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	<title>francescomongelli.it</title>
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		<title>Giacinto Forte eletto nuovo Coordinatore della Provincia di Bari dell&#039;IdV</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img border="0" src="http://s6.imagestime.com/out.php/i480126_n180810727376711.jpg" width="190" height="117"><br /><br /><br /> <b> <center>IL MIO INTERVENTO CONGRESSUALE</center> </b> <br /><br /><br /><br />Amici, finalmente siamo riuniti in questo congresso e possiamo dare vita a un partito nuovo, capace di dare voce alle istanze della base, a un partito che sappia essere un esempio di democrazia, a un partito che sappia prestare orecchio alle problematiche della gente, a un partito che operi nella comunità e per la comunità senza pensare esclusivamente alle poltrone da occupare.<br /><br />Ma, purtroppo, prima di tutto, ci sono delle cose a cui non avrei mai voluto assistere, delle cose che non avrei mai voluto dire ma che, purtroppo, adesso è il caso di dire pubblicamente.<br /><br /><b>Non avrei mai voluto dire, ma devo dire</b>, che nelle ore precedenti a questo congresso sono arrivate a me e ad altri amici telefonate che non esito a definire minacciose: siamo stati esplicitamente invitati a ritirare la mozione che oggi presentiamo perché, diversamente, noi saremmo politicamente morti, saremmo stati fatti fuori da ogni possibilità di continuare a fare politica all’interno dell’Italia dei Valori.<br /><br /><b>Non avrei mai voluto dire, ma devo dire</b>, che in quelle telefonate l’interlocutore si è dichiarato di essere, assieme ad un paio di suoi pari compari, la personificazione del partito del quale è anche il vero proprietario.<br /><br />Non posso esimermi dal riferire che ho ritenuto e ritengo che quelle telefonate sono state fatte nel più puro stile mafioso.<br /><br /><b>Non avrei mai voluto dire, ma devo dire</b>, che i tabulati contenenti l’elenco dei tesserati sono giunti, come mi ha dichiarato per iscritto l’Onorevole Rota, oltre due mesi e mezzo fa, mentre nella segreteria regionale hanno dichiarato che erano giunti da una decina di giorni e si sono financo rifiutati di consegnarli ai tesserati, consentendo solo la lettura sul monitor di un foglio excel contenente ben 1280 nominativi!<br /><br />Ma non è tutto, perché, quei tabulati, invece, erano nella disponibilità di qualcuno, evidentemente un po’ più uguale (o meno uguale) degli altri.<br /><br />E a riprova di tanto c’è il fatto che anche io sono riuscito ad entrare in possesso dei tabulati, sia pure in maniera poco ortodossa; ma, a differenza di altri, li ho dati a chiunque me li ha chiesti!<br /><br /><b>Non avrei mai voluto dire, ma devo dire</b>, che gente che avevo sempre ritenuto corretta e meritevole di apprezzamento, improvvisamente si è dimostrata falsa, incoerente e arrivista.<br /><br />Senza nascondermi dietro un dito, mi riferisco a Franco Pagano che, dopo aver lavorato per giorni, per settimane, alla stesura di una mozione unitaria, quella che oggi può essere definita la mozione Forte, improvvisamente ha cambiato bandiera schierandosi da un’altra parte.<br /><br />Ma non è il voltabandiera che mi ha addolorato, quanto il fatto che il signor Pagano per giorni, per settimane, ha pubblicamente duramente criticato il coordinatore regionale Zazzera, incapace di svolgere il suo doppio ruolo (essendo egli anche parlamentare), per giorni, per settimane, ha urlato: Zazzera se ne deve stare a casa!, e poi, che fa, diventa il candidato voluto proprio da Zazzera!<br /><br />Quello che più mi ha colpito è che il signor Pagano, alle ore 18,30 del 21 luglio (mercoledì scorso) aveva partecipato alla unanime nomina del candidato Giacinto Forte e alla stesura della lista correlata, affermando, alla presenza di oltre venti persone, che egli avrebbe sottoscritto la mozione Forte ma, poi, inspiegabilmente, alle ore 20,00, al momento di mettere la propria firma, ripeto inspiegabilmente, il signor Pagano risultava essersi allontanato dalla sede del partito.<br /><br />Alla mezzanotte, alcune telefonate ci informavano della candidatura di Pagano nella veste di candidato ufficiale dell’establishment del partito!<br /><br />Sento ora il bisogno di fare un passo indietro nel tempo, tornando alle ultime elezioni regionali; <b>Non avrei mai voluto dire, ma devo dire</b>, che l’assurda querelle Vendola (prima trattato come il peggiore degli avversari e poi diventato come per incanto il migliore degli alleati) è stata gestita non solo in modo politicamente indecente ma, per di più, in maniera assolutamente egocentrica dalla dirigenza del partito che non ha mai ritenuto di chiedere alla propria base quale fosse il proprio pensiero in merito.<br /><br />Si è andato avanti per mesi in maniera scriteriatamente sconclusionata, così come pure allo stesso modo è stata gestita la questione Olivieri (e meno male che oggi si è risolta, ma non perché il partito abbia deciso qualcosa, ma solo perché è stato proprio Olivieri ad andarsene).<br /><br />E lasciamo stare la questione Pisicchio, perché altrimenti dovremmo andare troppo indietro nei nostri ricordi.<br /><b>Ma noi, comunque, non dimentichiamo!</b><br /><br />Quelli che ho appena descritto sono gli esempi macroscopici di un modo vecchio di fare politica, che noi dell’Italia dei Valori non condividiamo e non accettiamo.<br /><br />Se avessi voluto fare questo tipo di politica sarei entrato in un altro partito, ne avrei ricavato sicuramente di più.<br />Se l’IdV diventa come gli altri perché mai dovrebbe ricevere il voto della gente?<br /><br />Allora c’è che bisogna fondare un partito nuovo, che faccia una politica partecipata, partendo dal basso, che non sia verticistico, che non pensi alle poltrone, che non accolga in sé l’affarista di turno, che rispetti le minoranze e la gente.