Giacinto Forte eletto nuovo Coordinatore della Provincia di Bari dell'IdV 



IL MIO INTERVENTO CONGRESSUALE




Amici, finalmente siamo riuniti in questo congresso e possiamo dare vita a un partito nuovo, capace di dare voce alle istanze della base, a un partito che sappia essere un esempio di democrazia, a un partito che sappia prestare orecchio alle problematiche della gente, a un partito che operi nella comunità e per la comunità senza pensare esclusivamente alle poltrone da occupare.

Ma, purtroppo, prima di tutto, ci sono delle cose a cui non avrei mai voluto assistere, delle cose che non avrei mai voluto dire ma che, purtroppo, adesso è il caso di dire pubblicamente.

Non avrei mai voluto dire, ma devo dire, che nelle ore precedenti a questo congresso sono arrivate a me e ad altri amici telefonate che non esito a definire minacciose: siamo stati esplicitamente invitati a ritirare la mozione che oggi presentiamo perché, diversamente, noi saremmo politicamente morti, saremmo stati fatti fuori da ogni possibilità di continuare a fare politica all’interno dell’Italia dei Valori.

Non avrei mai voluto dire, ma devo dire, che in quelle telefonate l’interlocutore si è dichiarato di essere, assieme ad un paio di suoi pari compari, la personificazione del partito del quale è anche il vero proprietario.

Non posso esimermi dal riferire che ho ritenuto e ritengo che quelle telefonate sono state fatte nel più puro stile mafioso.

Non avrei mai voluto dire, ma devo dire, che i tabulati contenenti l’elenco dei tesserati sono giunti, come mi ha dichiarato per iscritto l’Onorevole Rota, oltre due mesi e mezzo fa, mentre nella segreteria regionale hanno dichiarato che erano giunti da una decina di giorni e si sono financo rifiutati di consegnarli ai tesserati, consentendo solo la lettura sul monitor di un foglio excel contenente ben 1280 nominativi!

Ma non è tutto, perché, quei tabulati, invece, erano nella disponibilità di qualcuno, evidentemente un po’ più uguale (o meno uguale) degli altri.

E a riprova di tanto c’è il fatto che anche io sono riuscito ad entrare in possesso dei tabulati, sia pure in maniera poco ortodossa; ma, a differenza di altri, li ho dati a chiunque me li ha chiesti!

Non avrei mai voluto dire, ma devo dire, che gente che avevo sempre ritenuto corretta e meritevole di apprezzamento, improvvisamente si è dimostrata falsa, incoerente e arrivista.

Senza nascondermi dietro un dito, mi riferisco a Franco Pagano che, dopo aver lavorato per giorni, per settimane, alla stesura di una mozione unitaria, quella che oggi può essere definita la mozione Forte, improvvisamente ha cambiato bandiera schierandosi da un’altra parte.

Ma non è il voltabandiera che mi ha addolorato, quanto il fatto che il signor Pagano per giorni, per settimane, ha pubblicamente duramente criticato il coordinatore regionale Zazzera, incapace di svolgere il suo doppio ruolo (essendo egli anche parlamentare), per giorni, per settimane, ha urlato: Zazzera se ne deve stare a casa!, e poi, che fa, diventa il candidato voluto proprio da Zazzera!

Quello che più mi ha colpito è che il signor Pagano, alle ore 18,30 del 21 luglio (mercoledì scorso) aveva partecipato alla unanime nomina del candidato Giacinto Forte e alla stesura della lista correlata, affermando, alla presenza di oltre venti persone, che egli avrebbe sottoscritto la mozione Forte ma, poi, inspiegabilmente, alle ore 20,00, al momento di mettere la propria firma, ripeto inspiegabilmente, il signor Pagano risultava essersi allontanato dalla sede del partito.

Alla mezzanotte, alcune telefonate ci informavano della candidatura di Pagano nella veste di candidato ufficiale dell’establishment del partito!

Sento ora il bisogno di fare un passo indietro nel tempo, tornando alle ultime elezioni regionali; Non avrei mai voluto dire, ma devo dire, che l’assurda querelle Vendola (prima trattato come il peggiore degli avversari e poi diventato come per incanto il migliore degli alleati) è stata gestita non solo in modo politicamente indecente ma, per di più, in maniera assolutamente egocentrica dalla dirigenza del partito che non ha mai ritenuto di chiedere alla propria base quale fosse il proprio pensiero in merito.

