Il voto è un diritto, non svenderlo - VOTA VITO POTENTE 






Un incontro che avrei preferito evitare




Questa mattina ho incontrato una persona che negli ultimi anni ha avuto il seguente percorso “politico”:
- Candidato (negativamente) per due volte al Comune di Bari con l’UDC
- Candidato (negativamente) nel 2009 alla Circoscrizione con la Lista Emiliano
- Nel 2009 ha fatto candidare il figlio ( ma con nome falso , utilizzando il proprio diminutivo come specchietto per le allodole) ad altra Circoscrizione (questa volta con successo) con la Lista Emiliano
- Nel periodo tra le precedenti elezioni comunali e queste ultime regionali ha sostenuto l’Assessore Elio Sannicandro della lista Lista Emiliano
- Nelle regionali del 2010 sta sostenendo attivamente (“fa parte del gruppo”) il candidato dell’Italia dei Valori Giacomo Olivieri.

Dopo alcuni minuti mi chiede se fossi stato interessato ad avere due biglietti per lo stadio (oggi si gioca Bari-Sampdoria), poiché gliene erano rimasti ancora alcuni da consegnare per “la campagna elettorale” del suo candidato.

Gli dico che non mi piace questo modo di “trovare” i voti e lui replica dicendo che “questa è la politica, te ne devi convincere, che chi non si comporta in questa maniera rimane sempre fuori, non ha alcuna possibilità di essere eletto ”.

Mi ha riferito che ieri ha visto consegnare alcuni cartoni di pasta “elettorale” in una strada di S. Pasquale e che gli è parsa una cosa normale, che questo vuole la gente; mi dice: “se non regali un po’ di buoni benzina, se non dai un biglietto da 50 euro come speri di farti votare? Credi che con tutto il da fare tuo e dei tuoi amici Vito Potente verrà eletto? Ma non ha proprio speranze!”

E mi racconta del voto dei rappresentanti di lista: ognuno di loro riceverà 50 euro solo se nella sezione di riferimento il candidato avrà ottenuto almeno un voto (appunto, quello del rappresentante di lista); il conteggio è presto fatto: basta investire la miseria (per chi in questa assurda campagna ha dichiarato di aver speso bel oltre 300.000,00 (TRECENTOMILA) euro) di 20.000 euro per essere certi di avere conseguito la bellezza di 400 voti.

Me ne sono andato con un senso di amarezza e disgusto, ma con la certezza di aver fatto la scelta giusta, quella di portare avanti un candidato che crede nell’onestà, nella politica per la gente e non per la poltrona, nella correttezza dei comportamenti e nella speranza che il futuro possa essere migliore del momento che stiamo vivendo, pieno di politicanti da quattro soldi ma con i portafogli pieni, che fanno della cosa pubblica un mercimonio, che non gliene frega niente del bene comune, che non hanno a cuore nient’altro se non il proprio arrivismo.

Ed allora, tu che stai leggendo queste mie riflessioni, pensa prima di entrare in cabina e cerca di cambiare questo ignobile sistema.

VOTA VITO POTENTE




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Il Ministro La Russa si trasforma in buttafuori 



Cosa ho fatto di male per meritarmi tutto questo?



Ma che razza di uomini politici siamo costretti a sopportare?

E’ mai possibile che un Ministro della Repubblica venga quasi alle alle mani con un cittadino?
E’ mai possibile continuare a sopportare l’ inciviltà di questi personaggi?
E’ mai possibile che non ci sia un limite all'indecenza ?

Io dico: NO

E’ giunto il momento di dire BASTA!

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Handicap e politica: un percorso a ostacoli 



Il testo della lettera che ho inviato agli Organi dell'IdV:


Bari, lì 10 marzo 2010

Al
Presidente dell’IdV
Antonio Di Pietro

Al
Tesoriere Nazionale dell’IdV
Silvana Mura

Al
Responsabile Nazionale Organizzazione dell’IdV
Ivan Rota

A
Mario De Luca
Responsabile Sezione Dipartimentale Disabili dell’IdV

Al
Coordinatore Regionale Puglia dell’IdV
Pierfelice Zazzera

Al
Tesoriere Regionale Puglia dell’IdV
Giovanni Di Turi

Al
Commissario Provinciale Bari dell’IdV
Pierfelice Zazzera

Al
Commissario Cittadino Bari dell’IdV
Domenico Guido



Oggetto: L’IdV non consente ai disabili la effettiva partecipazione alla vita politica


Mi trovo costretto ad indirizzare a tutti Voi la presente per evidenziare la situazione della Sede regionale dell’IdV a Bari, completamente inaccessibile ad un disabile in carrozzina.

Infatti, per accederVi bisogna superare un gradino posto in corrispondenza del portone, poi ci sono altri cinque gradini che portano al livello dell’ascensore che, però, è di misura talmente ridotta da non permettermi di entrare con la mia carrozzina e, allora, bisogna salire a piedi ben due rampe di scale; il risultato è che in occasione delle riunioni e degli incontri organizzati sulla Sede, devo essere portato (e poi riportato giù) di peso da ben quattro volontari.

