e candidato “ufficiale” del partito, sia pur ottenendo un ottimo successo personale, ha avuto ben 10.651 voti meno di Olivieri.

Ma perché un partito che sembra trovare grande apprezzamento da parte dell’elettorato poi, al momento della verità, non riesce a decollare e si trova costretto a sfruttare le performance dei “cavalli di razza” (ieri Pisicchio oggi Olivieri) che gli si avvicinano, ben sapendo, però, che non si tratta di amore per gli ideali del partito ma di mera opportunità elettorale e brame di successivi incarichi (e la questione Pisicchio dovrebbe insegnarci qualcosa, così come mi è giunta voce che Olivieri si presenti alla gente come il futuro assessore alla sanità della Regione)?

Io sono convinto che l’Italia dei Valori a Bari e provincia (non conosco le altre realtà locali e quindi oltre non mi esprimo), possa tranquillamente raggiungere la soglia del 10%, sol che ci fosse una diversa legge elettorale, del tipo di quella tanto vituperata che regolamenta il voto per la Camera, abolendo, quindi, il voto di preferenza.

Lo so che molti penseranno che stia dicendo un’eresia ma, giorno dopo giorno, mi sto convincendo che il voto “bloccato” di lista sia l’unico modo per ridare vita alla politica, evitando i personalismi e gli arrivismi di vario tipo, riducendo enormemente le spese elettorali che oggi vengono impegnate non al fine di promuovere il partito, ma unicamente per sottrarre voti agli altri candidati del proprio raggruppamento.


Mi sono chiesto, infatti, a quanti comizi siamo stati invitati a partecipare, quante manifestazioni di piazza ha organizzato l’Italia dei Valori, se il partito ha costituito un comitato elettorale centrale di modo da organizzare la campagna per il voto, quanti interventi pubblici sono stati organizzati per diffondere il programma dell’Italia dei Valori?

Niente di tutto questo!

Come si è svolta la campagna elettorale dell’IdV?

I candidati non sono andati a cercare i voti degli indecisi, dei simpatizzanti o di partiti e movimenti affini (ad esempio, i grillini o gli appartenenti alle aree del malcontento) dei disoccupati, dei lavoratori delle periferie messi in cassa integrazione o in disperata attesa della sua concessione, che, pure, avevano avuto il sostegno e l’interessamento dei nostri politici nazionali, ma sono andati nei luoghi in cui già c’erano voti sicuri (nei circoli dei paesi) per accaparrarseli a dispetto della concorrenza interna!

E i soldi, tanti soldi in parecchi casi, come sono stati spesi?

Nella maggior parte dei casi in maniera esageratamente personalizzata, senza cercare di essere un vero traino al partito, ai suoi valori, al suo programma; in un caso, poi , sembrerebbe che si sia spesa una quantità enorme di denaro (si parla di alcune centinaia di migliaia di euro), per di più in maniera imbarazzante se non illecita (mi è giunta voce sicura di biglietti per lo stadio in occasione di Bari-Sampdoria “regalati” in cambio di un voto).

Se lo stesso establishment del partito a pochissimi giorni dalle votazioni ha esplicitamente parlato di voto di scambio da parte di un nostro candidato (mi riferisco al botta e risposta tra Zazzera e Cagnazzo su FaceBook), mi chiedo perché mai il Partito non sia intervenuto e non intervenga con durezza e decisione; ecco, penso che proprio questa impasse nel prendere decisamente posizione contro chi, anche al nostro interno, contravvenga alle regole sia uno degli ostacoli più importanti alla “esplosione” del nostro Partito.

Non vorrei che oggi si ripetesse quanto già visto nei mesi passati con la incerta, contraddittoria e controproducente gestione del caso Pisicchio (ricordo, per chi non lo sapesse o non ne avesse memoria, che Pisicchio si trova ancora oggi ad essere Vice-Sindaco in quota IdV nonostante ne fosse ormai uscito, in pratica, dal giorno dopo la proclamazione degli eletti al Comune di Bari).


E poi, mi sembra così assurdo che una campagna elettorale costi, in totale per ciascuna regione, alcuni milioni di euro quando poi non si trovano soldi per aiutare le aziende in crisi, per realizzare alloggi di edilizia pubblica, per la solidarietà sociale, per l’abbattimento delle barriere architettoniche, per gli sport minori.

Allora, e ritorno al punto focale dei miei pensieri post-elettorali, mi chiedo (e mi piacerebbe conoscere il pensiero di chi mi legge): non sarebbe meglio abolire il voto di preferenza, delegando ai partiti l’organizzazione della lista, e quindi impostare le campagne elettorali solo sui programmi e sulle ideologie, mettendo fine a questo disgustoso elemosinare, mercanteggiare, comprare, i voti?

Io ne sono convinto e sono convinto che pensarlo non sia un’eresia!




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