<br /><br />C’è bisogno di creare un nuovo gruppo dirigente, capace di lavorare seriamente partendo anche dalle cose più piccole, come ad esempio disporre l’<b>immediato trasloco della sede in un sito accessibile ai disabili</b>, evitando il ripetersi della penosa scena che si replica ogniqualvolta io debba partecipare ad una riunione, portato di peso sulle scale da quattro poveri volenterosi.<br /><br />E non mi si può venire a dire che è stato già fatto un trasloco due anni fa, che non sono soldi: <b> <center>BALLE!</center><br /><br /> I soldi ci sono e, se non ci sono, si devono trovare.<br /><br /><center>BASTA!</center> </b><br /><br />E’ finita l’ora delle prese in giro!<br /><br />Venendo al contenuto generale della mozione che vado a sostenere, è evidente lo spirito che traspare alla ricerca di democrazia, trasparenza, competenza, partecipazione. <br /><br />Basta ai doppi incarichi, basta ai colpi di teatro ideati nelle segrete stanze di via Calefati, basta alla mancata conoscenza tra di noi tesserati, mancata conoscenza voluta fortemente dall’attuale dirigenza locale.<br /><br />Vogliamo sapere che fine fanno i soldi che giungono al partito nei modi previsti dallo statuto e dalla legge, vogliamo un’anagrafe accessibile a tutti (anche con preventiva accettazione ai fini della privacy all’atto del tesseramento) degli iscritti, diciamo basta ai commissariamenti, agli incarichi piovuti dall’alto, diamo inizio ad una nuova vita all’interno dell’Italia dei Valori.<br /><br />Amici, siamo di fronte ad un punto cruciale del nostro futuro politico: non perdiamo l’occasione di essere noi gli artefici del nostro destino, evitiamo che siano gli altri a muovere i fili nel teatrino delle marionette.<br /><br />Se sono qua, è perché credo ancora nell’intelligenza degli uomini, perché potrei dare la vita per difendere la democrazia, perché io ho valori sani da difendere e da condividere.<br /><br /><b> <i>Francesco Mongelli (segretario del Circolo Rosario Livatino – Bari), 24 luglio 2010 </i> </b><br />]]></content>
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		<title>BASKET/Ed ora … non resta che aspettare la Nazionale</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img border="0" src="http://www.imagestime.com/show.php/479321_IMG02601.JPG.html" width="190" height="117"><br /><br /><br /> <center> <b>La Fregata conquista il trofeo “Al faro 2010”</b> </center> <br /><br /><br />BARI- Si è concluso con il trionfo della Fregata il Trofeo “Al faro 2010”, organizzato dall’Arx; ora tutti in vacanza, ma solo per pochi giorni, giacchè il 2 agosto nel rinnovato (e finalmente agibile alla cittadinanza ed allo sport) PalaFlorio prenderà il via il torneo di qualificazione per i prossimi campionati europei, che vedrà la nostra Nazionale targata Pianegiani sfidare nell’ordine Israele, Finlandia, Lettonia e Montenegro. <br /><br />Tornando al torneo barese, la Fregata, capitanata da Gigi Delli Carri, ha avuto la meglio con il punteggio di 89-84 sul Brigantino guidato da Mario Sicolo (che, comunque, ha avuto la soddisfazione di essere premiato come miglior giocatore della manifestazione); a seguire si sono classificate, nell’ordine, Corvetta, Caravella, Galeone e Vascello. <br /><br /><img border="0" src="http://www.imagestime.com/show.php/479322_fototorneoalfaro.jpg.html" width="190" height="117"><br /><br />Quindi un applauso ai vincitori ma anche, nel più puro spirito sportivo che proprio l’Arx incarna, a tutte le formazioni ed a tutti i giocatori, dai più blasonati ai meno noti, dai più esperti ai più giovani, che hanno partecipato al torneo per il solo gusto di continuare a giocare a pallacanestro anche d’estate, anche di sera con poca luce, anche quando fa caldo, anche quando la fidanzata mette il muso perché preferirebbe uscire; sono questi ragazzi che continuano a farci amare questo meraviglioso sport a dispetto di tutto quello che combinano i dirigenti, gli allenatori e tutti quei personaggi che girano intorno alle nostre squadre senza riuscire a realizzare quasi mai qualcosa di buono.  <br /><br />Sono stati, dunque quindici giorni di buon basket giocato all’aperto di fronte al nostro mare, che hanno visto la partecipazione di oltre sessanta atleti locali, desiderosi di divertirsi, sempre, però, puntando alla vittoria. <br /><br />Ha avuto successo anche la scelta dell’organizzatore della manifestazione, Piero Di Turi, di far disputare le partite senza la partecipazione degli arbitri (eccezion fatta per la finale, che ha visto la presenza dello “storico” fischietto Rino Di Bari) ma lasciando che i giocatori in campo si chiamassero da soli i falli, come avviene nei play-ground. <br /><br />Soddisfatto di queste due settimane di sano sport ed agonismo, e non poteva essere diversamente, Di Turi: &lt;&lt;Dopo un avvio un po’ deludente in cui i giocatori hanno stentato a capire il “Fair-Play” del torneo (vedi mancanza degli arbitri e quindi auto-chiamate dei falli) le gare si sono incanalate con entusiasmo verso quel clima dello stare insieme e giocare a BASKET anche nel periodo estivo. Si sono viste le giocate di giocatori come Gigi Delli Carri e Onofrio Rubino, Roberto  Cancellieri e Donatello Grimaldi, Luca Iannone e Davide Traversa, Roberto Bozzi e Claudio Ivona, Mario Sicolo e Davide Perrelli; hanno mostrato le qualità i giovani di belle speranze come Gianluca Maietta, Beppe Antonelli e Fabio Pascazio; e si sono misurati con questi giocatori affermati gli atleti dell’Arx  che hanno cercato di apprendere qualcosa dal loro bagaglio tecnico&gt;&gt;. <br /><br /><i> <b>(Pubblicato su Il Quotidiano di Bari il 16 luglio 2010)</b> </i><br />]]></content>
