Riflessioni sul Congresso Nazionale IdV (Roma, 5-6-7 febbraio 2010) 




La democrazia? Chissà cos'è, chissà dov'è!



Cosa dire di un Congresso atteso per mesi ma che, una volta concretizzato, mi ha lasciato con l’amaro in bocca e la tristezza nell’anima?

In qualità di delegato, mi ero mosso all’indirizzo di Roma ricco di belle speranze e di propositi importanti, avevo sottoscritto svariate mozioni, tutte volte a dare una maggiore democrazia all’interno del partito, con una esplicita richiesta di far cessare il verticismo e dare maggiore rilevanza alla volontà della base.

Anche il fatto che il viaggio, il vitto e l’alloggio fosse a spese (per ci più, anticipate) dei delegati non mi aveva intristito più di tanto, perché tanto stavo andando al Congresso che avrebbe creato il Partito Nuovo per un’Italia Nuova].

Il venerdì è andato tutto come previsto, l’accredito, le prime fasi congressuali, l’intervento del candidato “alternativo” alla presidenza, l’On. Barbato; improvvisamente, capisco che qualcosa non va per il verso giusto perché i firmatari della mozione “La Base” chiamano a raccolta tutti i sottoscrittori perché le firme mandate via fax (come da regolamento), a detta della presidenza, non andavano bene, bisognava rifirmare i moduli in originale !!!…

Firmo, torno in sala e mi rendo conto di un’anomalia: il candidato presidente Di Pietro interviene quando vuole lui (praticamente è sempre con il microfono in mano, sul palco) e si comporta come se fosse egli il Presidente dell’Assemblea (contro la regola secondo cui il Presidente dell’Assemblea non può essere uno dei candidati e quella che i candidati devono avere lo stesso spazio e lo stesso minutaggio al microfono e sul palco).

Comunque gli interventi dell’On. Di Pietro sono sempre interessanti e riescono a catturare l’attenzione della platea.

Terminata la giornata, riceviamo un altro bel regalo dall’organizzazione: la cena, da noi pagata anticipatamente, si risolve in un buffet (anche abbastanza francescano, nella sostanza ma non nel costo).

Il sabato mattina inizia come meglio non poteva, ormai sono arrivati quasi tutti i delegati, si respira un’aria euforica; arrivano in visita esponenti di altri partiti, Bersani e Vendola su tutti, anzi Niki ancor di più, capace di provocare un vero e proprio boato frutto dell’entusiasmo dell’intera sala (ndr.: ma solo noi non avevamo ancora capito quanto fosse apprezzato, per non dire amato, il nostro caro Vendola?).

La mattina fila liscia come l’olio, tra cronisti che corrono, flash che illuminano a giorno ogni angolo, security e staff in pieno affanno ma con il presidente Di Pietro, infaticabilmente in piedi sul palco e pronto ad intervenire praticamente sempre, che sfoggia un sorriso che più splendente non si può.

Alla ripresa dei lavori c’è stato subito l’intervento del candidato presidente alla regione Campania, De Luca, al quale non ho assistito (e devo dire, fortunatamente, visto che non avrei digerito affatto l’entusiasmo e gli applausi che i presenti gli hanno riservato).

Ma è in questo preciso momento che inizia il lato veramente negativo del Congresso: dal tavolo giunge l’intimazione a non usare simboli diversi da quelli del Partito (e infatti nell’antisala viene imposto a quelli de La Base di far “sparire” il loro striscione); perche’?

Prende la parola, more solito, l’On. Di Pietro per dire che sono state depositate ben 28 mozioni e che, per evitare perdite di tempo sono state praticamente riassunte in quella presentata da Pancho Pardi (SIC! Da chi sono state riassunte? E i promotori sono d’accordo? Per quello che mi risulta, NO!.

Come?

Le mozioni non vengono presentate dai firmatari?

Le mozioni vengono riassunte dall’on. Di Pietro?

L’on. Di Pietro decide quali mozioni possono essere votate e quali no?

