
Gli over 40 baresi a caccia del tricolore
BARI- Terminata la stagione, per così dire, regolare, prendono oggi il via a Rimini le finali dei Campionati Italiani Master, riservati ai giocatori over 40’, che vedranno la partecipazione della formazione barese del CUS.
In quattro giorni infuocati e densi di sfide difficili, i biancorossi avranno la possibilità di cucirsi sulle maglie lo scudetto tricolore e non è poco in una terra dove i risultati ad alto livello latitano ormai da anni.
La formazione universitaria, guidata da coach Tonino Bray, metterà in campo un roster di tutto rispetto, composto da Antonio Musto (pivot, classe '63), Beppe Natali (pivot, '61), Donato Ravelli (play, '66), Emanuele Calabrese (pivot, '62), Francesco Mazzarisi (pivot, '64), Gerardo Citro (guardia, '65), Giancarlo Bruni (play, '66), Gianvito Gaeta (guardia, '64), Maurizio Lafronza (play, '64), Maurizio Scalera (ala, '63), Michele Emiliano (ala, ’59), Michele Suriano (play, '59), Roberto Milocco (pivot, '65), Vito Simone (pivot, '60).
La formazione barese (che, come abbiamo potuto notare, schiera anche il Sindaco Emiliano), accompagnata dal team manager Gigi Grisorio, se la dovrà vedere con 11 agguerritissime contendenti, ciascuna pronta a scendere in campo per vincere il campionato e fregiarsi del titolo di Campione d’Italia.
Le squadre approdate alla fase del finale del torneo sono state suddivise in quattro gironi, ciascuno composto da tre formazioni; le vincenti di ciascun girone si affronteranno in semifinale e quindi in finale, che consacrerà la vincitrice del titolo.
Il CUS affronterà subito, oggi pomeriggio, la Pallacanestro Piovese e lunedì mattina l’Ombriano.
I baresi hanno buone chances di vittoria, potendo schierare gente che in carriera ha toccato i vertici della pallacanestro nazionale (pensiamo in particolare a Gerardo Citro ed a Beppe Natali, che avrà la possibilità di aggiungere questo eventuale scudetto a quello già conquistato quando giocava nella Scavolini Pesaro) e che ha ancora l’integrità e la voglia per poter competere per raggiungere l’ambizioso traguardo.
Ricordiamo, infatti, che oltre ai già citati Citro e Natali (quest’ultimo ha contribuito alla salvezza dell’Adria in serie C Regionale), anche Musto, Ravelli, Lafronza hanno continuato a calcare i parquet, sia pure nelle serie minori, sino alla stagione appena conclusa.
La finalissima verrà disputata, sempre a Rimini, il 2 giugno e speriamo che in campo ci possa essere –e trionfare- il CUS Bari.
(pubblicato sul Quotidiano di Bari il 30 maggio 2009)
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( 3 / 26 )
Ci non canosce cusse ponde neste?
Nge passe tanda gende a tutte l’ore,
la matine, la sere iè na feste,
ci vene p’accattà a la vorza gnore.
Nge passe u stedende, passe u seldat,
ci avà pegghià u tram de Carvenare
ci mbrime u trene ca già ha fescate,
ci và da Carrasse o cendre de Bare.
Quanda gende sti scale sale e scenne!
Le picceninne s'affermene a uardà
u trene ca se ne vene fescenne
e pare ca chiù nun se vole affermà.
Iè cusse u ponde de1tande pezzjinde
ca stennene le mane a le cristiane
e sotte o sole forte, a iacque, vjinde,
resequescene nu pjizze de pane.
Pe contraste, abbasce a le scale nge stà
tanda gende che fecazze e segare:
ci venne e ci s’avvecine p’accattà,
fercine, pagnottedde e calamare.
U ponde di via Cavour è una poesia scritta in gioventù da mio padre, pubblicata, come tante altre sue opere, sul periodico satirico locale Papiol.
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( 2.9 / 29 )
Poichè nessuno conosce i programmi dei partiti del centrodestra, per rimarcare la differenza con quello che avviene all'interno dell'Italia dei Valori, ritengo opportuno pubblicare qui il nostro programma per le Elezioni Europee:
1. Trasparenza dei finanziamenti.
Trasparenza nelle politiche di assegnazione dei fondi europei attraverso la possibilità di verificare avanzamento e procedure d'assegnazione on line; la revisione dei criteri di assegnazione e la supervisione in capo ai ministeri.