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		<title>BASKET/Torna il classico appuntamento estivo dell’Arx</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img border="0" src="http://s6.imagestime.com/out.php/i477662_locandinaALFARO2010.jpg" width="190" height="117"><br /><br /><br /> <b> <center>Oggi  <i>(ndr.: il 31 giugno 2010)</i>  prende il via il trofeo “Al faro 2010”</center>  </b> <br /><br />BARI- Torna l’appuntamento estivo con il torneo organizzato dall’Arx e che si disputa, come di consueto, sul campo all’aperto di Via Tripoli, proprio sotto la possente costruzione del Faro.<br /><br />Il torneo, battezzato “Al faro 2010”, conserva la sua caratteristica open anche se, rispetto al passato, è stato costruito dando maggiore spazio agli atleti della società organizzatrice che, mentre nelle edizioni passate erano considerati alla stessa stregua di quelli provenienti da altri lidi, in questo caso ne rappresentano la caratteristica peculiare.<br /><br />Infatti, le sei squadre iscritte dovranno essere obbligatoriamente composte da almeno 5 atleti tesserati Arx, inoltre ogni formazione dovrà avere almeno un under (nato dal 1990 in poi), mentre potrà schierare al massimo due atleti che abbiano disputato l’ultimo campionato in serie C Regionale o in categorie superiori; altra caratteristica del torneo, anche questa fortemente voluta da Piero Di Turi, allenatore dell’Arx e organizzatore della manifestazione, sarà che le partite non vedranno la partecipazione di arbitri ufficiali, ma nella più vera tradizione dei play-ground saranno auto-arbitrate, per cui ci si affiderà, in puro spirito sportivo, alla cavalleria e alla correttezza dei giocatori in campo.<br /><br />Come già nell’edizione del 2007, coach Di Turi ha voluto battezzare la squadre partecipanti con nomi che rappresentano un tributo al mare: Brigantino, Caravella, Corvetta, Fregata, Galeone, Vascello.<br /><br />Il trofeo si svolgerà in tre fasi: nella prima le sei squadre si sfideranno in due gironi all’italiana con gare di sola andata, nella seconda ci saranno i play-off tra le prime due classificate di ciascun girone, e nella terza si svolgeranno le sfide finali per l’aggiudicazione del trofeo e delle piazze d’onore.<br /><br />La prima partita avrà inizio questa sera alle 20,30 quando a contendersi la palla a due (e di primi due punti in palio) saranno il Brigantino e la Caravella; gli incontri si disputeranno, uno per sera, tutti i giorni –esclusi il sabato e la domenica- sino al 14 luglio, data della finalissima per il primo posto.<br /><br />Ecco allora i roster delle sei formazioni:<br /><br /><b>BRIGANTINO:</b> Capasso B., Esposito D., Pascazio F., Perrelli D., Pontrelli F., Rizzo C., Sciacqua F., Sicolo M., Sicolo T.<br /><br /><b>CARAVELLA:</b> Bevilacqua F., Cipriani F., Guaragnella N., Iannone L., Loprieno M., Mummolo A., Paone A., Traversa D.<br /><br /><b>CORVETTA:</b> Aldini E., Antonelli G., Armenise A., Benedetto A., Cancellieri R., De Lello V., Favia A., Grimaldi D., Ladisa F., Musto C., Tarallo C.<br /><br /><b>FREGATA:</b> Delli Carri L., Ermito N., Minervino A., Panza B., Rubino O., Scarcia M., Valecce Massimo <br /><br /><b>GALEONE:</b> Bozzi R., De Feudis D., Ivona C., Mastrodonato G., Mongelli A., Monopoli G., Morelli E., Panebianco S., Saliani F.<br /><br /><b>VASCELLO:</b> Ciliero N., Cofano A., Magnifico G., Magrini L., Mandurino C., Pappalettere G., Patruno R., Ruggieri G.,  Sarcinelli G.<br /><br /><b> <i>(Pubblicato su Il Quotidiano di Bari il 30 giugno 2010)</i> </b><br />]]></content>
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		<title>BASKET/I ragazzi del Faro conquistano la serie D</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img border="0" src="http://s6.imagestime.com/out.php/i471698_1003589.JPG" width="190" height="117"><br /><br /><br /> <center> <b>Campionato di Promozione, play-off. <br />Arx - Brindisi: 56-50<br /></b> </center> <br /><br /><br />BARI- I ragazzi del Faro sfruttano il fattore campo e, vincendo una sofferta, emozionante, esaltante gara 2 dei play-off, approdano trionfalmente in serie D.<br /><br />La tribuna del PalaS.Girolamo è stracolma, molti sono i giocatori baresi venuti a tifare per i biancoblù e per omaggiare coach Di Turi (peccato per l’assolutamente ingiustificabile assenza di tutti i dirigente delle altre società baresi), il presidente Giannoccaro è seduto al tavolo, la musica in perfetto stile NBA durante il riscaldamento fa capire che sta per avere inizio un evento memorabile.<br /><br />Alla palla a due i locali sembrano contratti e sono costretti a subire il maggior tasso tecnico dei brindisini (Santacesarea, D’Alessi I. e Rotondo hanno calcato parquet delle categorie superiori) che prendono un leggero vantaggio, contenuto da una tripla di Morelli e dalle incursioni di Cipriani; dopo 5’ due bombe consecutive salentine creano il gap sul quale si chiude il primo quarto: 12-18.<br /><br />Nella seconda frazione non cambia il film della partita, con il Ferrini che con giocate di buona qualità allunga nel punteggio mentre i locali –che continuano a difendere sempre a uomo con grande aggressività- vivono un momento di grave difficoltà offensiva, durante il quale il canestro sembra irraggiungibile; coach Di Turi fa rifiatare Favia e manda in campo Sicolo, poi Ivona per Rizzo, la musica non cambia ed arriva l’intervallo lungo con un preoccupante -13.<br /><br />Alla ripresa delle ostilità l’Arx fa subito capire, con un paio di canestri consecutivi, di credere ancora nella vittoria ed il clima si fa subito incandescente; la rimonta sta appena iniziando quando Favia finisce a terra dopo un contatto, si teme per la sua caviglia ed è costretto a uscire, sostituito da Sicolo che non lo fa rimpiangere.<br /><br />De Lello e Morelli segnano punti pesantissimi, così come Cipriani che lotta come un leone (un paio di palloni vaganti lo vedono lottare steso per terra che pare un gladiatore); sono momenti di grande eccitazione, la difesa è ora impenetrabile, un parziale di 18-8 riporta l’Arx in partita all’ultimo mini-intervallo (42-45).