L’on. Di Pietro puo’ impedire ad un firmatario di chiarire la sua mozione?

L’on. Di Pietro puo’ permettersi di commentare le mozioni spingendo i delegati ad esprimere il voto da lui indicato?

Ma dove siamo andati a finire, qui sta morendo la democrazia!


Ecco un esempio esaustivo di quanto accaduto: l’On. Pardi sale sul palco ed insiste che venga messa ai voti la sua mozione (familismo, cumulo d'incarichi, ecc), ma l’On. Di Pietro ribatte che “se pure è giusto come principio il rispetto delle regole, ma è anche necessarie che ci siano ke opportune deroghe... Quindi … approviamo le richieste di Pardi con le deroghe proposte da me ?" … La mozione è approvata all’unanimità!

Mentre i delegati presenti in sala continuano a votare secondo le indicazioni del Presidente, fuori trovo quei pochi delegati che si rifiutano di partecipare a questa situazione paradossale e colgo alcuni commenti, bisbigliati anche con un pizzico di timore: “… siamo in dittatura … Di Pietro sta manipolando le mozioni dei delegati … ma che siamo venuti a fare, tanto ha deciso tutto lui …

Conclusa la votazione sulle mozioni, si è passati allo spoglio delle schede per l’elezione della Coordinatrice Nazionale delle Donne; l’unica candidata in lizza, con grande correttezza, annuncia che avrebbe accettato l’investitura solo se avesse ottenuto la maggioranza dei voti.

Ma, incredibilmente, accade l’inaspettato: su circa 700 aventi diritto al voto, votano solo in 173, di cui solo 82 favorevoli e ben 91 sono le schede bianche e nulle; in sostanza sembra che le donne dell’IdV abbiano inteso sollevarsi contro una votazione di tipo bulgaro!

Si passa quindi alla proclamazione del Coordinatore Nazionale dei Giovani, e qui, altra sorpresa, in quanto la candidata sponsorizzata dall’On. Di Pietro si piazza all’ultimo posto, mentre il vincitore della contesa è Rudi Russo (che, secondo voci di corridoio, pare non stia proprio simpatico al nostro Presidente … che, infatti, sul palco non è apparso proprio raggiante al momento della lettura del risultato dello spoglio).

Per quel che mi riguarda, il Congresso è terminato qui, perché già girava voce che il giorno dopo non si sarebbe più votato, in quanto l’On. Di Pietro sarebbe stato acclamato Presidente.

Concludendo, resta solo l’amarezza di aver compreso che nell’Italia dei Valori non c’è democrazia (e non ci sarà almeno sino al 2013), che la volontà della base non conta proprio nulla, che dobbiamo sottostare ad un atteggiamento paternalistico, quasi dogmatico.

Ma io non mi metto da parte, voglio continuare a sperare che si possa fare davvero una politica nuova ed onesta, per cui continuerò a restare in contatto con le decine e decine di amici, sparsi in tutt’Italia, che ho avuto il piacere di conoscere e che la pensano esattamente come me.

E allora aspetto con ansia i prossimi congressi locali, per cercare di ripristinare la dialettica democratica all’interno del partito e per avere, una volta per tutte, risposta ad alcune domande:
- Che fine hanno fatto i contributi elettorali?
- Perché dobbiamo continuare ad ospitare (e a candidare) i reietti della politica?
- Perché dovremmo accettare un’alleanza con l’UDC che nessuno di noi vuole?
- Perché dovremmo confluire in futuro nel PD?

E da adesso, pretendo e pretenderò che lo Statuto venga sempre rispettato.

Da tutti!


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Manifesti elettorali illegali: NOI NON GUARDIAMO IN FACCIA A NESSUNO! 



