BARI- Quando il campionato di serie D è giunto ad un quarto del suo cammino, già emerge un dato di assoluta evidenza, ma estremamente sconfortante per l’intero movimento locale: gli ultimi quattro posti della classifica sono occupati esclusivamente dalle formazioni baresi (Don Bosco e Rainbow a quota 4, Bulls e Cestistica con 2 punti).
Ormai, la domenica sera rappresenta solo uno stillicidio con un susseguirsi di sconfitte che pare ormai inarrestabile (né può confortarci la prima vittoria della stagione conquistata dalla Cestistica a Terlizzi, che ci pare più un evento occasionale che non il segnale di una vera e propria inversione di tendenza).
Appare incredibile, poi, la situazione dei Bulls che, allestiti per affrontare un campionato –quanto meno- di centro classifica e dopo alcune prove davvero brillanti contro avversari molto forti, stanno vivendo una involuzione di gioco che, ovviamente, porta ad una gravissima crisi di risultati; infatti, i Tori, con il passare delle giornate hanno perso smalto e compattezza, ora sembrano essere una sorta di nave impazzita, dove ognuno gioca solo per non affogare e dove il timoniere, una volta persa la rotta, non riesce a ritrovare l’orientamento per dirigersi verso acque più tranquille.
Non sono, in fondo, dissimili le situazioni di Don Bosco e Valenzano, capaci di alternare prove gagliarde ad altre opache se non imbarazzanti; certo le due compagini possono addurre una molteplicità di motivazioni (roster giovani e rivoluzionati, arbitraggi negativi, ecc.) per spiegare il loro incerto cammino, ma resta il fatto che, infine, l’unica cosa che conta veramente è la classifica.
Ed allora non ci resta che rimandare un po’ tutti alla lettura dei nostri articoli usciti nel precampionato, quando invitavamo le varie Società ad allearsi per allestire almeno una formazione forte, in grado di affrontare alla grande quello che si presentava come uno dei campionati più facili degli ultimi anni.
Ma, invece, ancora una volta hanno prevalso le scelte individualiste, gli interessi da (piccola) bottega, con il risultato di trovarci ora con quattro squadre mezze squinternate, in grado di prendere botte da orbi da qualsiasi avversario e con la possibilità sempre più concreta che, nella stagione dell’unica retrocessione –e senza play-out- quella destinata a scendere in Promozione debba essere (salvo ripescaggi, già da ora auspicati) proprio una delle nostre quattro “moschettiere”.
Concludiamo con un suggerimento ai Dirigenti ed agli Allenatori: se si perdono partite a ripetizione, non sarebbe il caso di farsi un esame di coscienza e vedere dove si è sbagliato, prima di dare la croce addosso agli altri (giocatori, arbitri, tipologia di canestri, pubblico, ecc.)?
(Pubblicato sul Quotidiano di Bari il 18 novembre 2009)
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