Si è andato avanti per mesi in maniera scriteriatamente sconclusionata, così come pure allo stesso modo è stata gestita la questione Olivieri (e meno male che oggi si è risolta, ma non perché il partito abbia deciso qualcosa, ma solo perché è stato proprio Olivieri ad andarsene).

E lasciamo stare la questione Pisicchio, perché altrimenti dovremmo andare troppo indietro nei nostri ricordi.
Ma noi, comunque, non dimentichiamo!

Quelli che ho appena descritto sono gli esempi macroscopici di un modo vecchio di fare politica, che noi dell’Italia dei Valori non condividiamo e non accettiamo.

Se avessi voluto fare questo tipo di politica sarei entrato in un altro partito, ne avrei ricavato sicuramente di più.
Se l’IdV diventa come gli altri perché mai dovrebbe ricevere il voto della gente?

Allora c’è che bisogna fondare un partito nuovo, che faccia una politica partecipata, partendo dal basso, che non sia verticistico, che non pensi alle poltrone, che non accolga in sé l’affarista di turno, che rispetti le minoranze e la gente.

C’è bisogno di creare un nuovo gruppo dirigente, capace di lavorare seriamente partendo anche dalle cose più piccole, come ad esempio disporre l’immediato trasloco della sede in un sito accessibile ai disabili, evitando il ripetersi della penosa scena che si replica ogniqualvolta io debba partecipare ad una riunione, portato di peso sulle scale da quattro poveri volenterosi.

E non mi si può venire a dire che è stato già fatto un trasloco due anni fa, che non sono soldi:
BALLE!


I soldi ci sono e, se non ci sono, si devono trovare.

BASTA!


E’ finita l’ora delle prese in giro!

Venendo al contenuto generale della mozione che vado a sostenere, è evidente lo spirito che traspare alla ricerca di democrazia, trasparenza, competenza, partecipazione.

Basta ai doppi incarichi, basta ai colpi di teatro ideati nelle segrete stanze di via Calefati, basta alla mancata conoscenza tra di noi tesserati, mancata conoscenza voluta fortemente dall’attuale dirigenza locale.

Vogliamo sapere che fine fanno i soldi che giungono al partito nei modi previsti dallo statuto e dalla legge, vogliamo un’anagrafe accessibile a tutti (anche con preventiva accettazione ai fini della privacy all’atto del tesseramento) degli iscritti, diciamo basta ai commissariamenti, agli incarichi piovuti dall’alto, diamo inizio ad una nuova vita all’interno dell’Italia dei Valori.

Amici, siamo di fronte ad un punto cruciale del nostro futuro politico: non perdiamo l’occasione di essere noi gli artefici del nostro destino, evitiamo che siano gli altri a muovere i fili nel teatrino delle marionette.

Se sono qua, è perché credo ancora nell’intelligenza degli uomini, perché potrei dare la vita per difendere la democrazia, perché io ho valori sani da difendere e da condividere.

Francesco Mongelli (segretario del Circolo Rosario Livatino – Bari), 24 luglio 2010


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BASKET/Ed ora … non resta che aspettare la Nazionale 



La Fregata conquista il trofeo “Al faro 2010”



BARI- Si è concluso con il trionfo della Fregata il Trofeo “Al faro 2010”, organizzato dall’Arx; ora tutti in vacanza, ma solo per pochi giorni, giacchè il 2 agosto nel rinnovato (e finalmente agibile alla cittadinanza ed allo sport) PalaFlorio prenderà il via il torneo di qualificazione per i prossimi campionati europei, che vedrà la nostra Nazionale targata Pianegiani sfidare nell’ordine Israele, Finlandia, Lettonia e Montenegro.

Tornando al torneo barese, la Fregata, capitanata da Gigi Delli Carri, ha avuto la meglio con il punteggio di 89-84 sul Brigantino guidato da Mario Sicolo (che, comunque, ha avuto la soddisfazione di essere premiato come miglior giocatore della manifestazione); a seguire si sono classificate, nell’ordine, Corvetta, Caravella, Galeone e Vascello.



Quindi un applauso ai vincitori ma anche, nel più puro spirito sportivo che proprio l’Arx incarna, a tutte le formazioni ed a tutti i giocatori, dai più blasonati ai meno noti, dai più esperti ai più giovani, che hanno partecipato al torneo per il solo gusto di continuare a giocare a pallacanestro anche d’estate, anche di sera con poca luce, anche quando fa caldo, anche quando la fidanzata mette il muso perché preferirebbe uscire; sono questi ragazzi che continuano a farci amare questo meraviglioso sport a dispetto di tutto quello che combinano i dirigenti, gli allenatori e tutti quei personaggi che girano intorno alle nostre squadre senza riuscire a realizzare quasi mai qualcosa di buono.