Mi sono lamentato sin da subito della questione, anche perché ritengo che la partecipazione alla vita politica di un partito non si svolga solo in occasione delle riunioni ufficiali, ma nella quotidianità della frequentazione della Sede e ciò mi viene assolutamente precluso sia perché non sempre si possono trovare quattro persone disponibili (e fisicamente dotate), sia perché non ritengo dignitoso che una persona che, pur colpita da un importante handicap, ha sempre lottato per rivendicare la propria autonomia e la propria indipendenza debba ora ritrovarsi ad elemosinare un aiuto per essere portato di peso sino al primo piano!

La risposta, è sempre stata che la Sede era stata presa in locazione da poco tempo e che i costi di un nuovo trasloco sarebbero stati eccessivi, visto anche che in cassa non ci sono soldi.

Ebbene, dopo ormai un anno dal mio ingresso nell’IdV, devo dire che questa spiegazione non è più sufficiente, né ulteriormente tollerabile, perché credo che un Partito abbia il dovere di consentire a tutti l’ingresso nei propri spazi, anche e proprio al fine di radicarsi sempre più nel territorio; in questo caso, invece, si esclude a priori la possibilità di adesione di un gran numero di persone che, giunte di fronte al portone e viste le barriere architettoniche presenti, potrebbe rinunziare a offrire la propria partecipazione.

Ma non è tutto, perché proprio ieri sera, in occasione di una riunione organizzata dal Coordinatore Cittadino, Domenico Guido, si è palesato un altro grave problema: avendo necessità di soddisfare un bisogno corporale, mi sono recato presso i bagni; ovviamente non ce n’era neanche uno attrezzato per i disabili ed allora, scartando a priori –ovviamente- quello riservato agli uomini (evidentemente sempre troppo sporchi per chi, come me, deve mettere le mani anche sulla tazza!), mi avvio a quello riservato alle donne e scopro non solo che c’è un gradino ma anche che, se anche mi fossi fatto aiutare a superare l’ostacolo, le ruote della carrozzina avrebbero impedito la chiusura della porta (che, è bene dirlo, affaccia proprio sull’ingresso dell’appartamento, quindi in un luogo di continuo passaggio).

Ora, chiedo a tutti Voi se riteniate ulteriormente sostenibile da parte mia questa indecorosa situazione e spero che la risposta sia negativa; pertanto

chiedo


che nel più breve tempo possibile, e comunque prima dello svolgimento dei prossimi congressi locali mi sia consentita la piena ed autonoma fruibilità ed agibilità della Sede regionale dell’IdV.

In attesa di un cortese cenno di riscontro, distintamente saluto.



Francesco Mongelli
(Segretario del Circolo IdV “Rosario Livatino – Bari”)


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Considerazioni sul decreto salva-liste 



SIAMO IN PIENA DITTATURA
(ma facciamo finta di non accorgercene)



In un primo momento non ero interessato a quello che si stava verificando in Lazio e in Lombardia a proposito della irregolare, o mancata, o tardiva, presentazione delle liste elettorali del PDL o di listini a questo abbinati, e poi a proposito dei vari ricorsi giudiziari conseguenti tali esclusioni.

Quello che si è verificato in seguito, però, mi costringe ad approfondire l’analisi di quanto accaduto, alla luce anche della superificialità delle posizioni di molti esponenti politici, anche di primo piano.

Allora, vediamo i punti salienti della questione:

Il PDL deve essere riammesso perché altrimenti milioni di italiani si vedrebbero privare del loro diritto al voto?
Come al solito, la destra ribalta la situazione a suo uso e consumo: nel caso in questione non sono gli elettori ad essere esclusi dal voto, bensì solo il PDL (o “listini” a questo legati); cosa c’entra il sacrosante, inviolabile, diritto di voto con la presentazione di questa o quella lista?

In caso di assenza dei candidati del PDL l’elettorato avrebbe potuto scegliere tra i candidati degli altri partiti.

Diversamente, ci chiediamo, perché mai è stata regolamentata dettagliatamente la presentazione delle lista, perché mai sono state previste le firme dei presentatori di lista, perché mai è stato previsto un termine per il deposito delle liste, se poi tutto può essere tranquillamente superato, evaso, sol perché è stata esclusa la lista del partito che sta al governo, esclusione dovuta esclusivamente per fatto e colpa di rappresentanti, funzionari e collaboratori proprio di quel partito?

Come si vede, siamo di fronte ad un ennesimo travisamento della realtà, con ribaltamento delle responsabilità ed alla solita soluzione adottata dal Governo pro domo sua!

Si può modificare una legge (elettorale) proprio nel momento in cui questa sta esplicando la sua operatività?

La scelta di intervenire con un decreto sulla operatività di una legge nel pieno corso della sua applicazione, oltre ad essere in contrasto con la coscienza di qualsiasi persona di buon senso, si scontra contro qualsiasi principio giuridico di uno Stato democratico, perché le regole del vivere civile devono essere rispettate non solo quando ci fanno comodo ma, ancor più, quando ci potrebbero portare danno.