<br /><br />Inizia il quarto decisivo, subito i baresi vanno in lunetta: 1/2 ed è 43-45; ora l’impresa è a portata di mano ma l’emozione fa brutti scherzi, perché per ben tre volte i biancoblù hanno il possesso per il pareggio che, però, non arriva.<br /><br />La difesa regge benissimo, ormai D’Alessio I. è tenuto a bada dai piccoli (è rientrato anche Favia), mentre l’età è una vera e propria condanna per Santacesarea e Rotondo che sono in chiaro debito d’ossigeno.<br /><br />Improvvisamente, la partita prende la sua svolta definitiva grazie a Capasso che diventa una furia incontenibile, effettua una penetrazione a ricciolo per segnare il canestro della parità, passano pochi secondi e va realizzare lo splendido canestro del +2 barese e nell’azione successiva viene fermato fallosamente mentre va in sottomano, quindi va in lunetta e segna 1/2, fissando il punteggio sul 48-45; il PalaS.Giacomo è in tripudio, ogni azione viene sostenuta dal tifo sempre più caldo.<br /><br />Il Brindisi prova a spendere le ultime energie per tornare in partita ma i ragazzi del Faro sono bravissimi a gestire la palla, De Lello intercetta due palloni decisivi, Favia dirige senza correre rischi, Morelli ritrova il tiro dalla lunga ed il sorriso, Cipriani continua a ringhiare su tutti i brindisi che gli passano vicino, Capasso è in completa tranche agonistica e sprona a mille compagni e pubblico.<br /><br />Mancano 45” e l’Arx è sul +6, Brindisi tira dalla linea dei 6,25 ma sbaglia, i baresi dovrebbero gelare il pallone, giocare al limite dei 24”, invece giocano veloce e sbagliano un passaggio, dando la possibilità agli ospiti di provarci ancora; il Ferrini, però, è alle corde e non segna più, questa volta i biancoblù mantengono la calma ed il possesso della palla sino al fischio della sirena che sancisce il trionfo sul campo, il trionfo sul campionato e la conquista di una meritata serie D.<br /><br />Inizia ora la festa, lo spumante scorre sul campo, tutti i giocatori indossano una maglia che porta sul retro i nominativi dell’intero roster, spunta anche un cartello con la scritta “grazie D cuore pierino” (ndr: pierino è coach Di Turi).<br /><br />ARX BARI – FERRINI BRINDISI: 56-50 (12-18; 24-37; 42-45; 56-50).  <br /><br />ARX BARI (all. Di Turi) 56: Favia 5, Capasso 11, Mastrodonato, Ivona 5, Armenise,  Morelli 13, De Lello 4, Cipriani 10, Sicolo 3, Rizzo 5.  <br /><br />FERRINI BRINDISI (all. Trabacca) 50: Santacesarea 9, D’Alessio I. 8, Cesi A. 3,     Roma 2, Cesi M., Colella 4, Campagnoli 10, Spinosa,  D’Alessio C. 7, Rotondo 6.<br /><br />Arbitri: Lucarella e Posa di Taranto.<br /><br /><i> <b>Pubblicato sul Quotidiano di Bari l’1 giugno 2010</b> </i><br />]]></content>
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		<title>BASKET/Promozione: conclusa la prima fase.</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img border="0" src="http://s6.imagestime.com/out.php/i469430_ArxBari.jpg" width="190" height="117"><br /><br /><br /> <center> <b>Angiulli e Arx ai play-off</b> </center> <br /><br /><br /><br /><br />BARI- Si è conclusa come meglio non poteva la prima fase del campionato di Promozione: infatti, alle spalle dello schiacciasassi Cerignola (24 vittorie su 24 gare disputate), promosso direttamente in serie D, si sono piazzate l’Angiulli e l’Arx che, quindi, hanno conquistato il diritto a partecipare ai play-off, dove contenderanno la promozione alla categoria superiore, rispettivamente, al Rutigliano ed al Ferrini Brindisi. <br /><br />Quindi, si può ben dire che la stagione delle due formazioni baresi è stata davvero esaltante, pregna di sfide dall’alto contenuto tecnico ed agonistico, spesso coronate dal bel gioco, con vittorie colte non solo davanti al pubblico amico ma anche in palazzetti (come Trani o Foggia) che storicamente hanno regalato molto poco ai visitatori di turno. <br /><br />L’ottimo piazzamento al termine della regular season è il frutto di una combinazione di elementi tutti molto significativi: i giocatori che si sono messi a completa disposizione per cogliere un obiettivo non certo facile, le dirigenze ed i due allenatori, Zotti per l’Angiulli e Di Turi per l’Arx, capaci di dare un senso tattico anche nei momenti più difficili, quando la smania di recuperare rischiava di prendere il sopravvento. <br /><br />Ora non resta che affrontare l’ultimo ostacolo, il più difficile ma anche quello che potrebbe dare le maggiori soddisfazioni. <br /><br />I play-off che si stanno avvicinando si disputeranno in un unico turno al meglio delle tre gare, per cui la vincente di ciascuno scontro diretto l’anno prossimo parteciperà al campionato di serie D. <br /><br />L’Angiulli se la dovrà vedere con il Rutigliano, sapendo di avere il vantaggio di poter disputare al tensostatico La Sala l’eventuale partita di spareggio; i giocatori agli ordini di Zotti giocheranno non solo per la gloria personale ma per riportare la Società in una categoria più consona al proprio blasone ed alla propria storia. <br /><br />L’Arx (nella foto), avrà un impegno un po’ più ostico perché, oltre ad avere lo svantaggio della terza partita in trasferta, è noto che le squadre brindisi sono sempre ossi duri da affrontare e non regalano mai niente a nessuno. <br /><br />L’ora della verità, comunque, è ormai prossima (sabato 22 maggio si disputerà gara, il 30 maggio gara 2, mentre il 6 giugno l’eventuale gara 3), per cui non resta che dire in bocca al lupo ed aspettare fiduciosi il verdetto dei campi.<br /><br /><i><b>Pubblicato sul Quotidiano di Bari il 20 maggio 2010</b></i><br />]]></content>