Sono stati, dunque quindici giorni di buon basket giocato all’aperto di fronte al nostro mare, che hanno visto la partecipazione di oltre sessanta atleti locali, desiderosi di divertirsi, sempre, però, puntando alla vittoria.

Ha avuto successo anche la scelta dell’organizzatore della manifestazione, Piero Di Turi, di far disputare le partite senza la partecipazione degli arbitri (eccezion fatta per la finale, che ha visto la presenza dello “storico” fischietto Rino Di Bari) ma lasciando che i giocatori in campo si chiamassero da soli i falli, come avviene nei play-ground.

Soddisfatto di queste due settimane di sano sport ed agonismo, e non poteva essere diversamente, Di Turi: <<Dopo un avvio un po’ deludente in cui i giocatori hanno stentato a capire il “Fair-Play” del torneo (vedi mancanza degli arbitri e quindi auto-chiamate dei falli) le gare si sono incanalate con entusiasmo verso quel clima dello stare insieme e giocare a BASKET anche nel periodo estivo. Si sono viste le giocate di giocatori come Gigi Delli Carri e Onofrio Rubino, Roberto Cancellieri e Donatello Grimaldi, Luca Iannone e Davide Traversa, Roberto Bozzi e Claudio Ivona, Mario Sicolo e Davide Perrelli; hanno mostrato le qualità i giovani di belle speranze come Gianluca Maietta, Beppe Antonelli e Fabio Pascazio; e si sono misurati con questi giocatori affermati gli atleti dell’Arx che hanno cercato di apprendere qualcosa dal loro bagaglio tecnico>>.

(Pubblicato su Il Quotidiano di Bari il 16 luglio 2010)


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BASKET/Torna il classico appuntamento estivo dell’Arx 



Oggi (ndr.: il 31 giugno 2010) prende il via il trofeo “Al faro 2010”


BARI- Torna l’appuntamento estivo con il torneo organizzato dall’Arx e che si disputa, come di consueto, sul campo all’aperto di Via Tripoli, proprio sotto la possente costruzione del Faro.

Il torneo, battezzato “Al faro 2010”, conserva la sua caratteristica open anche se, rispetto al passato, è stato costruito dando maggiore spazio agli atleti della società organizzatrice che, mentre nelle edizioni passate erano considerati alla stessa stregua di quelli provenienti da altri lidi, in questo caso ne rappresentano la caratteristica peculiare.

Infatti, le sei squadre iscritte dovranno essere obbligatoriamente composte da almeno 5 atleti tesserati Arx, inoltre ogni formazione dovrà avere almeno un under (nato dal 1990 in poi), mentre potrà schierare al massimo due atleti che abbiano disputato l’ultimo campionato in serie C Regionale o in categorie superiori; altra caratteristica del torneo, anche questa fortemente voluta da Piero Di Turi, allenatore dell’Arx e organizzatore della manifestazione, sarà che le partite non vedranno la partecipazione di arbitri ufficiali, ma nella più vera tradizione dei play-ground saranno auto-arbitrate, per cui ci si affiderà, in puro spirito sportivo, alla cavalleria e alla correttezza dei giocatori in campo.

Come già nell’edizione del 2007, coach Di Turi ha voluto battezzare la squadre partecipanti con nomi che rappresentano un tributo al mare: Brigantino, Caravella, Corvetta, Fregata, Galeone, Vascello.

Il trofeo si svolgerà in tre fasi: nella prima le sei squadre si sfideranno in due gironi all’italiana con gare di sola andata, nella seconda ci saranno i play-off tra le prime due classificate di ciascun girone, e nella terza si svolgeranno le sfide finali per l’aggiudicazione del trofeo e delle piazze d’onore.

La prima partita avrà inizio questa sera alle 20,30 quando a contendersi la palla a due (e di primi due punti in palio) saranno il Brigantino e la Caravella; gli incontri si disputeranno, uno per sera, tutti i giorni –esclusi il sabato e la domenica- sino al 14 luglio, data della finalissima per il primo posto.

Ecco allora i roster delle sei formazioni:

BRIGANTINO: Capasso B., Esposito D., Pascazio F., Perrelli D., Pontrelli F., Rizzo C., Sciacqua F., Sicolo M., Sicolo T.