Nella qualità di segretario del Circolo Cittadino Italia dei Valori " Rosario Livatino " e per conto di Alberto Valentini (presidente del Circolo) e di Michele Fanelli (presidente del Circolo S. Nicola), ho inoltrato all' On. Pierfelice Zazzera , Coordinatore Regionale e Commissario della Provincia di Bari dell'IdV, e a Mimmo Guido , Commissario Cittadino dell'IdV di Bari, il seguente comunicato:



All’On. Pierfelice Zazzera
Coordinatore Regionale IdV

A Mimmo Guido
Commissario Cittadino IdV Bari


Oggetto: manifesti elettorali illegali

I componenti dei Circoli Rosario Livatino e S. Nicola rilevano che, nonostante il Prof. Giuseppe Giordano, candidato per l’IdV alle prossime elezioni regionali, abbia solennemente affermato (in occasione della assemblea di nomina dei delegati al Congresso Nazionale) che non avrebbe più fatto posizionare i propri manifesti elettorali in modo illegale, lo stesso continua a tappezzare i muri della Città di Bari, i cassonetti della spazzatura, le lamiere esterne di cantieri edili, casette dell’Enel, ecc., con la propria pubblicità elettorale.

Quanto sopra è stato da ultimo, v. La Gazzetta del Mezzogiorno di sabato 23 gennaio, oggetto di articoli di censura (durante le festività natalizie vi era stata la denunzia di BariLive).

Poiché ritengono che il comportamento del candidato regionale sia non solo palesemente illegale ma anche in netto contrasto con i Principi che ispirano l’Italia dei Valori (ai quali egli si deve sottomettere, avendo chiesto di esserne schierato in lista), invitano gli Organismi competenti, individuati nel Coordinatore Regionale e nel Commissario Cittadino dell’IdV, ad imporre al suddetto Prof. Giordano dal cessare, con effetto immediato, di affiggere la propria pubblicità elettorale in posti diversi da quelli legalmente consentiti, contestualmente invitandolo a provvedere a sue spese alla relativa opera di pulizia.

Bari, 25 gennaio 2010

Circolo Rosario Livatino * * * * * Circolo S. Nicola

Il Presidente * * * * * * * * * * * * Il Presidente

Alberto Valentini * * * * * * * * Michele Fanelli



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AUGURI 





Anche quest’anno è arrivato Natale, ma non riesco a mandare i soliti auguri, per cui quest’anno li faccio così:


AUGURI di cuore agli amici lavoratori (ed alle lavoratrici) di Agile di Modugno, che riescono a mantenere intatta tutta la loro DIGNITÀ , nonostante non percepiscano lo stipendio da mesi e che vivano una faticosissima occupazione della loro azienda.

AUGURI affettuosi a tutte le lavoratrici (e, naturalmente, ai lavoratori) del call-center Phonemedia di Bitritto, anche loro senza stipendio da mesi e che non sanno proprio cosa fare per trovare una via d’uscita al loro calvario.

AUGURI a tutti gli altri lavoratori (e lavoratrici) che non conosco personalmente ma che stanno vivendo sulla loro pelle le ingiustizie e le prepotenze di imprenditori che vogliono solo sfruttare i propri dipendenti, lasciandoli anche senza stipendio.



AUGURI ad Adam ed a tutti i suoi amici che sono venuti in Italia per studiare, per lavorare, per scappare dai regimi totalitari o per mandare un po’ di soldi alle proprie famiglie e che vivono in una condizione indicibile, che nessuno di noi sarebbe in grado di sopportare neanche per un solo giorno.

AUGURI a tutti quelli che vorrebbero un mondo più equo, dove le persone possano vivere decentemente senza timore di aver consumato lo stipendio già il giorno 20 di ogni mese.

AUGURI a chi pensa che sia indegno ed immorale sad. guadagnare un milione l’anno (e addirittura c’è chi guadagna molto di più!) mentre c’è chi deve stringere la cinghia per arrivare alla fine del mese.

AUGURI a chi ha paura nel futuro dei nostri figli.

AUGURI a chi crede che chi oggi ci governa stia pensando solo ai propri interessi, fregandosene delle esigenze del Paese.