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		<title>Calciopoli: la strana difesa di Moggi</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img border="0" src="http://s6.imagestime.com/out.php/i464705_imagesCA76S7AS.jpg" width="190" height="117"><br /><br /><br /> <center> <b>“Sì, ho sbagliato, ma in tanti hanno tentato di farlo”</b> </center> <br /><br /><br /><br />BARI- Nel processo, denominato Calciopoli, che si sta tenendo dinanzi al Tribunale di Napoli il maggiore imputato, Luciano Moggi, ha scelto una linea difensiva che, francamente, appare tecnicamente molto poco produttiva se non addirittura controproducente (nel senso che potrebbe determinare la presentazione di denunce per calunnia nei suoi confronti).<br /><br />In sostanza cosa dice l’imputato: Sì, è vero ho sbagliato, ma in tanti hanno tentato di fare quello che io stavo facendo; quindi, se tutti hanno commesso un reato, perché devo pagarne le conseguenze solo io?<br /><br />Ebbene, questo tipo di difesa non crediamo che possa portare da nessuna parte, perché l’imputato, se vuole essere assolto, deve provare di non aver commesso il reato ascrittogli, ma dalle sua scelte processuali questa prova non viene in nessun modo evidenziata.<br /><br />Moggi tende a far credere che altri, ed i dirigenti dell’Inter in particolare, abbiano tentato di avere dei benefici attraverso contatti con il designatore degli arbitri.<br /><br />A parte il fatto che, come da tutti già immediatamente rilevato, non c’è corrispondenza tra le affermazioni di Moggi e la reale trascrizione della telefonata da questi indicata, ci pare che ben diversa sia la posizione soggettiva di Facchetti e di Moggi: il Presidente dell’Inter, ove mai le affermazioni dell’imputato dovessero essere esatte, avrebbe semplicemente richiesto l’arbitraggio di Collina, del miglior arbitro al mondo, non di uno qualunque pronto a prostrarsi ai piedi del potente di turno!<br /><br />Moggi, invece, ha cercato di ottenere arbitri partigiani nelle partite della Juve e pro-bianconeri in quelle delle dirette concorrenti per lo scudetto; ha sequestrato l’arbitro Paparesta, reo di aver “sfavorito” la squadra torinese, di modo che per il futuro sapesse bene come comportarsi; ha commesso tutta una serie di attività completamente estranee al concetto di lealtà sportiva che hanno costretto la Federazione a punire la squadra più titolata d’Italia, comminando infine una sanzione concordata proprio con la Juventus, che ha proposto ed ottenuto, per così dire, una sorta di patteggiamento (che le è valso ad evitare una sanzione ben più pesante di quella poi effettivamente scontata).<br /><br />Ma, tornando agli effetti che le nuove trascrizione delle intercettazioni potranno avere sul processo, riteniamo che non ce ne saranno (ripetiamo, queste intercettazioni non possono essere utilizzate come esimenti di un comportamento eventualmente ritenuto criminoso) o che, al massimo, nella peggiore delle ipotesi (che, comunque, riteniamo alquanto improbabile vista la inconsistenza delle affermazioni riscontrate), potrebbero convincere il Pubblico Ministero a trasmettere gli atti alla Procura al fine di verificare la opportunità di aprire un altro fascicolo (per altro reato) a carico di terzi soggetti estranei al procedimento in corso.<br /><br />Quindi, qual è l’obiettivo della strategia dell’imputato Moggi?<br /><br />Voler sollevare un polverone, con la speranza di creare turbamento nell’animo del Giudice?<br /><br />Voler creare una sorta di sollevazione popolare per affermare (Berlusconi docet) che la Magistratura non ha il potere di sovvertire quello che il popolo ha stabilito (l’assoluzione di Moggi perché egli ha agito –comunque meglio e con migliori risultati degli altri- così come tutti i dirigenti delle altre squadre avrebbero voluto)?<br /><br />Non lo sappiamo, ma è certo che la strategia scelta processualmente appare quanto meno strana, non cercando in alcun modo quello che nei film polizieschi veniva chiamato l’alibi (l&#039;alibi è l&#039;&quot;altro luogo&quot; in cui si trovava un individuo nel momento in cui avviene il delitto di cui è sospettato).<br /><br />Fatto stà che l’imputato Moggi i primi risultati li ha già ottenuti: tutti i media sono tornati ad occuparsi di lui come ai tempi in cui teneva ben stretto nel pungo il mondo del calcio italiano e la tifoseria juventina si è ricompattata nella richiesta di togliere lo scudetto all’Inter.<br /><br />Crediamo che tutto, infine, si risolverà con la giusta condanna dell’imputato perché siamo certi che il Giudice Maria Teresa Casoria saprà ben riconoscere (e, quindi, sanzionare) le effettive responsabilità di Moggi (e ricordiamo che oggetto d’indagine sono solo le attività più recenti, in quanto quelle precedenti sono ormai da tempo prescritte).<br /><br /><b><i>(Pubblicato sul Quotidiano di Bari il 15 aprile 2010)</i></b><br />]]></content>
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		<modified>2010-04-18T00:00:00Z</modified>
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		<title>BASKET/ Siamo appena ad aprile ma tutto (o quasi) è stato già deciso</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img border="0" src="http://s6.imagestime.com/out.php/i463888_DomenicoChiumaruloridotto.jpg" width="190" height="117"><br />(nella foto: Domenico Chiumarulo)<br /><br /><br /><center> <b>Solo l’Adria può continuare a sperare</b> </center> <br /><br /><br />BARI- Che la pallacanestro barese stia vivendo un momento di estrema modestia viene confermato dal fatto che le nostre squadre di vertice hanno già concluso la propria stagione già a fine marzo: infatti il CUS ha chiuso all’ultimo posto in serie B dilettanti, restando escluso dalla fase ad orologio e “conquistando” la salvezza solo in virtù della radiazione che ha colpito il Siracusa, mentre le Pink hanno vinto il gironcino a cinque valido per la permanenza nel campionato di serie B/eccellenza femminile. <br /><br />Da rimarcare la mediocrità del