Anche in questo caso, come ormai il nostro Governo fa da anni, si è deciso di effettuare un intervento legislativo ad personam, con l’arroganza di averne il mano il potere, infischiandosene delle fondamenta della vita democratica.

E’ accettabile che il Capo del Governo ancora una volta possa accusare i propri avversari di essere violenti e antidemocratici sol perché continuano a chiedere il rispetto delle regole e della Costituzione?

Il Premier continua nella sua mistificazione di ogni attività politica e, sfruttando a piene mani il suo potere mass-mediatico, tenta per l’ennesima volta di ribaltare la situazione: anzi che prendere a calci nel sedere i suoi collaboratori che, in virtù della loro incompetenza, hanno creato questa situazione, ricomincia con la solita solfa, accusando i suoi avversari politici di tutto e di più …

Lui che ha minacciato di scendere in piazza per sollevare milioni di elettori contro le sentenze dei Tribunali, ora accusa le opposizioni di essere antidemocratiche nel momento in cui protestano legittimamente contro il decreto salva-liste.

E quel che è peggio, è che tutti i media accolgono le lamentele del Presidente del Consiglio e se ne fanno, quindi, portavoce.

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Insomma, mi chiedo, cosa distingue uno Stato totalitario da uno democratico?

Ecco la definizione che si può trovare si wikipedia:

La dittatura è una forma autoritaria di governo in cui il potere è accentrato in un solo organo, se non addirittura nelle mani del solo dittatore, non limitato da leggi, costituzioni, o altri fattori politici e sociali interni allo Stato.
In senso lato, dittatura ha quindi il significato di predominio assoluto e perlopiù incontrastabile di chi o di un ristretto gruppo di persone detentore di un potere imposto con la forza (o, come penso io, con l’inganno mediatico).
In questo senso la dittatura coincide spesso con l'autoritarismo e con il totalitarismo.
Sua caratteristica è anche la negazione della libertà di espressione e di stampa[/] (cos’altro è la chiusura in periodo elettorale delle varie trasmissione televisive di approfondimento politico?).
La dittatura è considerata il contario della democrazia.
Va inoltre detto che il dittatore può giungere al potere anche democraticamente e senza violenza (valga l'esempio di Hitler, eletto dal popolo tedesco … … … …!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)
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E allora, concludo, siamo in piena dittatura ma non mi rassegno e continuerò sempre a combattere perché credo e sempre crederò nella democrazia.





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Multimedia Planet: NO alla CIG, SI' al COMMISSARIAMENTO 



Perchè la UIL insiste per la CIG in deroga,
anche se sa che al momento non può essere concessa?


I lavoratori della Multimedia Planet di Bitritto stanno vivendo mesi di grandi difficoltà: non percepiscono lo stipendio dal mese di ottobre 2009 ed ora che sembra essere finalmente prossimo il commissariamento dell’Azienda, si trovano davanti alla possibilità che l’Assessore Losappio, spinto dalle pressanti richieste della UIL, possa firmare –lunedì mattina, 1 marzo- la concessione della Cassa Integrazione in Deroga.

Ora, a parte il fatto che al momento attuale tale decisione pare andare contro gli interessi dei lavoratori, perché con l’auspicato commissariamento si spera che l’Azienda possa riprendersi e far tornare al lavoro i propri dipendenti, ed anche perché gli ammortizzatori sociali richiesti dal commissario sarebbero di gran lunga più convenienti, c’è da ribadire che, stante la normativa in vigore, nel caso in questione, essendo la Multimedia Planet una impresa plurilocalizzata, la CIG in deroga non può essere richiesta (e quindi concessa) alla Regione (ed in questo caso alla Regione Puglia) bensì al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.

E poiché non ci si deve accontentare delle sole “chiacchiere”, ecco il sostegno normativo a quanto da me affermato.

L’INPS, con messaggio n. 16358 del 20 luglio 2009, ha chiarito: “… Con riferimento all’integrazione salariale in deroga per imprese plurilocalizzate, l’INPS sottolinea che l'attuale quadro giuridico - basato sull'articolo 2, c. 36, della Legge n. 203/08, sull'articolo 19, c. 8, del Decreto Legge n. 185/08 (conv. con Legge 2/09) e sugli accordi e convenzioni indicati in premessa - distingue la procedura di concessione degli ammortizzatori sociali a seconda che l'intervento riguardi le imprese localizzate in una unica Regione oppure imprese plurilocalizzate (con unità produttive localizzate su più Regioni).
Per le imprese plurilocalizzate la domanda di intervento in deroga deve essere presentata al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Direzione Ammortizzatori Sociali e incentivi all'occupazione. Tale domanda, in caso di riscontro positivo, darà luogo ad un decreto interministeriale.


Ricordo che la Multimedia Planet ha la sede legale a Vibo Valentia e due sedi operative a Bitritto e a Trapani, per cui è plurilocalizzata e, come tale, soggetta alla normativa di cui sopra.

Pertanto ogni richiesta di CIG in deroga in sede regionale non è accoglibile.


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