AUGURI a tutti i ragazzi e le ragazze che giocano a basket, a pallavolo o a qualsiasi altro sport, per passione, con la speranza di essere un giorno chiamati in nazionale, incuranti di tutta l’incompetenza che troppo spesso li/le circonda.

AUGURI a tutti gli arbitri, specie quelli delle categorie minori, che, per puro amore dello sport, sopportano insulti, minacce, talvolta sputi, e, vergognosamente, in qualche (fortunatamente, rara) occasione sono stati anche picchiati.

AUGURI a quelli che credono che prima o poi non ci saranno più barriere architettoniche e a quelli che provano ad eliminarle.

AUGURI a quelli che amano gli animali e non abbandonerebbero mai il propio cane.




Ed infine, una nota di leggerezza con gli AUGURI alla mia amatissima moglie (che mi sopporta e mi sostiene da sempre), ai miei altrettanto amati figli,alla mia scodinzolante Stella e a ... tutti gli interisti.


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BASKET/Promozione. Arx - Trani: 77-63 

(nella foto: Paone)


Convincente vittoria dei ragazzi del Faro



BARI- Convincente vittoria dell'Arx Bari contro un buon Trani, una formazione che, a dispetto della scomoda posizione in graduatoria (è ultima senza avere ancora conquistato una vittoria), è ben allenata da coach Ceci ed ha messo in vetrina alcuni interessanti giovani come Di Perna, Fabrizio e Marcone.

Inizio promettente dei ragazzi del Faro che con due triple di Morelli ed un intraprendente Cipriani ai rimbalzi operano un primo allungo; arriva, però, immediata la risposta degli ospiti che riducono le distanze e riescono a chiudere la prima frazione in scia: 23 a 19.

Nel secondo periodo c’è un inaspettato ed improvviso calo dei baresi, i ragazzi tranesi non si lasciano sfuggire l’occasione e ne approfittano prima per recuperare lo svantaggio e poi, dopo avere impattato, per passare in vantaggio sul punteggio di 26 a 30.

Arriva subito la reazione dell'Arx che, trascinata da un buon Capasso riprende in mano la gara, si riporta in vantaggio e va al riposo lungo sul 38 a 32.

Nel terzo quarto è Paone a guidare i compagni e con i suoi 7 punti contribuisce a rintuzzare i tentativi ospiti di ribaltare le sorti dell’incontro: il tabellone è fermo sul punteggio di 50-44 quando arriva l'ultimo mini-break.

Il quarto e decisivo periodo è il più bello della gara: l'Arx si affida alla regia di Favia, il gioco è più fluido, il Trani con le triple di Marcone cerca di rientrare in partita, ma l'Arx risponde con quelle di Morelli e Capasso e con le ripartenze di Ivona per chiudere vittoriosamente la gara.

Con questa vittoria i ragazzi del Faro fanno un bel balzo in classifica ed agganciano il gruppetto che occupa la seconda posizione nella classifica del girone, alle spalle della capolista Cerignola.

Sabato prossimo i ragazzi di coach Di Turi saranno impegnati, nell’ultima trasferta del 2009, a Foggia, dove affronteranno la Fovea, altra formazione che si sta ben comportando in questa prima parte della stagione.

ARX BARI - TRANI: 77-63 (23-19; 38-32; 50-44; 77-63).

ARX BARI (all. Di Turi) 77: Favia 7, Capasso 9, Paone 7, Ivona 14, Morelli 21, Scarcia 5, Cipriani 7, Minervino 5, Sicolo 2, Rizzo.

TRANI (all. Ceci) 63: Attolini 4, Frisari 2, Basso, Papagni, Di Perna 16, Lamesta 2, Membola 4, Loconte 6, Fabrizio 13, Marcone 16.

Arbitri: Spano di Sannicandro e Padovano di Ruvo.