campionato degli Universitari, capaci di conquistare la miseria di 10 punti, con un roster senza futuro e, quel che è peggio, privo di giocatori baresi, in contrasto con quello che era stato il trand dei recenti anni migliori, quelli che hanno portato pubblico ed entusiasmo al Lungomare Starita, quando in campo scendeva un manipolo di atleti locali (Ciocca, i fratelli De Feo, Chiumarulo, Ambruoso, Favia, Cancellieri) che faceva da traino a tutto il movimento giovanile (che, invece, a conseguenza della attuale politica cussina, è praticamente svanito, dissolto). <br /><br />E la crisi viene confermata anche dai miseri risultati colti dalle tre formazioni baresi che partecipano al campionato di serie D: a quattro turni dal termine della stagione, i due posti destinati alla retrocessione sono già matematicamente occupati da due di queste squadre; al momento paiono destinate a scendere di categoria i Bulls e la Cestistica, ma la Don Don Bosco, che attualmente ha quattro punti in più delle cugine (ferme a quota 6!) non può certamente dormire sonni tranquilli, anche perché sono ancora da disputare proprio gli scontri diretti tra le tre concorrenti. <br />Insomma saranno tre derby da brivido ma con la consapevolezza che, alla fine, se ne salverà solo una. <br /><br />Veniamo ora alle uniche note liete della stagione. <br /><br />L’Adria, quando mancano quattro giornate al termine della regular season, ha già conquistato il diritto a partecipare ai play-off che regaleranno una promozione alla serie C Dilettanti (l’altro posto è già stato conquistato dallo Juve Trani). <br /><br />Per la formazione di coach Gaeta l’opportunità è davvero ghiotta, anche perché la squadra ha disputato un ottimo campionato, dimostrando di saper superare anche le avversità più importanti, come il grave infortunio che ha colpito Chiumarulo (stagione finita per lui). <br /><br />Tutti i tifosi baresi baresi sono pronti ad assiepare il PalaCarrassi nella speranza di poter assistere all’unico risultato in grado di riequilibrare la brutta stagione del basket barese: il salto nell’ultimo campionato nazionale della società del presidente Bernardi. <br /><br />Anche l’Arx sta vivendo una bella stagione da protagonista nel campionato di Promozione, dove attualmente occupa il secondo posto alle spalle del fortissimo Cerignola; mancano sei gare al termine della prima parte del campionato e, quindi, il discorso è ancora aperto ma non è detto che i ragazzi del Faro non possano continuare a fare bene. <br /><br />Ed ancora l’Arx fa la sua bella figura nel campionato di Prima Divisione, anche qui occupando meritatamente la seconda piazza, appena dietro il Mola; non riesce, invece, ad imitarne le gesta ed i risultati lo Japigia, terza forza del Gruppo Pallacanestro Bari (che comprende anche Adria e Don Bosco), costretto ad occupare le posizioni di coda dello stesso girone. <br /><br /><b><i>(pubblicato sul Quotidiano di Bari il 10 aprile 2010)</i></b><br />]]></content>
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		<title>Lettera al Commisario Cittadino dell&#039;Italia dei Valori</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img border="0" src="http://s6.imagestime.com/out.php/i463176_16446100998196595557100000561318866251387454913s1.jpg" width="190" height="117"><br /><br /> <center> <b>E&#039; arrivata l&#039;ora di iniziare a fare chiarezza</b> </center> <br /><br />Caro Mimmo Guido, ho letto appeno su Barilive un tuo intervento sulla situazione della Giunta; concordo quando affermi che l&#039;Italia dei Valori non ne è rappresentata, ma non comprendo affatto il tuo interessamento in difesa della lista civica Moderati per Emiliano (come se questa non sappia tutelarsi da sola), come se non sapessimo che, sino a quando non si scioglierà il nodo della presenza al suo interno del nostro consigliere regionale Olivieri, si pone tra l&#039;IdV e questa lista un grave ed imbarazzante problema stante quella che ritengo la incompatibilità derivante dalla presenza del predetto in entrambe le formazioni politiche.<br /><br />Certo, Olivieri, come trionfalmente -e giustamente- comunica proprio sul sito dei Moderati per Emiliano, ha ricevuto ben 14.695 voti nell&#039;ultima consultazione regionale, ma ciò non significa che egli non DEBBA scegliere chiaramente da che parte stare e che, addirittuta, il Commissario Cittadino dell&#039;Italia dei Valori debba assumersi l&#039;onere di intervenire anche in difesa di altre forze politiche all&#039;interno della difficile dialettica interna alla Giunta in occasione di un più che probabile rimpasto.<br /><br />In attesa di conoscere da te i motivi di questo tuo intervento, ti abbraccio.]]></content>
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		<title>Complimenti ed auguri a Lorenzo Nicastro</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img border="0" src="http://s6.imagestime.com/out.php/i462329_images11.jpg" width="190" height="117"><br /><br /><br />  <center> <b>Pensieri post-elettorali</b> </center> <br /><br /><br /><br />Sono terminati gli scrutini di questa ennesima consultazione elettorale e cerco di fare un’analisi del risultato, sotto ogni punto di vista.<br /><br />L’Italia dei Valori ha ottenuto 127.865 voti su base regionale, pari al 6%, mentre nelle circoscrizione elettorale di Bari e Provincia ha ottenuto 49.433 voti, pari all’8%; di questi  49.433 voti ben 14.695 sono andati a Giacomo Olivieri, seguito –ma non a ruota- dal secondo più suffragato Lorenzo Nicassio (persona onesta e che stimo profondamente, a cui rinnovo di cuore i miei complimenti per l’ottimo risultato e gli auguri di buon lavoro negli incarichi che si appresta a ricoprire) con 4.044.