CARAVELLA: Bevilacqua F., Cipriani F., Guaragnella N., Iannone L., Loprieno M., Mummolo A., Paone A., Traversa D.

CORVETTA: Aldini E., Antonelli G., Armenise A., Benedetto A., Cancellieri R., De Lello V., Favia A., Grimaldi D., Ladisa F., Musto C., Tarallo C.

FREGATA: Delli Carri L., Ermito N., Minervino A., Panza B., Rubino O., Scarcia M., Valecce Massimo

GALEONE: Bozzi R., De Feudis D., Ivona C., Mastrodonato G., Mongelli A., Monopoli G., Morelli E., Panebianco S., Saliani F.

VASCELLO: Ciliero N., Cofano A., Magnifico G., Magrini L., Mandurino C., Pappalettere G., Patruno R., Ruggieri G., Sarcinelli G.

(Pubblicato su Il Quotidiano di Bari il 30 giugno 2010)


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BASKET/I ragazzi del Faro conquistano la serie D 



Campionato di Promozione, play-off.
Arx - Brindisi: 56-50



BARI- I ragazzi del Faro sfruttano il fattore campo e, vincendo una sofferta, emozionante, esaltante gara 2 dei play-off, approdano trionfalmente in serie D.

La tribuna del PalaS.Girolamo è stracolma, molti sono i giocatori baresi venuti a tifare per i biancoblù e per omaggiare coach Di Turi (peccato per l’assolutamente ingiustificabile assenza di tutti i dirigente delle altre società baresi), il presidente Giannoccaro è seduto al tavolo, la musica in perfetto stile NBA durante il riscaldamento fa capire che sta per avere inizio un evento memorabile.

Alla palla a due i locali sembrano contratti e sono costretti a subire il maggior tasso tecnico dei brindisini (Santacesarea, D’Alessi I. e Rotondo hanno calcato parquet delle categorie superiori) che prendono un leggero vantaggio, contenuto da una tripla di Morelli e dalle incursioni di Cipriani; dopo 5’ due bombe consecutive salentine creano il gap sul quale si chiude il primo quarto: 12-18.

Nella seconda frazione non cambia il film della partita, con il Ferrini che con giocate di buona qualità allunga nel punteggio mentre i locali –che continuano a difendere sempre a uomo con grande aggressività- vivono un momento di grave difficoltà offensiva, durante il quale il canestro sembra irraggiungibile; coach Di Turi fa rifiatare Favia e manda in campo Sicolo, poi Ivona per Rizzo, la musica non cambia ed arriva l’intervallo lungo con un preoccupante -13.

Alla ripresa delle ostilità l’Arx fa subito capire, con un paio di canestri consecutivi, di credere ancora nella vittoria ed il clima si fa subito incandescente; la rimonta sta appena iniziando quando Favia finisce a terra dopo un contatto, si teme per la sua caviglia ed è costretto a uscire, sostituito da Sicolo che non lo fa rimpiangere.

De Lello e Morelli segnano punti pesantissimi, così come Cipriani che lotta come un leone (un paio di palloni vaganti lo vedono lottare steso per terra che pare un gladiatore); sono momenti di grande eccitazione, la difesa è ora impenetrabile, un parziale di 18-8 riporta l’Arx in partita all’ultimo mini-intervallo (42-45).

Inizia il quarto decisivo, subito i baresi vanno in lunetta: 1/2 ed è 43-45; ora l’impresa è a portata di mano ma l’emozione fa brutti scherzi, perché per ben tre volte i biancoblù hanno il possesso per il pareggio che, però, non arriva.

La difesa regge benissimo, ormai D’Alessio I. è tenuto a bada dai piccoli (è rientrato anche Favia), mentre l’età è una vera e propria condanna per Santacesarea e Rotondo che sono in chiaro debito d’ossigeno.

Improvvisamente, la partita prende la sua svolta definitiva grazie a Capasso che diventa una furia incontenibile, effettua una penetrazione a ricciolo per segnare il canestro della parità, passano pochi secondi e va realizzare lo splendido canestro del +2 barese e nell’azione successiva viene fermato fallosamente mentre va in sottomano, quindi va in lunetta e segna 1/2, fissando il punteggio sul 48-45; il PalaS.Giacomo è in tripudio, ogni azione viene sostenuta dal tifo sempre più caldo.