2. Sviluppo energie rinnovabili.
Istituzione di consorzi europei per lo sviluppo energetico rinnovabile per poter competere a livello internazionale e accantonamento delle tecnologie legate al nucleare.
3. Immigrazione e libera circolazione.
Regolazione dei flussi migratori, intracomuniari ed extracomunitari, in base ai principi di solidarietà, di effettiva occupazione e capacità di sussistenza.
4. Ineleggibilità dei condannati.
Ineleggibilità al Parlamento di persone con sentenza di condanna penale passata in giudicato.
5. Tutela dei risparmiatori.
Authority di vigilanza europea, su nomina dei Paesi membri, per il controllo e la supervisione dell'operato delle banche, inclusa la Banca Centrale.
6. Aiuti ai disoccupati.
Patto sociale europeo per l'erogazione di aiuti e ammortizzatori sociali ai disoccupati in relazione alle effettiva capacità di sostentamento, alla numerosità del nucleo familiare e alla possibilità di ricollocamento nel mercato del lavoro comunitario.
7. Diritto alla conoscenza.
Carta dei diritti della conoscenza europea per un pari accesso all'informazione da parte dei cittadini ed eliminazione del divario esistente tra l'Italia ed i Paesi membri nell'accesso ad internet.
8. Ricerca scientifica e università.
Potenziamento dell'integrazione e della collaborazione delle università nazionali con quelle europee per lo sviluppo della ricerca.
9. Corpo di difesa europeo.
Corpo dell'esercio europeo con l'obiettivo di ottimizzare le spese militari e di finanziamento delle missioni all'estero, finalizzata ad una linea omogenea di intervento e ad una reale presenza politica internazionale.
10. Rispetto delle sentenze europee.
Applicazione delle sentenze europee entro 60 giorni dalla loro approvazione.
11. Affermazione delle libertà civili.
Carta comune dei Paesi membri per le libertà civili, tra le quali le coppie di fatto e testamento biologico.
12. Istruzione.
Obbligatorietà di una seconda lingua europea fin dall'infanzia, come già accade negli altri Paesi europei.
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( 2.9 / 12 )
Mancano meno di 10 giorni all’apertura dei seggi e la campagna elettorale sta per entrare nella fase più bollente, con tutti i candidati ormai in piena alla spasmodica ricerca dell’ ultimo voto , forse quello più importante di tutti, quello che potrebbe essere decisivo per il raggiungimento del quorum o per la nomina a consigliere.
Ed allora, se sino ad ora abbiamo visto manifesti elettorali affissi nei posti più impensabili ed assurdi (mentre io continuo a ritenere che non servano assolutamente a nulla ), se le nostre cassette postali si sono riempite a dismisura di santini e di lettere inviateci dai nostri “ amici ” candidati, tutto adesso aumenterà in modo esponenziale, perché tutti si giocano (ci giochiamo) il tutto per tutto; poi, arrivato il 4 giugno, il croupier decreterà il rien ne va plus (anche se qualcuno continuerà a giocare sporco, sottobanco) ed il giorno successivo, quello del silenzio che precede il voto, avrà il solito aspetto surreale di vuoto, attesa, patema, angoscia (per i candidati) e di sollievo, menefreghismo, voglia di mare (per gli elettori).
Eppure, a soli 9 giorni dall’apertura delle urne io non ho ancora capito il motivo di questa kermesse , perché, se ci trovassimo in un Paese normale, in una situazione normale, non ci sarebbe storia, in quanto i partiti del centrodestra (nessuno escluso) non avrebbero alcuna chance di vittoria giacchè tutto hanno fatto in questa estenuante campagna elettorale tranne che comunicare il proprio programma, cioè l’unica cosa per la quale un partito dovrebbe chiedere di essere apprezzato e sostenuto.