<br /><br />La prima considerazione, abbastanza evidente, è che l’IdV ha conseguito l’ottimo risultato nel barese esclusivamente in virtù dell’exploit di Olivieri (che, comunque, era prevedibile, visto che lo stesso puntava esplicitamente al raggiungimento delle 20.000 preferenze) e che, senza questo bottino, si sarebbe allineato al risultato conseguito nelle altre province (6%).<br /><br />La prova del nove riviene dal fatto che Nicastro, capolista e candidato “ufficiale” del partito, sia pur ottenendo un ottimo successo personale, ha avuto ben 10.651 voti meno di Olivieri.<br /><br />Ma perché un partito che sembra trovare grande apprezzamento da parte dell’elettorato poi, al momento della verità, non riesce a decollare e si trova costretto a sfruttare le performance dei “cavalli di razza” (ieri Pisicchio oggi Olivieri) che gli si avvicinano, ben sapendo, però, che non si tratta di amore per gli ideali del partito ma di mera opportunità elettorale e brame di successivi incarichi (e la questione Pisicchio dovrebbe insegnarci qualcosa, così come mi è giunta voce che Olivieri si presenti alla gente come il futuro assessore alla sanità della Regione)?<br /><br />Io sono convinto che l’Italia dei Valori a Bari e provincia (non conosco le altre realtà locali e quindi oltre non mi esprimo), possa tranquillamente raggiungere la soglia del 10%, sol che ci fosse una diversa legge elettorale, del tipo di quella tanto vituperata che regolamenta il voto per la Camera, abolendo, quindi, il voto di preferenza.<br /><br />Lo so che molti penseranno che stia dicendo un’eresia ma, giorno dopo giorno, mi sto convincendo che il voto “bloccato” di lista sia l’unico modo per ridare vita alla politica, evitando i personalismi e gli arrivismi di vario tipo, riducendo enormemente le spese elettorali che oggi vengono impegnate non al fine di promuovere il partito, ma unicamente per sottrarre voti agli altri candidati del proprio raggruppamento.<br /><br /><br />Mi sono chiesto, infatti, a quanti comizi siamo stati invitati a partecipare, quante manifestazioni di piazza ha organizzato l’Italia dei Valori, se il partito ha costituito un comitato elettorale centrale di modo da organizzare la campagna per il voto, quanti interventi pubblici sono stati organizzati per diffondere il programma dell’Italia dei Valori?<br /><br /><b>Niente di tutto questo!</b><br /><br />Come si è svolta la campagna elettorale dell’IdV?<br /><br />I candidati non sono andati a cercare i voti degli indecisi, dei simpatizzanti o di partiti e movimenti affini (ad esempio, i grillini o gli appartenenti alle aree del malcontento) dei disoccupati, dei lavoratori delle periferie messi in cassa integrazione o in disperata attesa della sua concessione, che, pure, avevano avuto il sostegno e l’interessamento dei nostri politici nazionali, ma sono andati nei luoghi in cui già c’erano voti sicuri (nei circoli dei paesi) per accaparrarseli a dispetto della concorrenza interna!<br /><br />E i soldi, tanti soldi in parecchi casi, come sono stati spesi?<br /><br />Nella maggior parte dei casi in maniera esageratamente personalizzata, senza cercare di essere un vero traino al partito, ai suoi valori, al suo programma; in un caso, poi , sembrerebbe che si sia spesa una quantità enorme di denaro (si parla di alcune centinaia di migliaia di euro), per di più in maniera imbarazzante se non illecita (mi è giunta voce sicura di biglietti per lo stadio in occasione di Bari-Sampdoria “regalati” in cambio di un voto).<br /><br />Se lo stesso establishment del partito a pochissimi giorni dalle votazioni ha esplicitamente parlato di voto di scambio da parte di un nostro candidato (mi riferisco al botta e risposta tra Zazzera e Cagnazzo su FaceBook), mi chiedo perché mai il Partito non sia intervenuto e non intervenga con durezza e decisione; ecco, penso che proprio questa impasse nel prendere decisamente posizione contro chi, anche al nostro interno, contravvenga alle regole sia uno degli ostacoli più importanti alla “esplosione” del nostro Partito.<br /><br />Non vorrei che oggi si ripetesse quanto già visto nei mesi passati con la incerta, contraddittoria e controproducente gestione del caso Pisicchio (ricordo, per chi non lo sapesse o non ne avesse memoria, che Pisicchio si trova ancora oggi ad essere Vice-Sindaco in quota IdV nonostante ne fosse ormai uscito, in pratica, dal giorno dopo la proclamazione degli eletti al Comune di Bari).<br /><br /><br />E poi, mi sembra così assurdo che una campagna elettorale costi, in totale per ciascuna regione, alcuni milioni di euro quando poi non si trovano soldi per aiutare le aziende in crisi, per realizzare alloggi di edilizia pubblica, per la solidarietà sociale, per l’abbattimento delle barriere architettoniche, per gli sport minori.<br /><br />Allora, e ritorno al punto focale dei miei pensieri post-elettorali, mi chiedo (e mi piacerebbe conoscere il pensiero di chi mi legge): non sarebbe meglio abolire il voto di preferenza, delegando ai partiti l’organizzazione della lista, e quindi impostare le campagne elettorali solo sui programmi e sulle ideologie, mettendo fine a questo disgustoso elemosinare, mercanteggiare, comprare, i voti?<br /><br /><b>Io ne sono convinto e sono convinto che pensarlo non sia un’eresia!</b><br /><br /><br />]]></content>
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		<issued>2010-03-31T00:00:00Z</issued>
		<modified>2010-03-31T00:00:00Z</modified>
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		<title>Coach Macellaio dà una bella lezione di sportività</title>