Il Brindisi prova a spendere le ultime energie per tornare in partita ma i ragazzi del Faro sono bravissimi a gestire la palla, De Lello intercetta due palloni decisivi, Favia dirige senza correre rischi, Morelli ritrova il tiro dalla lunga ed il sorriso, Cipriani continua a ringhiare su tutti i brindisi che gli passano vicino, Capasso è in completa tranche agonistica e sprona a mille compagni e pubblico.

Mancano 45” e l’Arx è sul +6, Brindisi tira dalla linea dei 6,25 ma sbaglia, i baresi dovrebbero gelare il pallone, giocare al limite dei 24”, invece giocano veloce e sbagliano un passaggio, dando la possibilità agli ospiti di provarci ancora; il Ferrini, però, è alle corde e non segna più, questa volta i biancoblù mantengono la calma ed il possesso della palla sino al fischio della sirena che sancisce il trionfo sul campo, il trionfo sul campionato e la conquista di una meritata serie D.

Inizia ora la festa, lo spumante scorre sul campo, tutti i giocatori indossano una maglia che porta sul retro i nominativi dell’intero roster, spunta anche un cartello con la scritta “grazie D cuore pierino” (ndr: pierino è coach Di Turi).

ARX BARI – FERRINI BRINDISI: 56-50 (12-18; 24-37; 42-45; 56-50).

ARX BARI (all. Di Turi) 56: Favia 5, Capasso 11, Mastrodonato, Ivona 5, Armenise, Morelli 13, De Lello 4, Cipriani 10, Sicolo 3, Rizzo 5.

FERRINI BRINDISI (all. Trabacca) 50: Santacesarea 9, D’Alessio I. 8, Cesi A. 3, Roma 2, Cesi M., Colella 4, Campagnoli 10, Spinosa, D’Alessio C. 7, Rotondo 6.

Arbitri: Lucarella e Posa di Taranto.

Pubblicato sul Quotidiano di Bari l’1 giugno 2010


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BASKET/Promozione: conclusa la prima fase. 



Angiulli e Arx ai play-off





BARI- Si è conclusa come meglio non poteva la prima fase del campionato di Promozione: infatti, alle spalle dello schiacciasassi Cerignola (24 vittorie su 24 gare disputate), promosso direttamente in serie D, si sono piazzate l’Angiulli e l’Arx che, quindi, hanno conquistato il diritto a partecipare ai play-off, dove contenderanno la promozione alla categoria superiore, rispettivamente, al Rutigliano ed al Ferrini Brindisi.

Quindi, si può ben dire che la stagione delle due formazioni baresi è stata davvero esaltante, pregna di sfide dall’alto contenuto tecnico ed agonistico, spesso coronate dal bel gioco, con vittorie colte non solo davanti al pubblico amico ma anche in palazzetti (come Trani o Foggia) che storicamente hanno regalato molto poco ai visitatori di turno.

L’ottimo piazzamento al termine della regular season è il frutto di una combinazione di elementi tutti molto significativi: i giocatori che si sono messi a completa disposizione per cogliere un obiettivo non certo facile, le dirigenze ed i due allenatori, Zotti per l’Angiulli e Di Turi per l’Arx, capaci di dare un senso tattico anche nei momenti più difficili, quando la smania di recuperare rischiava di prendere il sopravvento.

Ora non resta che affrontare l’ultimo ostacolo, il più difficile ma anche quello che potrebbe dare le maggiori soddisfazioni.

I play-off che si stanno avvicinando si disputeranno in un unico turno al meglio delle tre gare, per cui la vincente di ciascuno scontro diretto l’anno prossimo parteciperà al campionato di serie D.

L’Angiulli se la dovrà vedere con il Rutigliano, sapendo di avere il vantaggio di poter disputare al tensostatico La Sala l’eventuale partita di spareggio; i giocatori agli ordini di Zotti giocheranno non solo per la gloria personale ma per riportare la Società in una categoria più consona al proprio blasone ed alla propria storia.

L’Arx (nella foto), avrà un impegno un po’ più ostico perché, oltre ad avere lo svantaggio della terza partita in trasferta, è noto che le squadre brindisi sono sempre ossi duri da affrontare e non regalano mai niente a nessuno.

L’ora della verità, comunque, è ormai prossima (sabato 22 maggio si disputerà gara, il 30 maggio gara 2, mentre il 6 giugno l’eventuale gara 3), per cui non resta che dire in bocca al lupo ed aspettare fiduciosi il verdetto dei campi.

Pubblicato sul Quotidiano di Bari il 20 maggio 2010


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