(Pubblicato sul Quotidiano di Bari il 10 dicembre 2009)


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BASKET/Serie D. Bulls – Rainbow: 59-82 

(nella foto: Gino Macellaio)


La Rainbow dà una lezione di basket ai Tori



BARI- Sabato al PalaMartino ha avuto inizio il torneo delle baresi (tra queste includendo il Valenzano) all’interno del campionato di serie D, iniziato, appunto, con la sfida che ha visto i Bulls contrapposti alla Rainbow.

Era una partita molto attesa, perché i Tori erano alla prima uscita casalinga dopo i fattacci della partita del Corato, sospesa a seguito dell’aggressione all’arbitro Filograsso, e perché il Valenzano era alla ricerca di una leadership locale, che già le riveniva dalla migliore posizione nella classifica del girone.

Ma, chi si aspettava una gara equilibrata, combattuta ed emozionante si è dovuto subito ricredere, perché la Rainbow ha letteralmente annichilito la formazione barese in virtù di un gioco molto meglio organizzato, estremamente produttivo ed a tratti anche spumeggiante.

Inizia la partita e gli ospiti si piazzano subito a zona 2-3 (coach Macellaio nei turni precedenti era spesso sugli spalti di via Napoli ed aveva notato le difficoltà dei Bulls di fronte a questo tipo di difesa) e la mossa pare subito azzeccata, perché i Bulls non segnano neanche a pagarli; anche i locali, dopo due azioni in cui hanno usato la difesa individuale, passano alla zona 2-3, ma senza grande frutto perchè, mentre i Tori in attacco sono fermi, giocano con un 5 fuori estremamente statico ed i tiri, tutti sbagliati e fuori ritmo, vengono solo dalla linea dei 6,25, gli ospiti attaccano molto bene la difesa avversaria, i lunghi vanno in punta per il ribaltamento veloce, le guardie penetrano e scaricano al compagno libero, Lomoro taglia dalla linea di fondo, Roca se non segna subisce fallo e va in lunetta (segnando), insomma si verifica un vero e proprio tourbillon organizzato che porta sempre l’uomo al tiro comodo.

I Bulls vanno letteralmente in barca, dopo 2’26” il tabellone segna 0-10, che diventa prima 0-12 e poi 0-13 (e tutto senza che coach Maffia ritenga di chiamare un time-out); il primo punto dei locali arriva su tiro libero dopo 4’51”; il primo quarto si chiude sul 6-26, che è il preludio al risultato finale.

Non cambia nulla nel secondo periodo, la Rainbow arriva anche a superare il +30, poi i Tori trovano punti d’oro in Musella e Antonelli e si va all’intervallo sul 21-49.

Negli spogliatoi i Tori ritrovano un po’ d’orgoglio, i valenzanesi accusano una certa rilassatezza, ed ecco che i padroni di casa provano a fare l’impresa: Lucarelli piazza tre triple, Mongelli segna 8 punti di seguito, il pubblico si riscalda ed il divario si accorcia sempre più; coach Macellaio chiama un minuto di sospensione, riorganizza i suoi ed ecco arrivare due triple spezza gambe di Laurentaci.

Inizia l’ultimo quarto sul 42-60, i Tori ci credono ancora per qualche minuto, poi si arrendono, anche perché il Valenzano è molto bravo a controllare la gara, rallentando ad arte il ritmo di gioco; la sirena fischia decretando la fine sul 59-82.

BULLS BARI – RAINBOW VALENZANO: 59-82 (6-26; 21-49; 42-60; 59-82).

BULLS BARI (all. Maffia) 59: Lucarelli 15, Mongelli 9, Aldini 3, Lucchese n.e., Panebianco 8, Campanale 3, Esposito 4, Antonelli 12, Ursi n.e., Musella 5.

RAINBOW VALENZANO (all. Macellaio): Palladino 6, Iacovelli A.nio 5, De Pasquale 10, Roca 16, Laurentaci 13, Lomoro 18, Bjelobrkovic, Campanile 5, Iacovelli A.llo, De Santis 9.

Arbitri: Porcelli e Loiodice di Corato.

(Pubblicato sul Quotidiano di Bari il 10 dicembre 2009)


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