Continuo a non capire come si possa chiedere il voto senza presentarsi ad un dibattito, senza confrontarsi con gli avversari , senza fare capire il dettaglio del programma; non basta (non deve bastare, in un Paese civile) urlare slogan triti e ritriti, mettere su campagne pubblicitarie costosissime , bellissime esteticamente ma prive di contenuti, fare un bagno di folla ( addomestica dai soliti imbonitori ) nei mercati, candidare i consueti acchiappa-voti abituati a scendere in lizza per ricevere sempre qualcosa in cambio ( nomine, prebende, licenze edilizie e quant’altro ).
Allora, amici miei, cerchiamo di dare un segnale forte che le cose stanno cambiando , che vogliamo tornare ad essere un Paese normale , nel quale una classe politica seria e preparata lavori per il bene della collettività e non per soddisfare i più beceri interessi; facciamo in modo che queste elezioni amministrative diventino l’inizio di una nuova era, magari in grado di dare inizio alla Terza Repubblica, quella dei cittadini onesti, della legalità, della solidarietà.
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( 3.2 / 11 )
E’ STATA UNA STAGIONE MEDIOCRE PER IL BASKET BARESE
BARI- Un’altra stagione, mediocre, è terminata e, nonostante tutto sia fermo a causa delle ormai imminenti votazioni amministrative, è giunto il momento di fare un’analisi di quello che è stato.
Abbiamo già detto che è stata un’annata mediocre, terminata proprio con il risultato peggiore, la retrocessione dei Bulls in Promozione, che non ha mai regalato soddisfazione alle tifoserie baresi (ma, poi, in fondo c’è anche da chiedersi se le varie squadre abbiano o meno propri seguaci o se, invece, siano sempre gli stessi appassionati che vanno in pellegrinaggio da un palazzetto all’altro nei freddi week-end invernali, nel tentativo di vedere qualche minuto di basket appena decente).
Dal grigiore generale si sono salvate solo le Pink e l’Arx; le biancorosa, per il terzo anno consecutivo, hanno raggiunto i play-off validi per la promozione in serie A/2, fermandosi però al primo turno, mentre i ragazzi del Faro hanno partecipato alla seconda fase del campionato, chiudendo con un piazzamento più che dignitoso (sesto posto).
Nonostante, dunque, una stagione positiva di queste due formazioni, c’è da sottolineare, comunque, che le stesse non hanno mai dato la sensazione di poter seriemente competere con le avversarie per ottenere il salto di categoria, ma ne parleremo più approfonditamente in seguito.
Niente di buone, invece, da tutto il resto del settore maschile, a partire dalla squadra portabandiera della Città, il CUS, salvatosi superando il Pozzuoli nel primo turno dei play-out.
Sulla carta il roster universitario sembrava essere altamente competitivo e degno di disputare un campionato di serie B di buon livello ma, come avevamo già sottolineato (senza falsa modestia lo dobbiamo ricordare) in sede di presentazione del torneo, parecchi dubbi avevamo sollevato sia per l’età abbastanza elevata della squadra, sia perchè alcuni giocatori non apparivano perfettamente integri.
Ed, infatti, i biancorossi hanno patito enormemente per la gran parte del campionato le assenze –prolungate e, come nei casi di Bruni e Conti, praticamente definitive- e gli scadimenti di forma (vedi, ad esempio, Labate nella parte centrale del torneo) di alcuni giocatori; meno male che Storchi si è espresso costantemente a livelli di eccellenza e che è, finalmente, venuto fuori alla grande Cancellieri, perché, diversamente, sarebbero stati dolori.
Ora, ricordando alla dirigenza del Lungomare Starita che Bari merita ben più di una serie B –per di più, vissuta in sofferenza-, staremo a guardare che cosa accadrà; le prime voci di corridoio, però, non sono affatto piacevoli, perché sembra che il CUS abbia intenzione di trovare un nuovo play, il che starebbe a dire il taglio proprio di Cancellieri (pregiudicato, oltre tutto, dal fatto di non essere ormai più un under).
Sembra, inoltre, che ci sia l’intenzione di affidare nuovamente la squadra alle cure di coach Piero Labate, ma –poiché, invece, non dovrebbe essere riconfermato il figlio Antonio- non si sa se l’allenatore brindisino accetterà la proposta.
Per ora ci fermiamo qui, ma diamo appuntamento alle successive parti di questa analisi, dove ci soffermeremo sulle altre squadre baresi.
(pubblicato sul Quotidiano di Bari il 12 maggio 2009)
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