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		<content type="text/html" mode="escaped"><![CDATA[<img border="0" src="http://s6.imagestime.com/out.php/i462005_GinoMacellaio4.jpg" width="190" height="117"><br />(nella foto: Gino Macellaio)<br /><br /> <center> <b>BASKET/Serie D. Rainbow - Bulls: 73-67</b> </center> <br /><br /><br />BARI- Nel giorno della salvezza praticamente conquistata dalla Rainbow, la copertina va a coach Macellaio che compie un gesto di grande sportività: all’inizio del secondo quarto gli arbitri (assecondando l’indicazione degli ufficiali di campo) vogliono che il gioco cominci con la rimessa dei padroni di casa, ma l’allenatore del Valenzano, ricostruendo correttamente la dinamica dell’azione conseguente la palla a due, concede la palla agli avversari, tra gli applausi del pubblico.<br /><br />La partita è stata ben giocata dalle due formazioni, emozionante sino all’ultimo, capace di divertire il pubblico presente sugli spalti.<br /><br />Ecco gli starting five: Roca, Lomoro, Campanile, Traversa e De Santis  per i bianchi e Lucarelli, Di Maso, Mongelli, Antonelli ed Esposito per i blu; i locali si piazzano subito a zona 2-3 (difesa che non abbandoneranno mai nel corso dell’incontro), mentre i Bulls scelgono la box-and-one (con Mongelli incollato a Lomoro).<br /><img border="0" src="http://s6.imagestime.com/out.php/i462006_TerenzioLomoro3.jpg" width="190" height="117"><br />(nella foto: Terenzio Lomoro)<br /><br />L’inizio è parecchio equilibrato, anche se i viaggianti mostrano la ormai nota idiosincrasia all’attacco alla zona; il punteggio rimane molto basso, poi quattro triple di fila consentono l’allungo alla Raimbow (16-11).<br /><br />Detto del siparietto all’inizio del secondo quarto, ecco che improvvisamente cambia la dinamica della gara, con i blu che alternando buone azioni da sotto (Antonelli) ad altre dal perimetro (Di Maso, Mongelli e Panebianco) <br /><img border="0" src="http://s6.imagestime.com/out.php/i462007_SebastianoPanebianco.jpg" width="190" height="117"><br />(nella foto: Sebastiano Panebianco)<br />fanno i break; la partita sembra indirizzarsi nettamente in favore degli ospiti (che toccano il +8) sino a quando coach Maffia, stranamente, decide di liberare Lomoro dalla morsa in cui era stato costretto sino ad allora, optando per la zona 2-3, che consente ai locali di tornare a respirare.<br /><br />Arriva l’intervallo sul punteggio di 27-30.<br /><br />Alla ripresa delle ostilità non cambia il film della partita, coach Macellaio continua ad attingere molto dalla panchina, ottenendo bei contributi di gioco e punti da Laurentaci (due bombe consecutive) e Iacovelli, mentre nei baresi sono ancora Mongelli (che segna, tra l’altro, il 1000simo punto della sua ancor giovane carriera)<br /><img border="0" src="http://s6.imagestime.com/out.php/i462010_AntonelloMongelli.jpeg" width="190" height="117"><br />(nella foto: Antonello Mongelli)<br /> e Panebianco (autore di ben quattro triple nella serata) a mettersi in mostra; si chiude il parziale con i Bulls ancora avanti: 45-51.<br /><br />L’ultimo tempo di gara vede i locali subito molto determinati a ricucire il gap, ma i baresi sembrano in grado di contenere il tentativo di rimonta.<br /><br />Le cose cominciano a cambiare quando la situazione falli comincia a diventare pesante per gli ospiti: Di Maso, Mongelli e Esposito giocano gravati ciascuno di 4 falli; coach Maffia richiama in panca Di Maso, ma dopo un paio di azioni Esposito commette il quinto fallo, la guardia allora rientra in campo ma è giusto un attimo: quinto fallo anche per lui.<br /><br />Macellaio ora rimanda sul parquet Lomoro per avere il controllo dei minuti finali grazie all’esperienza ed alla tecnica del “vecchio” play, mentre sull’altro fronte, Maffia si affida al giovanissimo Ursi.<br /><br />I Bulls ora ricorrono al fallo sistematico, ma la Raibow in lunetta è precisissima, Traversa <br /><img border="0" src="http://s6.imagestime.com/out.php/i462012_DavideTraversa2.jpg" width="190" height="117"><br />(nella foto: Davide Traversa)<br />ne piazza 6 di seguito ed arriva il vantaggio dei locali.<br /><br />Inizia la battaglia delle panchina, vengono chiamati cinque time-out nel giro di 2’; mancano 16” quando il punteggio è di 69-67, ma questa volta non arriva il time-out.<br /><br />Mongelli supera la metà campo, avrebbe lo spazio per il tiro da 3 ma preferisce servire Antonelli nell’area pitturata, il passaggio, però, non si completa e Laurentaci si invola a realizzare il canestro del +4 che sembra suggellare la vittoria (e, difatti, così sarà).<br /><br />I Bulls provano a fermare il cronometro con altri due falli (solo ora arriva l’ultimo time-out ospite), che, però, servono soltanto a rimpinguare di altri due punti il bottino del Valenzano, che, al fischio della sirena, può festeggiare la permanenza conquistata con ben quattro giornate di anticipo rispetto al termine del torneo.<br /><br />A fine gara coach Maffia non nasconde l’amarezza per la sconfitta: &lt;&lt;Eravamo ad un passo dalla vittoria; purtroppo, però, nei momenti caldi dell’incontro ci è mancato quel pizzico di lucidità, e di serenità, per portare a termine l’impresa&gt;&gt;.<br /><br />Di tutt’altro tenore la situazione sull’altro fronte, con Macellaio che, nonostante una camicia completamente intrisa di sudore, ostenta una più che lecita soddisfazione: &lt;&lt;Abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, la salvezza. Oggi ho avuto a disposizione tutta la rosa (anche se Lomoro era a corto di allenamenti) e si è visto cosa può fare questa squadra. Se avessimo avuto meno infortuni, avremmo disputato un campionato di media classifica&gt;&gt;. <br /><br /><b>RAINBOW VALENZANO - BULLS BARI: 73-69 (16-11; 27-30; 45-51; 73-69).   <br /><br />RAINBOW VALENZANO</b> (all. Macellaio) 73: Palladino 6, Iacovelli 7, Roca 11, Mele 1, Lomoro 7, Campanile 11, Laurentaci 13, Traversa 12, Vincotto, De Santis 5. <br /><br /><b>BULLS BARI</b> (all. Maffia) 69: Lucarelli 6, Di Maso 6, Mongelli 20, Panebianco 13, Banfi, Piccolino, Antonelli 18, Esposito 2,  Ursi 2, Musella. <br /><br />Arbitri: Di Bari di Noicattaro e Todisco di Putignano. <br />]]></content>
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